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Fiat / L'assemblea degli azionisti 

Alla ricerca di liquidità

di Davide Orecchio

Raggiungere un risultato operativo "quanto meno in pareggio" e dimezzare l'indebitamento netto accumulato alla fine del 2001: è questo l'obiettivo che si è posto per il 2002 il Gruppo Fiat, che ha riunito questa mattina l'Assemblea degli azionisti. Gli uomini dell'azienda, raccolti nel Lingotto di Torino, per la prima volta in 60 anni orfani di Gianni Agnelli (negli Usa a curarsi), hanno "fatto i conti" di un anno terribile, il 2001, e assaporato le prospettive ancora amare di un 2002 che, già si sa, non sarà facile. Non sarà facile proprio per il core business del gruppo, il settore auto, che con le sue cifre in rosso sta compromettendo la salute del Gruppo. Per il 2002, appunto, non si prevedono buone notizie: "I mercati di principale interesse del Gruppo - si legge nel comunicato stampa Fiat - non dovrebbero manifestare sostanziali inversioni di tendenza (...). La domanda automobilistica si manterrà debole soprattutto in Italia".

Il presidente del Gruppo Fiat, Paolo Fresco, ha spiegato nella relazione introduttiva all''assemblea che l'azienda andrà avanti con le dismissioni previste: sono stati già ceduti Magneti Marelli, Immobiliare San Babila, Sistemi Elettrici, Aftermarket e sono in corso trattative per Mmss, Teksid e Comau; il piano di ristrutturazione approvato a dicembre prevede poi la chiusura di 18 stabilimenti (due in Italia) e il taglio di 6 mila posti di lavoro entro il 2004. Il tutto dovrebbe portare nelle casse del gruppo 2 miliardi di euro quest'anno e un miliardo il prossimo. Inoltre, sempre lo scorso dicembre, è stata approvata la sottoscrizione di un aumento di capitale per oltre un miliardo di euro. 

Ma evidentemente non basta. Per questo la decisione, annunciata sempre da Fresco, di ricorrere al mercato: 'In quest'ambito - ha detto Fresco - rientrano il già annunciato aumento di capitale di Cnh e la decisione di arrivare entro l'anno alla quotazione in Borsa della Ferrari, operazioni da cui contiamo di ricavare almeno un miliardo di euro''. ''Abbiamo attraversato - ha proseguito Fresco -, tra lo scorso anno e i primi mesi di questo, un momento particolarmente travagliato in cui si sono combinate alcune nostre debolezze con un contesto esterno rapidamente peggiorato. Sappiamo quali sono e dove stanno i problemi. Abbiamo messo in cantiere provvedimenti e iniziative per risolverli e risalire la china. Siamo consapevoli che i primi mesi sarebbero stati anche i più faticosi, ma abbiamo le forze per superarli''.

I prossimi mesi diranno se la Fiat riuscirà a sopportare le pressioni senza arrivare a prendere decisioni "pesanti" (l'autorevole quotidiano economico Financial Times ha già consigliato alla Fiat, in un editoriale, di cedere il settore auto a General Motors). Per il momento restano sotto gli occhi i dati di bilancio del primo trimestre del 2002. Pessimi. 

Nei primi tre mesi dell'anno il risultato operativo ha registrato una perdita di 529 milioni di euro, mentre nello stesso periodo del 2001 si era registrato un utile di 193 milioni di euro.  "Il fatturato - si legge nella nota del Gruppo - è stato di 14.100 milioni di euro, in calo di circa il 4% (-6% circa a parità di perimetro) rispetto al corrispondente periodo dell’anno scorso, a causa dei minori volumi di vendita nei Settori automobilistico e componentistico solo parzialmente compensati dalla crescita dei servizi". 

Epicentro della crisi è, come detto, il settore dell'auto: rispetto a un anno fa il mercato europeo si è contratto del 4% e quello italiano addirittura del 13%. In tale contesto Fiat Auto nei primi tre mesi del 2002 ha registrato un fatturato di 5.993 milioni di euro, in calo dell’11,2% rispetto allo stesso periodo del 2001. Le auto vendute sono state 518.000 (-14,9%). E di quei 529 milioni di euro persi dalla Fiat, ben 429 milioni vengono dal settore auto.

Le cose vano meglio nel settore delle macchine per l'agricoltura e le costruzioni (+ 3,3% di fatturato) e in quello dei veicoli industriali Iveco (+ 2,2%). Negli altri settori ottimo l'utile di FiatAvio (+14%) e di Toro Assicurazioni (che ha incrementato del 5,7% la raccolta premi).

(14 maggio 2002)

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