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Speciale e-learning / Le vie intangibili della formazione
Cos'è l'e-learning
a cura di Patrizio Di Nicola e Simona Rosati

"La prossima killer application di Internet sarà proprio l'educazione", parola di John Chambers, il presidente di Cisco Systems, che ha partecipato alla terza edizione dell'E.Learn Expo, manifestazione dedicata ai contenuti, alle tecniche e alle opportunità dell'e-learning  svoltasi a fine agosto a Hong Kong, in Cina. In effetti questo settore sta vivendo una crescita esplosiva: come dimostra un rapporto di Merril Lynch, dal 1999 è stata del 40% e il volume d'affari dell'e-learning raddoppierà ogni anno fino al 2003.

La diffusione planetaria dell'Ict (Information Communication Technology) ha mutato profondamente l’economia, il lavoro e le organizzazioni, nel senso che i vecchi paradigmi, siano essi taylor fordisti, funzionalisti, o quant'altro stanno scomparendo, mentre altri, totalmente nuovi prendono piede e si diffondono nell'impresa e nella società. Anche il mondo della formazione da diversi anni si sta muovendo verso nuove strategie e soluzioni al fine di sviluppare figure professionali in grado di rispondere alle esigenze dei nuovi assetti organizzativi e ambientali. 

L’e-learning, ossia la formazione fondata sull’uso integrato di strumenti informatici e telematici attraverso la Rete, rappresenta un esempio tra i più affascinanti in questo scenario di cambiamento e sarà soggetta negli anni a venire a un elevato tasso di sviluppo in tutta Europa. L’attenzione di aziende e organizzazioni economiche già da qualche tempo è rivolta all’e-learning, ma i suoi vantaggi sono percepiti anche nell’ambito dell'educazione istituzionale (scuole, università, istituti di formazione). Se non altro per la necessità di ridurre lo skill shortage, ossia la carenza di figure professionali in possesso delle competenze adeguate a rispondere all’offerta di lavoro proveniente dal mercato dell’Ict. Tali sviluppi lasciano presagire che sarà proprio sulla riprogettazione della formazione, iniziale e continua, che si dovrà insistere per colmare lo skill shortage, che è costata sinora, secondo stime affidabili, circa 7.000 miliardi:

Secondo un recente rapporto della NetConsulting, realizzato per la Microsoft Italia, nel 1999 uno skill shortage complessivo di 69.000 risorse professionali ha determinato un mancato mercato It di oltre 7.000 miliardi di Lire (ovvero lo 0,4% del Pil), pari al 23% circa del mercato It del 1999. La dimensione prevista di skill shortage per il 2001 comporterà un mancato mercato per quasi 17.000 miliardi di Lire, che inciderà sul Pil per oltre lo 0,8%, pari a quanto oggi rappresentato dal comparto della fabbricazione di autoveicoli o dei prodotti farmaceutici

Le potenzialità dell’e-learning sono immense, perché essa rappresenta un concetto che va oltre quello originario di formazione a distanza (Fad), un’espressione ampia che racchiude in sé l’insieme dei sistemi di insegnamento e apprendimento in cui gli attori coinvolti nel processo formativo agiscono in luoghi e tempi diversi. L’e-learning pur conservando l’aspetto fondativo della Fad, ossia l'asincronia dei soggetti coinvolti nell’atto formativo (in particolare docenti e allievi), grazie al supporto delle moderne tecnologie fondate sul Web, permette di recuperare la dimensione interattiva e collaborativa della formazione in aula, che nelle forme tradizionali di Fad si era perduta. Si passa pertanto dal concetto di "autoistruzione" tipica ad esempio della formazione per corrispondenza (nata nell’ottocento negli Stati Uniti) o della più moderna "teleformazione" (a seguito dell’avvento del mezzo televisivo), il cui limite maggiore risiede nell’impossibilità di creare una situazione didattica bilaterale in grado di superare l’isolamento dell’allievo, a quello di "apprendimento cooperativo", basato sul recupero della condivisione della relazione formativa. 

L’uso di Internet e delle Intranet (le reti di comunicazione interne alle aziende) applicato alla formazione permette la costruzione di un ambiente didattico a distanza in grado di ripristinare la dimensione sociale del rapporto educativo, la simultaneità della relazione tra docente e allievo, la comunicazione flessibile e interattiva, non solo tra docente e allievo ma anche tra compagni di corso, a tutto vantaggio dell'apprendimento.

(7 settembre 2001)

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