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Guerra in Afghanistan / Le prime reazioni in Italia
Italia a fianco degli Usa, 
l'Ulivo cerca una posizione unitaria

Il giorno dopo l'attacco all'Afghanistan l'Italia conferma il suo "pieno appoggio" agli Stati Uniti, come si legge nel comunicato diffuso dal Quirinale al termine del vertice convocato dal Presidente della Repubblica con il governo sugli sviluppi della situazione internazionale. ''Nel corso dell'incontro - prosegue la nota - e' stato confermato il pieno appoggio dell'Italia a questa fase cruciale della lotta al terrorismo. L'Italia assume le proprie responsabilita' a fianco degli Stati Uniti d'America e degli altri Paesi amici. Nello svolgimento delle conseguenti operazioni, l'Italia fornira' il suo apporto alle azioni che si renderanno necessarie, incluse quelle militari. La presenza dell'Italia in una vasta coalizione di Paesi impegnata a difendere valori essenziali e principi sottoscritti dall'intera comunita' internazionale nella Carta delle Nazioni Unite corrisponde a un sentimento radicato nella nazione e profondamente condiviso da tutto il popolo italiano''. 

Anche la Ue si schiera compatta a fianco degli Usa e dei loro alleati sottolineando che il raid di ieri notte "non è contro l'Islam ne' contro l'Afghanistan, che l'Europa e' pronta a sostenere ed aiutare". Il presidente della Commissione europea, Romano Prodi, invita l'Europa a rimanere unita: "In questo momento difficile, solenne e drammatico, tutta l'Europa si sente unita con gli Stati Uniti e con gli altri alleati per portare a termine la lotta contro il terrorismo", ha dichiarato Prodi. "Siamo uniti oggi e lo saremo in futuro in una battaglia non contro popoli o religioni ma contro chi ha colpito duramente le fondamenta stesse della nostra convivenza civile".

L'Ulivo sta invece vivendo un momento difficile. I suoi leader Fassino, Rutelli, Amato, D'Alema e Dini cercano di convincere tutte le forze del centrosinistra a sottoscrivere il testo elaborato da Rutelli insieme agli ex premier, ma sono necessarie ripetute correzioni per venire incontro alle richieste della sinistra diessina che sostiene la candidatura Berlinguer, dei Verdi e del Pdci. 

Fassino e Rutelli hanno illustrato in una conferenza stampa i punti principali del documento elaborato dall'Ulivo in vista del dibattito parlamentare di domani. Fassino ha così elencato i vari punti del documento: "Punire chi ha ideato e sostenuto l'organizzazione degli attentati agli Usa. E da qui piena legittimità all'operazione di polizia internazionale messa in essere dagli Stati Uniti dando corso alle indicazioni dell'Onu". "Un'operazione - ha proseguito Fassino - che però si concentri su obiettivi mirati, evitando di coinvolgere popolazioni inermi. Parallelamente è necessario il dispiegarsi di iniziative diplomatiche per dar sbocco alla situazione in Medio Oriente. Va poi rilanciata ogni iniziativa per favorire il dialogo tra religioni, civiltà e Paesi per rafforzare l'unità della comunità internazionale. Inoltre bisogna dar corso a un vasto programma di aiuti alle popolazioni e ai profughi. Condividiamo i contenuti della risoluzione dell'Ue e chiediamo al governo di dar corso a tutte le iniziative contenute in quella risoluzione in materia di cooperazione di polizia giudiziaria nella lotta al terrorismo". Secondo Fassino, "questa posizione rende evidente l'assunzione di responsabilità nazionale che l'Ulivo sente di manifestare di fronte a questa crisi".

Sul fronte del movimento pacifista è da segnalare la posizione delle Acli, che confermano la partecipazione al tradizionale appuntamento della Marcia per la Pace Perugia-Assisi e appoggiano l'uso della forza contro le centrali del terrorismo, ma solo sotto l'egida dell'Onu. Le Acli, inoltre, mettono in guardia dal rischio che quello che sta avvenendo a Kabul porti verso una china pericolosa sulla quale i proclami da guerra santa di Bin Laden possono trovare terreno favorevole. ''Siamo e restiamo fermamente convinti che il terrorismo si sconfigge sia con mezzi politici e finanziari sia, se necessario, ricorrendo all'uso della forza'' - afferma oggi l'associazione cattolica in una sua nota. La strada seguita dal Consiglio di sicurezza dell'ONU, a partire dal 13 settembre, con diverse risoluzioni, secondo le Acli aveva tracciato una strada ''del tutto condivisibile''. L'azione angloamericana, pur all'interno di un quadro di alleanze a vasto raggio, segue un altro percorso, sottolineano le Acli, e non va nella direzione di un'azione di polizia internazionale sotto l'egida dell'ONU. Non e' quindi ''condivisibile'' anche perche' pone ''una seria ipoteca sullo sradicamento del fenomeno terroristico senza contemporaneamente creare altre vittime tra i civili''.

''Non vogliamo assecondare nessun antiamericanismo di maniera, ne' si puo' mettere sullo stesso piano, come alcuni fanno, Bush e Bin Laden. E' una via da rifiutare in ogni modo, - affermano ancora le Acli - come sono da condannare gesti che alimentano odio e disprezzo verso gli Stati Uniti. Ugualmente diciamo che occorre seguire solo ed unicamente la via tracciata dall'ONU: individuare i colpevoli dell'attentato dell'11 settembre, catturarli anche con l'uso della forza per impedire che possano compiere altri crimini contro l'umanita' e consegnarli alla giustizia. Le Acli, infine confermano la loro partecipazione alla Perugia-Assisi ''non per assecondare sentimenti antiamericani, ma per indicare, tutti insieme, vie concrete
per costruire la pace''.

Non si spacca il fronte dei no global. Dopo la manifestazione di ieri sera a Roma, in piazza Venezia, dove è stata bruciata una bandiera Usa, il Roman social forum (
il cartello che raccoglie quasi 200 sigle tra associazioni, movimenti e centri sociali della capitale) torna in piazza anche oggi. E' prevista una manifestazione che partirà da piazza Esedra alle ore 17. Alle 17.30, invece, sfileranno gli antiglobal napoletani, che terranno dei presidi anche a Benevento e Caserta.
La decisione di manifestare contro la guerra era stata presa il 23 settembre scorso nel corso di un'assemblea. ''Scenderemo in piazza - avevano detti i no global - alla notizia del primo attacco all'Afghanistan''. Alcune decine di militanti della rete no global sono scesi in piazza ieri sera alla notizia dell'attacco angloamericano sull'Afghanistan. Un sit-in improvvisato in piazza del Gesu', nel cuore della citta' ed uno striscione con la scritta ''Fermiamo la guerra sciogliamo la NATO''.
 

(8 ottobre 2001)

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