|
Sono oltre 180.000 i lavoratori toscani che possono
essere definiti come “atipici”. Si tratta di un piccolo esercito,
in continua espansione, che ha contribuito alla più generale crescita
del mercato del lavoro toscano registrata negli ultimi anni. Per dare
riconoscimento e tutela a questa realtà, la Regione si è mossa da
tempo prevedendo iniziative e interventi sia sul fronte della
formazione che su quello del sistema di protezione sociale e delle
garanzie per la salute. Per dare sistematicità a queste iniziative e
incrementare politiche di valorizzazione, sostegno e analisi del
fenomeno, Regione e organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil hanno
sottoscritto un accordo, firmato dall’Assessore all’istruzione, i
cui contenuti sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa
alla quale hanno partecipato i segretari regionali della Cgil Luciano
Silvestri, della Cisl Gianni Salvadori, della Uil Mario Catalini e i
rappresentanti dei tre sindacati di settore.
Nel corso della conferenza stampa che si è tenuta stamattina in
regione per presentare l'accordo raggiunto fra regione ed OO.SS. sul
lavoro atipico, Luciano Silvestri, segretario generale della Cgil
Toscana ha detto tra l'altro: "La mia è una soddisfazione piena
che deriva dal merito dell'accordo che prevede interventi per elevare
il livello qualitativo dell'occupazione e del lavoro flessibile ed
atipico e in particolare si prefigge l'obbiettivo di favorire il
consolidamento di quote significative del lavoro flessibile in
direzione di forme di lavoro più stabile. Obbiettivo, questo, che
dovrebbe interessare anche le imprese, che non raramente, almeno in
Toscana, si ritrovano con il problema di dipendenti che se ne vanno a
lavorare altrove, dove li pagano meglio ed hanno maggiore
soddisfazione.
Quindi Silvestri ha proseguito: "Lavorare per rendere più stabile
il mercato del lavoro non è certo interesse, infatti, dei soli
lavoratori che il sindacato rappresenta. Un accordo importante, questo
trovato con la Regione Toscana, al quale siamo arrivati con il metodo
della concertazione. Il modello toscano del confronto e della coesione
sociale funziona. Qui si firmano accordi, in maniera unitaria,
tranquillamente, perché esistono le condizioni per trattative serene e
costruttive e soprattutto perché si lavora per estendere i diritti a
ci non ne ha, e non, come propone il governo nazionale, per toglierli a
chi li ha".
Rispondendo ad una giornalista di una radio privata che faceva rilevare
la contraddizione della Cgil che in Toscana tratta e firma accordi,
mentre a Roma non si siede neanche al tavolo della trattativa e
dichiara scioperi generali Silvestri ha risposto: "Nessuna
contraddizione, anzi, questa è la dimostrazione che la Cgil tratta
ogni volta che ci sono le condizioni, non sfugge il confronto ed è
pronta a firmare accordi che migliorino condizioni, opportunità e i
diritti dei lavoratori. Queste condizioni non sono date dal tavolo
nazionale sul mercato del lavoro, per questo la toscana tornerà a
fermarsi il 4 luglio per lo sciopero generale regionale di 4 ore. Il
tempo è galantuomo, fra due giorni dimostreremo al paese ed anche al
governo che i lavoratori sono con noi, con le nostre iniziative di
lotta, condividono gli obbiettivi che ne sono alla base, che possono
essere ridotti ad uno: estendere i diritti a chi non ne ha senza
toglierli a chi se li è conquistati a duro prezzo."
In sintesi i contenuti dell' accordo.
La giunta regionale, in accordo con i sindacati, assume l’impegno di
definire programmi coerenti con le linee di azione già intraprese. In
altre parole: iniziative per potenziare la formazione e la
qualificazione di questi lavoratori, per migliorare il sistema di
tutela anche permettendo forme di accesso agevolato al credito,
convenzioni con assicurazioni per coprire il mancato guadagno in caso
di malattia e maternità, iniziative, infine, volte a garantire la
stabilizzazione o un inquadramento professionale adeguato.
In particolare la Regione si impegna a definire, insieme alle
organizzazioni sindacali, forme di progettazione di strutture
mutualistiche ad hoc, a rafforzare le capacità negoziali e le
competenze professionali e imprenditoriali dei lavoratori, a potenziare
strumenti di analisi e monitoraggio e ad emanare dei bandi specifici
per il settore degli atipici.
L’impegno finanziario previsto per la realizzazione di una serie di
iniziative specifiche (previste dal bando attuativo del piano operativo
regionale per l’Obiettivo 3) è di 3.560.000 Euro. Serviranno per
realizzare tre tipi di interventi: - la progettazione di una rete di
sportelli collegati ai Centri per l’impiego (circa 1.800.000 Euro); -
la progettazione di strutture mutualistiche per facilitare l’accesso
al credito e di sostegno ai lavoratori atipici in caso di mancato
guadagno per malattia o infortunio (260.000 Euro); - interventi
formativi mirati (1.500.000 Euro).
Ma non è tutto. A queste risorse devono essere sommate infatti quelle
destinate, fra le altre cose, anche ai lavoratori atipici e previste da
leggi nazionali e regionali (circa 9 milioni di Euro), dal piano
operativo regionale Obiettivo 3 e destinate a Comuni e Province (oltre
120 milioni di Euro), dalla legge 53 per il sostegno della maternità e
della paternità (circa 2 milioni di Euro).
(Ufficio stampa Cgil, 2 luglio 2002)
|