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"Le notizie che provengono dall'Afghanistan, dopo l'attacco anglo-americano, rappresentano per la CGIL motivo di allarme e di preoccupazione. I bombardamenti, il possibile coinvolgimento di persone inermi e incolpevoli, l'ampiezza del problema umanitario costituito dai profughi in fuga dalle città, le tensioni nel vicino Pakistan, sono tutti segnali di una situazione che può aggravarsi ora dopo ora, con costi umani
crescenti". Con queste parole si apre il comunicato nel quale la
Segreteria Cgil commenta gli ultimi eventi della crisi
mondiale".
Per la Confederazione generale del lavoro "vanno sì colpite le centrali terroristiche ovunque insediate, sconfiggendo complicità e connivenze, ma va, nel contempo, scongiurata un'azione di guerra che oltre a colpire gli inermi alimenterebbe la spirale dell'odio e della
vendetta". "Le deliranti e inaccettabili dichiarazioni di Osama Bin Laden
- prosegue il comunicato - che, nel rivendicare la strage compiuta a New York e a Washington, incita alla guerra santa, al proseguimento del terrorismo e all'isolamento dei Governi arabi moderati, confermano che il contrasto al fondamentalismo del terrore va realizzato anche con una più forte azione politica e diplomatica che rilanci il ruolo dell'ONU, nel nome della carta dei diritti fondamentali. Occorre, altresì, dare una risposta immediata allo scontro israelo-palestinese con strumenti internazionali di garanzia reciproca e di tregua, per il riconoscimento dello Stato palestinese, anche al fine di rafforzare il consenso popolare verso i governi arabi laici e
moderati".
Nella Cgil è forte la preoccupazione che l'attacco all'Afghanistan
inneschi un meccanismo di violenze e rappresaglie: "Modalità di guerra che - pure nella limitatezza delle notizie e del riscontro preciso dei fatti - sembrano prendere piede con gli attacchi portati nella giornata di ieri, possono portare, invece, nella situazione
opposta". Per questo motivo "la segreteria della Cgil invita chi ha responsabilità maggiori e una chiara supremazia militare a fare uso di saggezza e lungimiranza e a riportare su un terreno più proprio l'azione di contrasto al
terrorismo".
Il sindacato di Corso d'Italia, inoltre, "invita le proprie strutture e i propri militanti a partecipare con questi sentimenti di giustizia e di pace alla marcia di Perugia-Assisi di domenica 14
ottobre".
(8 ottobre 2001)
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