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Sciopero generale

L'Italia si è fermata

Un risultato atteso, ma i primi commenti sindacali di fronte alle cifre delle adesioni allo sciopero generale non nascondono lo stupore: ''L'Italia si e' fermata davvero''. Questo la  prima, entusiastica valutazione dei centri operativi di Cgil, Cisl e Uil . ''Si registra - si legge nella nota - una massiccia adesione delle lavoratrici e dei lavoratori allo sciopero odierno che ha raggiunto quasi dovunque punte elevatissime e che fa rilevare la fermata totale in moltissime aziende del paese''.

'Secondo i dati dell' Enel il livello dei consumi di energia elettrica oggi in Italia sono pari a quelli della domenica' ha detto il segretario generale della Cgil parlando a Firenze. 'Hanno scommesso che lo sciopero non sarebbe riuscito e questa e' la risposta, ci sono milioni di lavoratori nelle strade d' Italia' ha aggiunto Savino Pezzotta. Per il leader della Uil, Luigi Angeletti, 'il governo deve cambiare linea: finora ha deciso di non capire, speriamo che alla fine della giornata capisca, altrimenti continueremo'.

Lombardia. Oltre 300 mila  secondo i sindacati  i manifestanti scesi in piazza oggi a Milano sotto una pioggia sferzante. ''Non e' una manifestazione per attaccare qualcuno -ha detto Savino Pezzotta, segretario generale della Cisl,  prima di iniziare il comizio- ma per difendere dei diritti. Bisogna togliere di mezzo le modifiche all'articolo 18 poi si puo' ritornare a un tavolo dove si parli di ammortizzatori, statuto dei lavoratori e altre proposte''.
Il segretario Cisl Savino Pezzotta e' tornato, dal palco milanese sugli esempi evocati dal premier Berlusconi davanti alla platea degli industriali a Parma: "In questi ultimi tempi molti parlano a proposito e a sproposito di riforme e riformismo, ma se i punti di riferimento sono Reagan e la signora Thatcher, il disegno si fa' chiaro. I lavoratori americani ed inglesi sanno bene cosa hanno voluto dire quelle 'riforme' e come in quei paesi sia riapparsa la figura del lavoratore povero. Non potremmo mai esser d'accordo si questi percorsi, che finiscono per indebolire i deboli e rafforzare i forti''.
Sono stati oltre trecentomila i partecipanti ai due cortei che hanno attraversato Milano partendo da Porta Venezia e da P.le Cadorna per raggiungere, piazza Duca D'Aosta, dove si sono tenuti i comizi conclusivi di Amedeo Giuliani per Cgil Cisl Uil di Milano, di Susanna Camusso per Cgil Cisl Uil Lombardia e di Savino Pezzotta a nome delle confederazioni nazionali.

Oltre il 90% dei lavoratori e delle lavoratrici milanesi, sia del settore privato che pubblico ha aderito allo sciopero generale . Milano si è dunque fermata ed i lavoratori hanno risposto con convinzione e consapevolezza allo sciopero indetto da CGIL CISL UIL.
Qui di seguito i dati settore per settore con le percentuali medie di adesioni allo sciopero ed alcune aziende significative.
Settore Trasporti : ha scioperato il 95% con punte del 100% nel settore degli appalti ffss
Settore Commercio : media del 95% con punte del 100% nei grandi alberghi e nelle pulizie, 95% alla Rinascente
Settore Chimico-farmaceutico: ; media del 95% , con punte del 98% nel comparto del vetro, ceramica, lampade.
Settore alimentare; media del 99% con punte del 100% in aziende storiche ( Galbani, Campani)


Piemonte. Oltre 150 mila persone in piazza San Carlo a Torino. Alte le adesioni allo sciopero nelle industrie ma anche  nei settori del commercio del terziario e negli uffici pubblici. 
I sindacati dichiarano massiccie adesioni allo sciopero generale in tutte le fabbriche del gruppo Fiat con un dato medio che supera il 90 per cento e punte del 95 all'Iveco e all'Avio. Secondo l'azienda la partecipazione  sarebbe del 48 per cento.
Lo sciopero generale di otto ore, indetto da Cgil, Cisl e Uil contro l’abolizione dell’articolo 18, le deleghe in materia di previdenza e per sostenere le proposte sindacali su fisco, formazione, scuola e politiche sociali, ha avuto un consenso al di là di ogni più ottimistica previsione .
Fabbriche, uffici, supermercati, scuole, banche: tutti i settori, dal commercio all’industria, dalla funzione pubblica al terziario, dai trasporti alle telecomunicazioni hanno registrato adesioni allo sciopero mediamente attorno al 90%.
In città sono sfilate 150mila persone provenienti da tutta la regione, distribuite nei tre cortei che sono partiti stamattina da Piazza Statuto, Corso Marconi e Piazza Vittorio.
In piazza San Carlo, tradizionale luogo di ritrovo di tutte le manifestazioni sindacali, si è tenuto il comizio conclusivo dove hanno parlato i segretari generali piemontesi della Uil e della Cisl, Giorgio Rossetto e Mario Scotti, e il segretario nazionale della Cgil Paolo Nerozzi.

Liguria. Oltre sessantamila persone hanno partecipato questa mattina a Genova, alla manifestazione regionale, organizzata da CGIL CISL UIL in occasione dello sciopero generale di otto ore.
Due imponenti cortei hanno attraversato le vie della città e sono confluiti in Piazza De Ferrari, dove hanno preso la parola i rappresentanti delle organizzazioni sindacali.
Musica, slogan e cartelli hanno rappresentato la volontà dei Liguri di arrivare con Governo e Confindustria ad un confronto vero sui problemi del lavoro, che non abbia, come argomenti di merito, quelli dell’art.18, dell’arbitrato e della contribuzione ridotta per i nuovi assunti; la manifestazione ha chiesto, non solo di stralciare dalla discussione questi argomenti, ma anche espresso la sua netta contrarietà alle politiche su fisco, scuola e sanità, che lo stesso Governo intende attuare nel suo programma.
“E’ talmente parziale questo sciopero, che possiamo definirlo tranquillamente totale – ha esordito con un po’ di ironia, Mauro Guzzonato segretario della CGIL Liguria nel suo comizio – una totalità che dovrà far riflettere il Governo su come proseguire la sua politica sui temi sociali e soprattutto dovrà farlo riflettere sull’opportunità di escludere le parti sociali dalla discussione sulle riforme che riguardano i lavoratori”.
Anche Annamaria Furlan, segretaria della CISL Liguria ha richiamato l’attenzione sulla politica del Governo e nello specifico: “non potremmo mai accettare differenze di diritti tra lavoratori in forza e nuovi assunti, tra padri e figli, il sindacato ha sempre considerato la solidarietà un bene ineluttabile, il fondamento di una società civile”.
Concludendo la manifestazione Antonio Focillo, segretario nazionale della UIL, si è soffermato sul dopo sciopero generale: “se il Governo non accoglierà le nostre richieste dovremo intensificare l’iniziativa di lotta articolata nelle aziende per convincere Confindustria nell’insistere sull’abrogazione di un articolo che, nei fatti, non impedisce, lo sviluppo e la crescita delle aziende”.
Alti i dati di adesione allo sciopero: 80% nel settore del trasporto (totale quello del settore portuale),85% banche e assicurazioni, 95% gli edili, 95% i metalmeccanici e il resto dell’industria, 90% l’energia, 70% il pubblico impiego (90% nella sanità), 85% nella scuola e 100% tra i pensionati che hanno dichiarato sciopero ad oltranza.


Veneto. Settantamila manifestanti, secondo le cifre fornite dai sindacati , 30 mila  secondo la stima diffusa dalla questura di Padova.  Il segretario regionale della Cisl Franco Sech ha annunciato che oggi si sono fermati oltre un milione di lavoratori nella regione.
Nella notte che ha preceduto la giornata di sciopero generale moltissime agenzie di lavoro interinale nel Veneto sono state boicottate da sconosciuti che hanno bloccato le serrature delle porte d' ingresso con silicone.

Friuli. Oltre 25 mila persone in piazza Venerio, ad Udine, dove è in corso la manifestazione regionale del Friuli Venzia Giulia che verrà conclusa dal concerto dei Litfiba. Da segnalare il corteo spontaneo formatosi a Trieste questa mattina, che ha visto almeno 10.000 persone sfilare da piazza Unità a piazza Goldoni.
Rispetto allo sciopero, i dati non ancora definitivi segnalano un’adesione senza precedenti.
La punta si registra nella grande industria, dove ha scioperato complessivamente oltre il 90% degli impiegati e degli operai. Deserte addirittura, per citare solo i casi più eclatanti, la Fincantieri e la Ansaldo a Monfalcone e la Zanussi di Porcia (nel gruppo Electrolux, in provincia di Pordenone, le adesioni totali si attestano oltre il 95%). L’adesione è massiccia anche nelle piccole e medie aziende e in genere in quelle non sindacalizzate, con punte fino al 65-70% in provincia di Pordenone.
Più differenziata la partecipazione allo sciopero nel terziario: chiuse le principali realtà della distribuzione cooperativa, nelle altre catene della grande distribuzione hanno scioperato i due terzi dei dipendenti. Quanto ai servizi, sanità e trasporti vedono adesioni che vanno dall’80% al 100%, eccezion fatta naturalmente per i dipendenti tenuti a garantire i servizi essenziali; fermo inoltre l’80% dei lavoratori delle poste e una larga percentuale di quelli delle banche, con punte dell’80% negli sportelli dei grandi gruppi nazionali.
Praticamente bloccata infine la pubblica amministrazione - scuola, Stato, parastato ed enti locali - dove ha scioperato complessivamente una percentuale di lavoratori compresa tra l’80% e il 90%. Adesioni altissime anche al Comune di Trieste: proprio sotto il municipio, in piazza dell’Unità di Italia, da quello che doveva essere un semplice presidio è nato un corteo di 10.000 persone che ha imboccato corso Italia e raggiunto piazza Goldoni.
Il commento è unanime: una partecipazione straordinaria, senza precedenti. Lo sottolineano i segretari regionali di Cgil-Cisl-Uil, Paolo Pupulin, Sante Marzotto e Luca Visentini, con Giovanni Guerisoli, della Cisl nazionale, chiamato a Udine per tenere il comizio della manifestazione di oggi pomeriggio. E lo fanno snocciolando i dati delle adesioni, altissime non solo nella grande industria, dove hanno superato ampiamente il 90% e hanno di fatto bloccato la produzione (deserte addirittura, per citare i casi più eclatanti, la Zanussi di Porcia, la Fincantieri e l’Ansaldo); percentuali molto alte anche nella sanità e nei trasporti, dove il lavoro si è praticamente limitato ai servizi essenziali garantiti per legge, nel pubblico impiego (oltre l’80%), nella grande distribuzione, che ha visto fermarsi due lavoratori su tre, nella scuola (80%), nelle banche (attorno al 70%). Ma anche nelle piccole aziende industriali l’adesione è stata massiccia.
«Il dato forse più significativo - sottolinea GIOVANNI GUERISOLI - è la straordinaria riuscita dello sciopero nel settore pubblico, che pure non sarebbe direttamente interessato dalla modifica della disciplina dei licenziamenti. I lavoratori pubblici, evidentemente, hanno capito bene che la posta in palio va al di là dell’articolo 18, che questo Governo intende minare, basato sulla solidarietà e sulla contrattazione collettiva, per aprire la strada al rapporto individuale tra datore di lavoro e dipendenti. E’ addirittura grottesco, del resto, che un Governo che fa continuamente appello al conseso popolare cerchi di imporre una riforma bocciata senza appello dal referendum di due anni fa».
PAOLO PUPULIN si sofferma invece sui risultati dello sciopero nelle piccole aziende: «Un’adesione del genere non si era mai vista nella storia del sindacato, anche in quelle dove l’esiguo numero di dipendenti rende il lavoratore più ricattabile. Oltre alla partecipazione nei luoghi di lavoro, del resto, anche il successo delle manifestazioni di piazza rivela quanto sia ampio il fronte della protesta nei confronti del Governo e di Confindustria». Un concetto ripreso da LUCA VISENTINI, che sottolinea in particolare la grande partecipazione di giovani, sia del mondo del lavoro che studenti: «E’ sconfessata in pieno la tesi del Governo, secondo la quale il sindacato rappresenta una minoranza del mondo del lavoro e della società civile. Dicono che vogliamo mettere una generazione contro l’altra, mentre nelle piazze si è vista gente di tutte le età".
«La riuscita di questo sciopero - aggiunge SANTE MARZOTTO - va al di là delle nostre aspettative, in tutti i settori: il Friuli-Venezia Giulia, come l’Italia, si è fermato. Il Governo e Confindustria dovranno trarne le debite conseguenze».

Emilia Romagna.  I dirigenti sindacali hanno scelto la piazza più grande di Bologna e la partecipazione non ha tradito le attese: oltre 300 mila persone hanno riempito piazza VIII Agosto secondo quanto ha detto lo stesso Luigi Angeletti, segretario generale della Uil che ha concluso la manifestazione. Dalla Questura una valutazione piu' prudente ma comunque di almeno 150.000 persone. Tre cortei hanno attraversato la citta' senza incidenti. ''Non si governa senza i lavoratori', ha detto Angeletti dal palco. "Tutte le piazze d' Italia non sono sufficienti a contenere le persone che manifestano'. Cosi' il leader della Uil, Luigi Angeletti, ha commentato  l'andamento dello sciopero generale rispondendo anche al Governo e al premier Berlusconi secondo il quale comunque chi sciopera e' una parte sola del paese. 'Il Governo deve cambiare linea, ha aggiunto Angeletti, finora ha deciso di non capire, speriamo che alla fine della giornata capisca, altrimenti continueremo'.

Straordinario successo della giornata di lotta unitaria di oggi in Emilia Romagna: sia le adesioni allo sciopero generale, sia la partecipazione alla manifestazione regionale, hanno superato le aspettative. Erano 350.000 alla manifestazione regionale di Cgil Cisl e Uil che si è svolta a Bologna, con tre cortei che hanno sfilato nel centro della città e hanno riempito piazza VIII agosto, traboccante al punto da non poterli contenere tutti. A Bologna non si era mai vista una manifestazione sindacale così grande, nella quale spiccavano nettamente la presenza e l’entusiasmo di tanti ragazzi e ragazze entrati in questi anni nei luoghi di lavoro. Le strade adiacenti alla piazza sono rimaste intasate per ore, mentre ai tre cortei organizzati dai sindacati confederali si aggiungeva quello degli studenti medi e universitari, che hanno voluto condividere le ragioni dello sciopero generale e alla fine non sono nemmeno riusciti ad entrare nella piazza già troppo piena. 

E’ stata la prima volta di piazza VIII agosto (tradizionale sede della “Piazzola”, il mercato bolognese del fine settimana) per una manifestazione sindacale, almeno a memoria dei dirigenti meno giovani. Ma Cgil, Cisl e Uil regionali hanno pensato che piazza Maggiore stavolta non sarebbe stata sufficiente ad ospitare tutti i convenuti. E hanno avuto ragione, salvo il fatto che nemmeno piazza VIII agosto è stata in grado di reggere tanta gente. I lavoratori in sciopero sono arrivati da tutta la regione con oltre 750 pullman, cui vanno aggiunti centinaia di pullmini e mezzi di trasporto individuali; la presenza dei bolognesi, distribuiti nei tre cortei, e la risposta forte della città, hanno completato il quadro della straordinaria partecipazione.
I tre cortei previsti sono partiti da piazza Costituzione, piazzetta di Porta s. Felice, Piazza Unità. Quest’ultimo corteo, che aveva il percorso più breve, è stato il primo ad entrare in piazza VIII agosto con alla testa i tre oratori della manifestazione: il segretario generale Cgil Emilia Romagna Gianni Rinaldini, il segretario generale Cisl regionale Franco Richeldi, il leader della Uil nazionale Luigi Angeletti. Sul fondale del grande palco allestito nella piazza, alcune parole d’ordine alla base della giornata di lotta: “Non c’è futuro senza diritti – No alla delega art. 18 – Lavoro democrazia – Uniti in difesa delle pensioni, occupazione, immigrazione, sviluppo mezzogiorno, equità fiscale, scuola, sanità”. Il comizio di Angeletti era già terminato mentre le code di due cortei erano ancora lontane. Molto significativa e apprezzata l’adesione alla manifestazione e la presenza in piazza VIII Agosto dell’Associazione stampa regionale. Sul palco anche il presidente della Regione Vasco Errani.
Massiccia l’adesione allo sciopero in tutte le categorie, fabbriche e scuole chiuse, trasporti bloccati, servizi al minimo, serrande abbassate negli ipermercati. Riportiamo alcuni dei tanti casi emblematici: nel settore agroalimentare hanno scioperato al 100% Parmalat, Barilla, Nestlè, Granarolo e in molti territori, come Reggio Emilia o Forlì-Cesena, l’adesione ha toccato il 95-100% degli addetti. Nei trasporti in regione ha scioperato il 90% circa dei ferrovieri, mediamente il 100% degli operai e il 90% degli impiegati nel settore autoferro; bloccati al 97% l’aereoporto di Bologna e al 95% il porto di Ravenna.
Nel settore metalmeccanico hanno scioperato mediamente il 95% degli operai e il 75-80% degli impiegati nelle aziende oltre i 100 dipendenti; in particolare ricordiamo a Bologna il 100% delle adesioni all’Arcotronics, Bonfiglioli, Motori Minarelli, Ima, Demm, mentre alla Ducati Energia del vice presidente Confindustria Guidi sono entrati due dipendenti; a Ferrara il 100% operai e 90% impiegati alla Berco, l’azienda più grossa della regione; a Reggio Emilia il 98% alla Lombardini e alla Landini; a Modena l’80% alla Fiat New Holland, a Forlì il 90% alla Zanussi, a Piacenza 90% all’Astra-Iveco e l’87% alla Schiavi Spa. Nel settore tessile abbigliamento l’adesione allo sciopero ha raggiunto il 90% tra i dipendenti artigiani e il 90-100% nell’industria, con il gruppo La Perla di Bologna al 95%, il gruppo Max Mara di Reggio Emilia al 95%, l’Omsa di Ravenna all’85%, l’Aeffe di Rimini al 95%. Il settore chimico ha registrato un’altissima adesione allo sciopero, con il 100% e produzione zero all’Enichem di Ravenna e Ferrara, alla vetreria Bormioli di Parma, alla Safta di Piacenza, alla multinazionale Procter and Gamble di Reggio Emilia, alla ceramica Gardenia Orchidea di Modena, il 98% alla Ciba di Sasso Marconi. E ancora nel settore costruzioni gli operai dell’Alta Velocità hanno aderito al 90% nei cantieri di Modena, 99% nei cantieri di Reggio Emilia e al 100% nei cantieri di Bologna, Parma e Piacenza, ma anche in molte cooperative come la Cmc di Ravenna, la Costruttori di Ferrara.
Uffici chiusi al 90% nelle poste in territorio regionale, sciopero al 95% dei poligrafici al Carlino, alla Zanichelli, alla Calderini e al 100% alla Cartiera Reno. Riguardo al pubblico impiego, chiusi tutti gli uffici dello stato, negli enti locali sciopero al 95% e oltre, come al Comune e alla Provincia di Bologna, inoltre 100% alla Regione, 90% nelle aziende sanitarie, 95-100% nelle municipalizzate.


Marche. Circa 30.000 persone - secondo i sindacati - hanno sfilato stamane ad Ancona nella manifestazione regionale indetta da Cgil, Cisl e Uil contro le modifiche dell' Art. 18 dello Statuto dei lavoratori. 
La grande adesione è confermata dai primi dati raccolti dalle province. Alle Poste regionali ha scioperato l’80% dei lavoratori e ad Ancona su 122 sportelli sono rimasti aperti solo 20; alla Telecom e alla Tim la percentuale è tra l’85 e il 90%. La maggior parte delle scuole, soprattutto ad Ancona, sono rimaste chiuse con una percentuale di adesioni allo sciopero pari al 75%. Tra le banche, in tutti gli sportelli della Banca Marche ha scioperato l’80-85% dei lavoratori mentre alla Bnl, a Banca Intesa e Antonveneta il 95%.
Tra i dipendenti pubblici, chiuso il Comune di Ancona dove va sottolineata la grande partecipazione di tutti i 160 lavoratori a tempo determinato e con contratti di collaborazione; sciopero totale anche ad Anconambiente mentre alla Regione ha scioperato l’80% dei dipendenti e alla Provincia di Ancona oltre il 70%; al Ministero delle Finanze di Macerata il 70% dei lavoratori ha incrociato le braccia.
Nella sanità, lo sciopero è stato e ovunque sono stati garantiti i servizi essenziali; solo al Sert di Ancona la percentuale è del 95%. Nel commercio, sciopero totale all’Auchan, ai Magazzini Rinascente, al gruppo Coop, e Coal. 
Nell’industria, si registra l’adesione totale di Fincantieri di Ancona, di Morini di Ancona, al 98% all’Acraf di Angelini, della Maip di Pieralisi di Jesi e del gruppo Merloni, da Comunanza a Fabriano, al 98% alla Fiat New Holland di Jesi. A Pesaro, sciopero totale alla Morbidelli, a Tvs, all’Alluflon e alla Benelli Armi, al 95% alla Biesse; ad Ascoli Piceno sciopero totale alla Itemar e all’Imt come alla Pignone di Porto Recanati. A Macerata, sciopero al 90% alla Cms, 86% alla Gitronica. Importante il dato registrato nell’azienda del presidente regionale di Confindustria, la Guzzini Illuminazione dove c’è stata un’adesione al 100%.
Significativo anche il dato della raffineria Api di Falconara dove, pur tenendo conto dei servizi minimi garantiti, ha scioperato oltre il 70% dei lavoratori.
Nel tessile, abbigliamento e calzature, sciopero al 100% alla Nazareno Gabrielli, al 94% all’Urbis e tra l’80 e il 90% nella maggior parte delle aziende calzaturiere ddi Macerata. Un dato che smentisce i pochi finora forniti da Assindustria di Macerata, in chiaro stato confusionale, soprattutto per quanto riguarda la Lube dove il sindacato non solo non ha mai avuto propri rappresentanti ma anche iscritti.
Quanto ai trasporti, adesione totale nelle autostrade dove tutti i caselli oggi sono rimasti incustoditi; al 95% tra i ferrovieri con punte di massima nell’officina di Ancona e tra i macchinisti; al 90% all’Anas, totale in tutte le attività portuali; tra gli autoferrotranvieri, nelle 4 province, l’adesione è stata tra il 95 e il 98% così come nel settore merci.
Da ultimo, si ricorda che oggi il consiglio regionale, in concomitanza con lo sciopero generale, ha sospeso la seduta sul bilancio.


Toscana. Secondo il segretario regionale toscano 400 mila persone hanno partecipato ai cortei. Sergio Cofferati dal palco di Firenze ha commentato: "Chiedete ai fiorentini e ai toscani quanti siamo: tanti, tantissimi, una presenza così non c'è mai stata". Quanto al merito della protesta ''è' responsabilita' del governo se il confronto si e' interrotto'' ha detto Sergio Cofferati nel corso del suo comizio a Firenze. Il leader della Cgil ha poi affermato che il governo sta mettendo ''un macigno'' sulla strada della ripresa del confronto, con la richiesta della fiducia, in Parlamento, sul provvedimento dello scudo fiscale.

Secondo i dirigenti sindacali  l'adesione allo sciopero nelle grandi industrie toscane è stata superiore al 90 per cento. In particolare 95 per cento alla Nuova Pignone di Firenze,. il 90 pere cento alla Breda di Lucchesia, il 99 alla LMI, il 95 nelle cartiere della Lucchesia, il 90 alla Piaggio di Pontedera. Secondoi i sindacati l'adesione ha raggiunto il cento  per cento in molte imprese medio grandi.

'Sappiano il governo e le imprese che non ci fermeremo fino a quando non avremo realizzato i nostri obiettivi''. Cosi' Sergio Cofferati ha concluso il comizio a Firenze in piazza Santa Croce che  e' durato 45 minuti ed e' stato interrotto da 35 applausi. Particolarmente intenso  l'applauso quando il leader della Cgil ha parlato del sindacato come la forza che vuole tenere unite le generazioni, e ''non dividerle'' come vuole fare il governo con i suoi provvedimenti sulle pensioni e il mercato del lavoro. Al termine del comizio Cofferati ha ricevuto i complimenti commossi dello scrittore Antonio Tabucchi.

Umbria. a piu' grande manifestazione sindacale che si sia svolta in dal dopoguerra a oggi, lo sostengono gli organizzatori che stimano in oltre 20.000 persone i presenti. I dirigenti della Federazione industriali contestano le cifre fino ad ora fornite dal sindacato, in base alle quali l'adesione allo sciopero e' pari al 90 per cento.

Lazio. Anche Roberto Benigni in piazza del Popolo. I lavoratori di Roma e del Lazio hanno sfilato in oltre 200 mila da piazza Barberini e da piazza Mazzini.  Piazza del Popolo gremita: i cortei confluiti al centro da Piazza Barberini e da Piazza Mazzini sono giunti all'appuntamento in una piazza gia' affollata al grido di ''chi non salta Berlusconi e'''. 
Roberto Benigni, accompagnato dalla moglie Simonetta Braschi, si e' presente alla manifestazione di piazza del Popolo. L'attore premio Oscar e' stato accolto al suo arrivo al grido di ''Roberto, Roberto'' e lungamente applaudito dai manifestanti. "Passavo di qua, ha detto, perchè avevo dato  appuntamento a una due persone, ma sono di più. E' uno sperpero di gioia".

I lavoratori e le lavoratrici di Roma e del Lazio hanno risposto in massa all’invito di CGIL-CISL-UIL. Lo sciopero è riuscito in tutti i posti di lavoro con percentuali altissime, fino alla chiusura totale di interi impianti. Ha interessato tutti i settori merceologici dall’industria, al terziario, al pubblico impiego. Anche laddove il sindacato è meno presente ed organizzato, come la miriade di piccole e micro-imprese, anche lì lo sciopero è riuscito. Grandissima adesione alla manifestazione: alla fine i cortei sindacali sono stati tre perché quello in partenza da Piazza Barberini, non riuscendo a passare tutto per via Sistina, si è diviso in due e il nuovo corteo è sceso per Via del Tritone ed ha imboccato Via Tomacelli raggiungendo Piazza di Spagna e poi Piazza del Popolo.
Nel corteo di piazza Mazzini invece non si sono avuti cambiamenti ed è arrivato alle 11,00 a piazza del Popolo.
Alla fine dei comizi il catino di Piazza del Popolo era pieno e le code dei cortei continuavano ad arrivare in piazza. CGIL CISL UIL di Roma e del Lazio stimano una partecipazione di 300.000 manifestanti.
Tornando allo sciopero, questa volta, a tenere alta la media,
(tra l’ 85% e il 90%) non ci sono solo le fabbriche metalmeccaniche, chimiche, alimentari o i cantieri edili; infatti, si sono registrate percentuali di adesione altissima nel settore della grande di stribuzione commerciale, nel comparto dell’accoglienza turistica (Hotel Excelsior 100%, Domus Mariae 80%, Princess 80%), nel comparto dei servizi di ristorazione (chiuse la mensa della RAI e del Senato), nel settore del credito dove gran parte degli sportelli bancari hanno chiuso i battenti, nel trasporto pubblico che si è fermato completamente.

Anche nel Pubblico Impiego l’adesione è stata massiccia: in particolare negli ospedali (Gemelli 70%, S. Filippo Neri 70%, Grassi 92%, S. Camillo e Forlanini 86%, Spallanzani 76%, garantendo comunque i servizi essenziali), nelle sedi dei Ministri di Berlusconi (Ministero Beni Culturali 99% - Ministero Industria 90%); all’AMA, l’azienda di igiene ambientale, con il 90%. La cultura si è fermata; il Teatro Argentina 75%, il Conservatorio di S. Cecilia 80%, l’Università Cattolica è rimasta chiusa, chiusi al 100% i Musei Capitolini. Mediaset, l’azienda di Berlusconi, ha scioperato al 90% .
In tutte le province la media di adesione è stata di gran lunga più alta delle precedenti occasioni con punte altissime a Rieti e Frosinone (tra il 90% e il 100%) e subito dopo a Viterbo e Latina tra l’88 e il 90%).
CGIL, CISL, UIL di Roma e del Lazio esprimono soddisfazione e ritengono che il segnale di protesta dei lavoratori della Regione sia indirizzato anche verso la Regione Lazio e le Associazioni Imprenditoriali che ancora non aprono il confronto sulla piattaforma sindacale presentata ormai da oltre cinque mesi.

Per Piero Bernocchi a Roma hanno marciato in 50 mila nel corteo dei Cobas verso piazza S. Giovanni. Alla testa anche una bandiera palestinese.

Molise. ''Quella di oggi e' una manifestazine composta e imponente per dire no ai provvedimenti del governo e della Confindustria di Antonio D'Amato''. Lo ha detto il segretario regionale della Cgil del Molise, Michele Petraroia, nel corso della manifestazione di protesta contro la riforma dell'articolo 18 dello statuto dei lavoratori in corso a Campobasso. 

Campania. , A Napoli 150 mila persone hanno manifestato in piazza. Il numero due della Cgil, Epifani, ha concluso con il comizio la giornata di protesta contro la modifica dell'articolo 18. Dal palco hanno parlato anche l'attore Luca De Filippo e il segretario nazionale della Fnsi, Paolo Serventi Longhi. Manifestazione, su un diverso percorso, dei No Global e dei Cobas.

Puglia. Uno sciopero pienamente riuscito in Puglia. 60 mila lavoratrici, lavoratori, pensionati, giovani, studenti e cittadini hanno partecipato stamani alla manifestazione regionale indetta da Cgil, Cisl e Uil nel capoluogo pugliese.
Nel capoluogo si è registrato: il 100 % di adesioni alla Bosh ed alla Fiat; il 90 % negli uffici della provincia; l'80 % alle poste ed il 70 % negli uffici comunali. A Foggia il 100 % all'Alenia alla Sofim ed all'Iveco. A Taranto oltre il 70 %, all'Ilva, il 100 % all'Aresanale della Marina Militare dove ad incrociare le braccia sono stati tutti i 2 mila addetti; il 100 % degli impianti fissi FS; altrettanto per gli impianti fissi del trasporto urbano.
Ottimamente anche a Lecce dove, ad esempio, si è registrato il 100 % alla Fiat e l'80 % alla Filanto. Successo dello sciopero anche a Brindsi: da segnalare il 100 % alla Prefettura, così all'Agusta ed all'Enel Sud.

Complessivamente si è registrata una larghissima partecipazione di lavoratori e lavoratrici di tutti i settori e nelle aziende di tutte le dimensioni: nel settore dei trasporti l’adesione ha superato l’85%: nei porti di Bari Brindisi e Taranto quasi il 100%; nelle F.S. l’85%, nel trasporto locale su gomma e rotaia il 90% scuola e Università: in media ha scioperato il 60% con punte nell’area della Scuola Media Superiore dell’80%; straordinaria e calorosa la partecipazione dei giovani studenti
nel settore del credito l’adesione allo sciopero è stata mediamente del 90% nel settore dell’energia e del gas il livello è stato pari all’80%
nel pubblico impiego: sanità, non considerando ovviamente i comandati, l’adesione è stata pari all’80%; negli enti locali (Comuni, Province, Regione) e negli uffici statali e parastatali l’adesione è stata pari al 70%
negli uffici postali ha scioperato circa l’80% del personale; la stessa percentuale abbiamo registrato tra i poligrafici e i telefonici
nel settore dell’industria chimica e meccanica lo sciopero ha interessato oltre il 90% in media degli addetti con punte altissime nella zona industriale di Bari, di Brindisi, di Lecce, di Foggia; a Taranto solo presso l’ILVA il livello di adesione allo sciopero è stato pari al 50% di tutti gli addetti compresi i giovani in contratto di formazione lavoro nel settore agroalimentare l’adesione è stata molto alta pari al 70% nel settore edile: nei cantieri ha aderito il 65%, negli impianti fissi del cemento e delle cave oltre l’80%, nell’industria del legno oltre il 40% (è la prima volta che nelle fabbriche del salotto della Murgia le adesioni hanno raggiunto il 40%) nel settore della grande distribuzione si sono raggiunte punte del 100% in alcuni grandi magazzini dell’IPERCOOP e un livello di partecipazione più ridotto nella catena di AUCHAN.



Calabria. Migliaia di persone (50 mila, secondo quanto detto dai sindacalisti, e 12 mila per la questura) in piazza a Catanzaro.

Sicilia. Circa centomila persone hanno manifestato in piazza a Palermo
e kla partecipazoione allo sciopero generale ha superato il 90 per cento in tutta la regione. Sono rimasti fuori dei cancelli il 98 per cento degli operai della Fiat di Termini Imerese, oltre il 95 al petrolchimico di Gela
 e al cantiere navale di Palermo , oltre il 90 per cento hanno scioperato alla St microelettronica di Catania. Stesse percentuali nel pubblico impiego e nei servizi  a Messina, Trapani, Enna, Marsala, Agrigento e Ragusa.

Sardegna.  25-30 mila i partecipanti alla manifestazione sindacale, mentre raggiungerebbero i tremila gli aderenti alla seconda manifestazione, organizzata dai Cobas e da sindacati autonomi. 
Si e' svolta anche a San Gavino una manifestazione sindacale, organizzata da Cgil-Cisl-Uil, alla quale hanno partecipano i lavoratori del Medio Campidano, circa cinquemila secondo le prime stime.
I lavoratori del Sulcis Iglesiente hanno dato vita a due manifestazioni a Carbonia (organizzata dalla Cisl) e a Iglesias (da Cgil e Uil), alle quali hanno preso parte migliaia di persone.

(16 aprile 2002)

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Cgil
Cisl
Uil

La piattaforma dello sciopero

 

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