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"La prossima killer
application di Internet sarà proprio l'educazione", parola di
John Chambers, il presidente di Cisco Systems, che ha partecipato alla
terza edizione dell'E.Learn Expo, manifestazione dedicata ai contenuti,
alle tecniche e alle opportunità dell'e-learning svoltasi a fine
agosto a Hong Kong, in Cina. In effetti questo settore sta vivendo una
crescita esplosiva: come dimostra un rapporto di Merril Lynch, dal 1999
è stata del 40% e il volume d'affari dell'e-learning raddoppierà ogni
anno fino al 2003.
La diffusione planetaria dell'Ict (Information Communication Technology)
ha mutato profondamente l’economia, il lavoro e le organizzazioni,
nel senso che i vecchi paradigmi, siano essi taylor fordisti,
funzionalisti, o quant'altro stanno scomparendo, mentre altri,
totalmente nuovi prendono piede e si diffondono nell'impresa e nella
società. Anche il mondo della formazione da diversi anni si sta
muovendo verso nuove strategie e soluzioni al fine di sviluppare figure
professionali in grado di rispondere alle esigenze dei nuovi assetti
organizzativi e ambientali.
L’e-learning, ossia la formazione fondata sull’uso integrato di
strumenti informatici e telematici attraverso la Rete, rappresenta un
esempio tra i più affascinanti in questo scenario di cambiamento e
sarà soggetta negli anni a venire a un elevato tasso di sviluppo in
tutta Europa. L’attenzione di aziende e organizzazioni economiche
già da qualche tempo è rivolta all’e-learning, ma i suoi vantaggi
sono percepiti anche nell’ambito dell'educazione istituzionale
(scuole, università, istituti di formazione). Se non altro per la
necessità di ridurre lo skill shortage, ossia la carenza di figure
professionali in possesso delle competenze adeguate a rispondere all’offerta
di lavoro proveniente dal mercato dell’Ict. Tali sviluppi lasciano
presagire che sarà proprio sulla riprogettazione della formazione,
iniziale e continua, che si dovrà insistere per colmare lo skill
shortage, che è costata sinora, secondo stime affidabili, circa 7.000
miliardi:
Secondo un recente rapporto
della NetConsulting, realizzato per la Microsoft Italia, nel 1999 uno
skill shortage complessivo di 69.000 risorse professionali ha
determinato un mancato mercato It di oltre 7.000 miliardi di Lire
(ovvero lo 0,4% del Pil), pari al 23% circa del mercato It del 1999. La
dimensione prevista di skill shortage per il 2001 comporterà un
mancato mercato per quasi 17.000 miliardi di Lire, che inciderà sul
Pil per oltre lo 0,8%, pari a quanto oggi rappresentato dal comparto
della fabbricazione di autoveicoli o dei prodotti farmaceutici
Le potenzialità dell’e-learning
sono immense, perché essa rappresenta un concetto che va oltre quello
originario di formazione a distanza (Fad), un’espressione ampia che
racchiude in sé l’insieme dei sistemi di insegnamento e
apprendimento in cui gli attori coinvolti nel processo formativo
agiscono in luoghi e tempi diversi. L’e-learning pur conservando l’aspetto
fondativo della Fad, ossia l'asincronia dei soggetti coinvolti nell’atto
formativo (in particolare docenti e allievi), grazie al supporto delle
moderne tecnologie fondate sul Web, permette di recuperare la
dimensione interattiva e collaborativa della formazione in aula, che
nelle forme tradizionali di Fad si era perduta. Si passa pertanto dal
concetto di "autoistruzione" tipica ad esempio della
formazione per corrispondenza (nata nell’ottocento negli Stati Uniti)
o della più moderna "teleformazione" (a seguito dell’avvento
del mezzo televisivo), il cui limite maggiore risiede nell’impossibilità
di creare una situazione didattica bilaterale in grado di superare l’isolamento
dell’allievo, a quello di "apprendimento cooperativo",
basato sul recupero della condivisione della relazione formativa.
L’uso di Internet e delle Intranet (le reti di comunicazione interne
alle aziende) applicato alla formazione permette la costruzione di un
ambiente didattico a distanza in grado di ripristinare la dimensione
sociale del rapporto educativo, la simultaneità della relazione tra
docente e allievo, la comunicazione flessibile e interattiva, non solo
tra docente e allievo ma anche tra compagni di corso, a tutto vantaggio
dell'apprendimento.
(7 settembre 2001)
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