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A tre giorni dagli
attentati che hanno dilaniato New York e il Pentagono il bollettino dei morti e dei dispersi coinvolge anche il mondo del lavoro americano.
Sono molti gli uomini e le donne ingoiati nell'esercizio delle loro
professioni dalle voragini che come ferite vive lacerano il suolo degli
Stati Uniti. Piloti, assistenti di volo, vigili del fuoco, poliziotti,
addetti alla sicurezza e ai servizi nelle torri gemelle (portieri,
inservienti ecc.). I sindacati stilano il loro personale elenco dei
caduti, che si aggiunge a quello già reso noto dal sindaco di New
York: 4.763 dispersi, 30 mila "body bag" (i sacchi per i
cadaveri) in arrivo a Manhattan.
Cominciamo dagli "eroi", dai vigili del fuoco andati a morire
in cima alle torri già devastate dal fuoco, quelli che i testimoni
sopravvissuti ricordano di avere incrociato sulle rampe degli edifici e
che non sono tornati indietro. Finora ne mancano 300 all'appello, 300
pompieri di New York dati ufficialmente per dispersi da Harold
Schaitberger, presidente dell'Iaff (l'International association of
fire fighters). A loro si aggiungono 85 poliziotti cui è toccata
la medesima sorte.
Poi ci sono i morti in servizio sugli aerei: oltre ai 223 passeggeri,
infatti, c'erano 8 piloti e 25 assistenti di volo.
La Federazione americana del pubblico impiego ha reso noto che 300 suoi
iscritti lavoravano in uffici pubblici nel World Trade Center: almeno
180 di loro, impiegati in uffici tra l'82mo e l'87mo piano delle torri,
sono dispersi.
Mancano all'appello anche più di 1000 addetti alle torri, quelli che
in America chiamano i janitors: uomini della sicurezza, guide,
inservienti, spesso immigrati con stipendi bassissimi. Al momento
dell'attacco erano in servizio almeno 350 persone tra uscieri, addetti
agli ascensori e lavavetri: tutti spazzati via dall'urto degli aerei
bomba.
Ma le torri avevano anche ristoranti, bar e caffè. 270 persone
(cuochi, camerieri ecc.) lavoravano al ristorante Windows on the
World, quello agli ultimi piani (106 e 107) della Torre 1: colpiti,
spazzati via per primi. Bill Grandfield, il presidente della sezione
100 del sindacato che rappresenta i lavoratori del settore alberghiero
e della ristorazione, ha dichiarato che di quei 270 addetti alle Finestre
sul mondo non si sa più nulla.
Né si sa che fine abbiano fatto gli elettricisti (25), gli imbianchini
e i manovali che lavoravano nelle torri al momento delle esplosioni.
Molti anche i dipendenti del governo dispersi nelle torri. L'Afge (American
federation of government employees) ha fatto sapere che 223 suoi
iscritti lavoravano lassù. Alcuni di loro erano impiegati presso la
Commissione per le pari opportunità di lavoro, che ha sede a
Washington ma a New York, al 18mo piano del World Trade Center, aveva
una filiale.
Queste le vittime finora segnalate dalle organizzazioni del lavoro.
Sono cifre, tuttavia, quasi certamente destinate ad aumentare.
(D.O., 13 settembre 2001)
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