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E-book / L'editoria elettronica alla Fiera del Libro di Torino
Il futuro della lettura
di Davide Orecchio
  Alla Fiera del libro di Torino è andato di scena l'e-book, il libro elettronico. Il più importante appuntamento editoriale italiano, quello piemontese, è così servito da vetrina per la più significativa innovazione tecnologica dell'editoria contemporanea. Un convegno per tracciare lo scenario e

indicare le prospettive, gli stand degli editori, i prodotti più recenti (gli e-book per i palmari): sono alcune delle voci di un indice allettante, quello proposto al Lingotto, ma ancora del tutto pionieristico. La dimensione temporale più consona al libro elettronico, infatti, è il futuro (seppure molto prossimo).

L'e-book è il futuro intangibile della lettura. Il supporto che ci permetterà di leggere libri senza sprecare carta. In teoria un affare per tutti: per gli editori, che risparmieranno sui costi di produzione; per i lettori, che economizzeranno spazi e spese. Nessuno resterà immune all'innovazione. Gli studenti si formeranno su testi didattici digitali; gli avvocati consulteranno codici, leggi e sentenze su lettori portatili più sottili di una sogliola; ci porteremo in giro, stoccate in pochi etti di hardware, intere biblioteche da consultare dovunque ci prenderà lo sfizio. Smetteremo di disboscare le foreste per ricavare carta dal legno e snatureremo l'essenza plurimillenaria del Libro, o meglio la sostituiremo con una nuova natura digitale.


Il boom nel 2004

Un nuovo formato di lettura e scrittura digitale; questo si intende per e-book. Un formato che si potrà leggere su dispositivi hardware leggeri e tascabili (gli e-book reader). Questo scenario tecnologico in gran parte esiste già, ma in Italia si realizzerà appieno solo in prospettiva. L'anno decisivo per il boom del libro elettronico, in Italia, dovrebbe essere il 2004. Per quella data un prodotto per ora avanguardistico (se non addirittura prototipico) potrebbe diventare d'uso comune. Ma al momento l'editoria digitale italiana è un fenomeno di nicchia racchiuso in un mercato editoriale nostrano già abbondantemente claustrofobico.

Negli Usa i primi libri elettronici hanno iniziato a circolare due anni fa. In Italia gli editori si sono mossi solo all'inizio di quest'anno, ma bisognerà aspettare ancora un paio di mesi prima che da noi sia commercializzato un modello di lettore digitale. Dunque, per il momento, chi vorrà leggere un e-book dovrà ricorrere al normale computer (pc, portatile o palmare). E sarà così ancora per un po'. Per quanto riguarda il mercato italiano, l'editoria digitale è in una fase talmente neonatale che nessun addetto del settore o analista potrebbe fare una previsione seria. Si va avanti per tentativi, per sondaggi, con un solo obiettivo: smascherare gli utenti potenziali (per categoria, professione, interessi ecc.) e rivolgere loro un'offerta articolata.

Ma se ancora è ignoto quanto tempo occorrerà perché questa trasformazione si realizzi fino in fondo, è indubbio che l'e-book rappresenta l'avvenire dell'editoria. Negli Stati Uniti - che, come detto, sono un po' più avanti rispetto all'Europa - si fanno già delle stime. Forrester Research, ad esempio, ha calcolato che entro i prossimi cinque anni il mercato del libro elettronico arriverà a 7,8 miliardi di dollari, ossia al 17 per cento di quanto fattura complessivamente l'editoria americana. L'elemento trainante dell'offerta digitale non sarà tanto la letteratura di intrattenimento quanto l'editoria scolastica e quella professionale, la manualistica e i cosiddetti strumenti di lavoro. Questo per un semplice motivo: come avverte Forrester Research, di quei 7,8 miliardi di dollari soltanto 251 milioni saranno spesi per comprare hardware e-book. In altri termini, per diversi anni il libro elettronico sarà consumato sul computer, con una conseguente penalizzazione della lettura per svago (leggere Guerra e pace seduti davanti a un monitor non è proprio il massimo) a favore di soluzioni per la formazione e per le professioni.

Questo avverrà per diversi motivi. I dispositivi resteranno a lungo piuttosto cari (costeranno da un milione di lire fino a quasi tre milioni) e, soprattutto, non garantiranno subito una risoluzione ottica paragonabile a quella della carta. Il piacere di leggere un libro in "carne e ossa", infatti, è tale perché la qualità visiva che offre la carta è pari a 150 pixel (il pixel è l'unità di misura del video). Gli e-book reader disponibili attualmente, invece, non superano i 100 pixel. Insomma, come tutte le rivoluzioni, anche questa avrà tempi lunghi.

(18 maggio 2001)

 
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