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Un nuovo contratto per i circa 35 mila lavoratori
del vetro. La Fulc, la federazione unitaria dei lavoratori chimici, è
riuscita a sottoscrivere con Assovetro un’intesa che, oltre a
recuperare il differenziale tra inflazione reale e programmata (l’1,9
per cento sul biennio luglio 2000-agosto 2002), fissa aumenti
retributivi tenendo presente il tasso d’inflazione europeo atteso e
non quello programmato dal governo: il 4,1 per il periodo 2002-2004, al
posto del 2,6. “Le indicazioni delle segreterie nazionali di Cgil,
Cisl e Uil – spiega Giancarlo Straìni, responsabile del settore in
Filcea – erano state, in proposito, più che chiare. Abbiamo saputo
mantenere una posizione unitaria, che ci ha consentito di creare un
precedente utile, spero, anche per altre categorie”. Le condizioni
che hanno permesso di stringere l’accordo sul vetro, anticipa Straìni,
verranno poste anche alla base della chiusura di altri rinnovi
contrattuali, come quelli dei comparti delle piastrelle e delle
lampade, scaduti rispettivamente a fine giugno e a fine agosto 2002
(quello del vetro era scaduto alla fine dello scorso mese di luglio).
L’ottimismo dei sindacati di categoria non viene
scalfito nemmeno alla notizia della bocciatura del contratto da parte
di Confindustria. Il consiglio direttivo di viale dell’Astronomia
(che già prima della firma per il rinnovo aveva abbandonato il tavolo
negoziale, proprio in polemica con la scelta d’incrementare gli
stipendi guardando all’inflazione europea), con una nota diffusa il 5
dicembre, ha criticato l’intesa raggiunta da sindacati e Assovetro,
richiamando i presidenti delle associazioni di categoria al “rispetto
dell’accordo sulla politica dei redditi”, contro “soluzioni
alternative al protocollo del 23 luglio ’93”. Il fatto, ribatte
Straìni, “è che noi stiamo dando un’interpretazione molto
avanzata dell’accordo del 23 luglio”. Quel che è certo, mettono in
chiaro le sigle sindacali dei chimici, è che la rottura con
l’associazione degli industriali “non intralcerà il cammino
intrapreso dalla Fulc”. Lo strappo con Confindustria, in effetti,
crea un problema nelle relazioni non tanto con i sindacati di
categoria, quanto con le altre associazioni datoriali aderenti
all’organizzazione di viale dell’Astronomia. Se la vedranno tra
loro, fa capire il sindacalista della Filcea: “Noi proseguiamo sulla
nostra linea e confidiamo di convincere le nostre controparti a seguire
lo stesso percorso che ha portato alla chiusura contrattuale per il
comparto del vetro”.
Il nuovo contratto, sottolinea Straìni, non ha
fatto altro che recepire le indicazioni emerse nell’ultimo congresso
della Cgil, che ha stabilito il recupero all’interno del contratto
nazionale della produttività di settore, nelle forme indicate dalle
categorie. Recupero, spiega ancora Straìni, che “per la Filcea
avviene attraverso elementi legati alla prestazione, tant’è vero che
con il rinnovo abbiamo puntato su maggiorazioni e riduzioni d’orario
di lavoro”. Per i lavoratori del settore, che percepiranno un importo
una tantum pari a 106 euro, l’aumento salariale complessivo sarà
pari al 6 per cento, per un totale di 78 euro in più nella busta paga
(è l’incremento corrispondente alla categoria D1 per i settori
meccanizzati, al quarto livello per quelli della trasformazione e al
quinto per i comparti del soffio a mano e con macchine
semiautomatiche). L’aumento sarà corrisposto in tre parti, pari a 26
euro ciascuna: la prima nello stipendio di questo mese. Per i turnisti
sono state fissate maggiorazioni del 4 per cento in totale, mentre per
i cicli continui l’orario di lavoro sarà diminuito di otto ore (una
giornata in meno all’anno), a partire dalla scadenza del nuovo
contratto (al 1° luglio 2006).
(Rassegna sindacale, n. 46, 17 dicembre 2002)
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