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Con la creazione del fondo per le aree
sottoutilizzate si costituisce un serbatoio, governato dal Cipe e sotto
la direzione del presidente del Consiglio, dove affluiscono sia le
risorse per gli incentivi alle imprese sia quelle provenienti dalla
programmazione negoziata. La decisione produce due effetti:
discrezionalità delle scelte contro gli automatismi e indebolimento
delle risorse per investimenti derivanti dalla programmazione
negoziata. Si torna a un meccanismo centralistico che fa prevalere la
mediazione politica alla certezza del diritto.
Il fondo, dunque, costituito per contenere e
rallentare la spesa, peggiora la legislazione e diminuisce le risorse.
Infatti i contributi a fondo perduto saranno solo il 50 per cento delle
risorse, mentre il resto si trasformerà in mutuo, con interesse dello
0,50 per cento. Al fondo sono destinati, per il 2003, 400 milioni di
euro, altri 400 milioni per il 2004 e 7 miliardi per il 2005. I fondi
della legge 488/92 sono dimezzati: da 200 milioni di euro previsti
dalla finanziaria 2002 a 100 milioni. Con le risorse del fondo
costituito si dovrà provvedere a liquidare le somme del credito
d’imposta, ad oggi bloccate, per il periodo luglio/dicembre
2002.
L’effetto finale è un ulteriore rallentamento della crescita nel
Mezzogiorno.
(Rassegna sindacale, n. 37, 15 ottobre 2002)
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