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Presidio dei collaboratori coordinati e continuativi il 9 maggio davanti al Parlamento. Il sit-in si terrà dalle ore 11 alle 13.30.
Una delegazione di collaboratori e di responsabili Cgil-NIdiL sarà ricevuta, alle ore 12, dai gruppi parlamentari dell’opposizione. Al termine, la delegazione riferirà alla stampa l'esito dell'incontro.
Le rivendicazioni avanzate dai collaboratori coordinati e continuativi sono contenute nei seguenti punti:
- per estendere diritti e tutele a tutti
¨ per un lavoro che dia prospettive e certezze
¨ per approvare una legge che regolamenti i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa
che preveda tariffe retributive certe e che sancisca tutele specifiche per questi rapporti di lavoro
¨ per costituire di un fondo per il sostegno al reddito nei periodi di inattività dei collaboratori;
¨ per istituire un fondo per l’accesso alla formazione professionale pubblica
¨ per avere tutela in caso di maternità come tutte le altre lavoratrici
¨ per ottenere una vera protezione sociale in caso di malattia
¨ per realizzare il ricongiungimento dei contributi versati come collaboratore con quelli versati con
altri rapporti di lavoro
¨ per l’assicurazione contro gli infortuni a totale carico del datore di lavoro come avviene per gli
altri lavoratori
Le ragioni della protesta
Il Governo Berlusconi ha proposto, nella legge delega sulla previdenza, l’aumento dei contributi per i lavoratori parasubordinati che versano al fondo Inps di gestione separata.
L’aliquota dei collaboratori iscritti al Fondo, deve –nelle intenzioni del Governo, essere equiparata a quella dei lavoratori autonomi passando dal 14% del compenso lordo al 16,9%.
Questo aumento, come è stato dichiarato dallo stesso Governo, servirà a ridurre i contributi a carico dei datori di lavoro, senza dare ai lavoratori parasubordinati né migliori prestazioni sociali (malattia, maternità, assegni familiari) né nuove e necessarie prestazioni come l’indennità per i periodi di inoccupazione e l’accesso alla formazione professionale pubblica.
Attualmente, il rapporto tra gli oneri previdenziale e benefici è fortemente squilibrato, come dimostra la previsione di avanzo patrimoniale del Fondo Inps gestione separata: circa 14 milioni di euro, a fronte di uscite per prestazioni pari a 35mila euro.
Secondo Nidil «il governo non può salvarsi l’anima sostenendo che l’aumento brusco dell’aliquota contributiva migliorerà la futura posizione pensionistica di questi lavoratori.
Dai calcoli del Patronato Inca si evince, infatti, che i collaboratori matureranno una pensione, in relazione all’età - e qualora i versamenti coprano tutti gli anni- pari alla percentuale tra il 34 e il 40% dell’ultimo reddito lordo (di media i collaboratori guadagna circa 24 milioni di lire annui).
Insomma - prosegue Nidil -, si toglie a chi ha minori entrate economiche e minori protezioni sociali per dare maggiori vantaggi alle
imprese».
Per il sindacato «tali misure sono gravemente lesive delle condizioni, già sfavorevoli, dei collaboratori coordinati e continuativi. Questa manovra, così come presentata, avrebbe di fatto l’unico effetto di indebolire la posizione dei collaboratori sui quali si scaricherebbe l’intero costo dell’aumento contributivo.
Ciò e ancora più grave, stante l’atteggiamento del Governo: non produce nessun intervento di tutela giuridica e sociale per questi lavoratori e, anzi, ne favorisce la deregolamentazione.
Per questi motivi Cgil NIdiL non può che esprimere il suo dissenso su una manovra iniqua che, lungi dal sortire risultati positivi sul terreno del riconoscimento e delle specificità delle collaborazioni, produrrà solamente nuove forme di
discriminazione».
«L’eventuale accelerazione della aliquota previdenziale non può, invece, prescindere dalla necessità di assicurare ai collaboratori coordinati e continuativi prestazioni sociali oggi negate, a partire dall’indennità di disoccupazione da cui attualmente i collaboratori sono esclusi.
Come è facile immaginare, un innalzamento delle aliquote sganciato dall’aumento delle prestazioni sociali produrrebbe una fuga dal Fondo di gestione separa dell’Inps e, di conseguenza, favorirebbe l’immersione nel lavoro nero delle collaborazioni coordinate e continuative o, nel migliore dei casi, la loro trasformazione in collaborazioni
occasionali».
Per manifestare il dissenso su tali misure, Cgil.NidiL, ha organizzato –il presidio del 9 maggio e la campagna di protesta “Fai sentire la tua voce”.
Nidil-Cgil invita anche tutti i lavoratori, iscritti e non a Cgil-NidiL, a mandare un fax o un e-mail al ministro delle finanze Tremonti, chiedendogli di cambiare la norma del collegato alla finanziaria chepenalizza i lavoratori parasubordinati.
Il facsimile della lettera e i recapiti del Ministro Tremonti sono disponibili sul
sito di Nidil.
(Ufficio stampa Cgil, 8 maggio 2002)
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