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europee, Belgio, Olanda e Inghilterra in particolare. In tasca hanno passaporti albanesi, moldavi, rumeni, bulgari, ucraini, africani e cinesi; ma è soltanto un modo di dire, perché è impossibile trovargli addosso un documento.
Il rapporto di "Terre des Hommes", presentato durante la conferenza romana "Il traffico di minori: piccoli schiavi senza frontiere" (11-12 luglio) tratteggia la mappa del traffico di schiavi-bambini puntellandola con riflessioni, dati e statistiche.
La ricerca è sviluppata soprattutto in tre aree: Italia, Albania, Romania. E' emerso che nel nostro paese, su 5.577 ex prostitute straniere che hanno chiesto il permesso di soggiorno per ragioni sociali, soltanto 240 minorenni (4,3% del totale) sono sfuggite al meccanismo dello sfruttamento, entrando nei programmi di protezione previsti dall'articolo 18 (legge 40 sull'immigrazione, varata nel 1998). Di queste, 89 sono di origine albanese: il mercato della prostituzione, fino a qualche anno fa controllato dalla mafia italiana, è quindi passato di mano. Il primato del ricambio è detenuto dalla fascia tra Modena e Rimini, dove approdano circa 80 bambine ogni mese.
La base operativa degli spostamenti è stata individuata nel Triveneto, dove si concentra il 20% dello sfruttamento minorile contro il 5% delle altre città. In generale, la schiavitù sessuale si aggira intorno alle 13.000 unità, di cui 2.300 nel Lazio e 2.200 in Lombardia. Tra queste, 700 sono minorenni; ma tutti i dati sono in realtà sottostimati, vista la complessità della situazione. Infatti le corporazioni criminali, per aggirare i controlli delle forze dell'ordine, organizzano per le ragazze repentini spostamenti di città in città. Non si prostituiscono più ai bordi di una strada, ma tra le mura di appartamenti privati; diventa difficile stabilire una cifra che non sia approssimativa. Le minorenni sul mercato sono le più richieste; una giovane straniera può arrivare addirittura ad essere pagata 2.000 euro.
Per quanto riguarda i maschi, le occupazioni sono differenti: possono essere costretti all'accattonaggio, o al lavoro sotto schiavitù. Se alcuni conoscono un destino relativamente "fortunato", finendo nel circolo delle adozioni illegali, altri invece sono sfruttati per il commercio degli organi. Nella logica criminale, un adolescente è perfetto per il mercato della droga: può fare da corriere senza essere penalmente punibile, in quanto sprovvisto di ogni documento di riconoscimento. Le radici di tali situazioni vanno spesso ricercate nella famiglia: non è raro che nei paesi dell'Est i genitori "vendano" i propri figli, affidandoli al controllo di organizzazioni mafiose. In altri casi gli adolescenti sono adescati con un pretesto, allontanati dal proprio paese di origine ed introdotti al mondo della prostituzione.
La conferenza di Roma mira all'individuazione di un parametro minimo, per la protezione di un bambino vittima della tratta; i risultati saranno poi inseriti nella prossima convenzione del Consiglio d'Europa sul traffico degli esseri umani. Ma lo scopo è anche un altro: sollecitare gli organi parlamentari. Joseph Moyersoen, responsabile di "Terre des Hommes" per l'Italia, rivela: "Esiste una legge contro il traffico di minori, che è in discussione da due legislature. Questa è una buona occasione per chiedere un provvedimento urgente, coerente con le altre norme internazionali, che tuteli i bambini dallo sfruttamento sessuale e ne favorisca il recupero".
Nel corso delle due giornate, interverranno magistrati del Ministero della giustizia rumeno ed albanese, ma anche esperti dell'Interpol ed altre organizzazioni non governative. Per l'Italia parlerà Rita Levi Montalcini, presidente onoraria dell'associazione promotrice del convengo, e il ministro del Lavoro Roberto Maroni; per la prima volta verrà aperto nel nostro territorio un tavolo di confronto e dibattito sull'argomento.
"Terre des Hommes", che è affiancata nella gestione ed organizzazione dell'evento da "Save the children", "Parsec" e dalla Fondazione Lelio Basso, è una Ong di cooperazione internazionale ed aiuto allo sviluppo; in Italia è attiva dal 1994, è partner di Echo ed accreditata presso l'Ue e l'Onu. E' attivamente impegnata nella campagna contro il turismo sessuale infantile e tutte le forme di sfruttamento minorile.
Il sito ufficiale è chiarissimo in proposito: "L'obiettivo è rendere consapevole la società e spingerla ad agire per tendere ad una completa e piena attuazione della Convenzione Internazionale sui Diritti dell'Infanzia, approvata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989".
(11 luglio 2002)
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