|
Un risultato atteso, ma i primi commenti sindacali di fronte
alle cifre delle adesioni allo sciopero generale non nascondono lo
stupore: ''L'Italia si e' fermata davvero''. Questo la prima,
entusiastica valutazione dei centri operativi di Cgil, Cisl e Uil .
''Si registra - si legge nella nota - una massiccia adesione delle
lavoratrici e dei lavoratori allo sciopero odierno che ha raggiunto
quasi dovunque punte elevatissime e che fa rilevare la fermata totale
in moltissime aziende del paese''.
'Secondo i dati dell' Enel il livello dei consumi di energia elettrica
oggi in Italia sono pari a quelli della domenica' ha detto il
segretario generale della Cgil parlando a Firenze. 'Hanno scommesso
che lo sciopero non sarebbe riuscito e questa e' la risposta, ci sono
milioni di lavoratori nelle strade d' Italia' ha aggiunto Savino
Pezzotta. Per il leader della Uil, Luigi Angeletti, 'il governo deve
cambiare linea: finora ha deciso di non capire, speriamo che alla fine
della giornata capisca, altrimenti continueremo'.
Lombardia. Oltre 300 mila secondo i sindacati i
manifestanti scesi in piazza oggi a Milano sotto una pioggia sferzante.
''Non e' una manifestazione per attaccare qualcuno -ha detto Savino
Pezzotta, segretario generale della Cisl, prima di iniziare il
comizio- ma per difendere dei diritti. Bisogna togliere di mezzo le
modifiche all'articolo 18 poi si puo' ritornare a un tavolo dove si
parli di ammortizzatori, statuto dei lavoratori e altre proposte''.
Il segretario Cisl
Savino Pezzotta e' tornato, dal palco milanese sugli esempi evocati dal premier Berlusconi davanti alla
platea degli industriali a Parma: "In questi ultimi tempi molti parlano a proposito e a sproposito di
riforme e riformismo, ma se i punti di riferimento sono Reagan e la
signora Thatcher, il disegno si fa' chiaro. I lavoratori americani
ed inglesi sanno bene cosa hanno voluto dire quelle 'riforme' e come
in quei paesi sia riapparsa la figura del lavoratore povero. Non
potremmo mai esser d'accordo si questi percorsi, che finiscono per
indebolire i deboli e rafforzare i forti''.
Sono stati oltre trecentomila i partecipanti ai due
cortei che hanno attraversato Milano partendo da Porta Venezia e da
P.le Cadorna per raggiungere, piazza Duca D'Aosta, dove si sono tenuti
i comizi conclusivi di Amedeo Giuliani per Cgil Cisl Uil di Milano, di
Susanna Camusso per Cgil Cisl Uil Lombardia e di Savino Pezzotta a
nome delle confederazioni nazionali.
Oltre il 90% dei lavoratori e delle lavoratrici milanesi, sia del
settore privato che pubblico ha aderito allo sciopero generale .
Milano si è dunque fermata ed i lavoratori hanno risposto con
convinzione e consapevolezza allo sciopero indetto da CGIL CISL UIL.
Qui di seguito i dati settore per settore con le percentuali medie di
adesioni allo sciopero ed alcune aziende significative.
Settore Trasporti : ha scioperato il 95% con punte del 100% nel
settore degli appalti ffss
Settore Commercio : media del 95% con punte del 100% nei grandi
alberghi e nelle pulizie, 95% alla Rinascente
Settore Chimico-farmaceutico: ; media del 95% , con punte del 98% nel
comparto del vetro, ceramica, lampade.
Settore alimentare; media del 99% con punte del 100% in aziende
storiche ( Galbani, Campani)
Piemonte. Oltre 150 mila persone in piazza San Carlo a Torino.
Alte le adesioni allo sciopero nelle industrie ma anche nei
settori del commercio del terziario e negli uffici pubblici.
I sindacati dichiarano massiccie adesioni allo sciopero generale in
tutte le fabbriche del gruppo Fiat con un dato medio che supera il 90
per cento e punte del 95 all'Iveco e all'Avio. Secondo l'azienda la
partecipazione sarebbe del 48 per cento.
Lo sciopero generale di otto ore, indetto da Cgil,
Cisl e Uil contro l’abolizione dell’articolo 18, le deleghe in
materia di previdenza e per sostenere le proposte sindacali su fisco,
formazione, scuola e politiche sociali, ha avuto un consenso al di là
di ogni più ottimistica previsione .
Fabbriche, uffici, supermercati, scuole, banche: tutti i settori, dal
commercio all’industria, dalla funzione pubblica al terziario, dai
trasporti alle telecomunicazioni hanno registrato adesioni allo
sciopero mediamente attorno al 90%.
In città sono sfilate 150mila persone provenienti da tutta la
regione, distribuite nei tre cortei che sono partiti stamattina da
Piazza Statuto, Corso Marconi e Piazza Vittorio.
In piazza San Carlo, tradizionale luogo di ritrovo di tutte le
manifestazioni sindacali, si è tenuto il comizio conclusivo dove
hanno parlato i segretari generali piemontesi della Uil e della Cisl,
Giorgio Rossetto e Mario Scotti, e il segretario nazionale della Cgil
Paolo Nerozzi.
Liguria. Oltre sessantamila persone hanno partecipato questa
mattina a Genova, alla manifestazione regionale, organizzata da CGIL
CISL UIL in occasione dello sciopero generale di otto ore.
Due imponenti cortei hanno attraversato le vie della città e sono
confluiti in Piazza De Ferrari, dove hanno preso la parola i
rappresentanti delle organizzazioni sindacali.
Musica, slogan e cartelli hanno rappresentato la volontà dei Liguri
di arrivare con Governo e Confindustria ad un confronto vero sui
problemi del lavoro, che non abbia, come argomenti di merito, quelli
dell’art.18, dell’arbitrato e della contribuzione ridotta per i
nuovi assunti; la manifestazione ha chiesto, non solo di stralciare
dalla discussione questi argomenti, ma anche espresso la sua netta
contrarietà alle politiche su fisco, scuola e sanità, che lo stesso
Governo intende attuare nel suo programma.
“E’ talmente parziale questo sciopero, che possiamo definirlo
tranquillamente totale – ha esordito con un po’ di ironia, Mauro
Guzzonato segretario della CGIL Liguria nel suo comizio – una
totalità che dovrà far riflettere il Governo su come proseguire la
sua politica sui temi sociali e soprattutto dovrà farlo riflettere
sull’opportunità di escludere le parti sociali dalla discussione
sulle riforme che riguardano i lavoratori”.
Anche Annamaria Furlan, segretaria della CISL Liguria ha richiamato
l’attenzione sulla politica del Governo e nello specifico: “non
potremmo mai accettare differenze di diritti tra lavoratori in forza e
nuovi assunti, tra padri e figli, il sindacato ha sempre considerato
la solidarietà un bene ineluttabile, il fondamento di una società
civile”.
Concludendo la manifestazione Antonio Focillo, segretario nazionale
della UIL, si è soffermato sul dopo sciopero generale: “se il
Governo non accoglierà le nostre richieste dovremo intensificare
l’iniziativa di lotta articolata nelle aziende per convincere
Confindustria nell’insistere sull’abrogazione di un articolo che,
nei fatti, non impedisce, lo sviluppo e la crescita delle aziende”.
Alti i dati di adesione allo sciopero: 80% nel settore del trasporto
(totale quello del settore portuale),85% banche e assicurazioni, 95%
gli edili, 95% i metalmeccanici e il resto dell’industria, 90%
l’energia, 70% il pubblico impiego (90% nella sanità), 85% nella
scuola e 100% tra i pensionati che hanno dichiarato sciopero ad
oltranza.
Veneto. Settantamila manifestanti, secondo le cifre fornite dai
sindacati , 30 mila secondo la stima diffusa dalla questura di
Padova. Il segretario regionale della Cisl Franco Sech ha
annunciato che oggi si sono fermati oltre un milione di lavoratori
nella regione.
Nella notte che ha preceduto la giornata di sciopero generale
moltissime agenzie di lavoro interinale nel Veneto sono state
boicottate da sconosciuti che hanno bloccato le serrature delle porte
d' ingresso con silicone.
Friuli. Oltre 25 mila persone in piazza
Venerio, ad Udine, dove è in corso la manifestazione regionale del
Friuli Venzia Giulia che verrà conclusa dal concerto dei Litfiba. Da
segnalare il corteo spontaneo formatosi a Trieste questa mattina, che
ha visto almeno 10.000 persone sfilare da piazza Unità a piazza
Goldoni.
Rispetto allo sciopero, i dati non ancora definitivi segnalano
un’adesione senza precedenti.
La punta si registra nella grande industria, dove ha scioperato
complessivamente oltre il 90% degli impiegati e degli operai. Deserte
addirittura, per citare solo i casi più eclatanti, la Fincantieri e
la Ansaldo a Monfalcone e la Zanussi di Porcia (nel gruppo Electrolux,
in provincia di Pordenone, le adesioni totali si attestano oltre il
95%). L’adesione è massiccia anche nelle piccole e medie aziende e
in genere in quelle non sindacalizzate, con punte fino al 65-70% in
provincia di Pordenone.
Più differenziata la partecipazione allo sciopero nel terziario:
chiuse le principali realtà della distribuzione cooperativa, nelle
altre catene della grande distribuzione hanno scioperato i due terzi
dei dipendenti. Quanto ai servizi, sanità e trasporti vedono adesioni
che vanno dall’80% al 100%, eccezion fatta naturalmente per i
dipendenti tenuti a garantire i servizi essenziali; fermo inoltre
l’80% dei lavoratori delle poste e una larga percentuale di quelli
delle banche, con punte dell’80% negli sportelli dei grandi gruppi
nazionali.
Praticamente bloccata infine la pubblica amministrazione - scuola,
Stato, parastato ed enti locali - dove ha scioperato complessivamente
una percentuale di lavoratori compresa tra l’80% e il 90%. Adesioni
altissime anche al Comune di Trieste: proprio sotto il municipio, in
piazza dell’Unità di Italia, da quello che doveva essere un
semplice presidio è nato un corteo di 10.000 persone che ha imboccato
corso Italia e raggiunto piazza Goldoni.
Il commento è unanime: una partecipazione straordinaria, senza
precedenti. Lo sottolineano i segretari regionali di Cgil-Cisl-Uil,
Paolo Pupulin, Sante Marzotto e Luca Visentini, con Giovanni Guerisoli,
della Cisl nazionale, chiamato a Udine per tenere il comizio della
manifestazione di oggi pomeriggio. E lo fanno snocciolando i dati
delle adesioni, altissime non solo nella grande industria, dove hanno
superato ampiamente il 90% e hanno di fatto bloccato la produzione
(deserte addirittura, per citare i casi più eclatanti, la Zanussi di
Porcia, la Fincantieri e l’Ansaldo); percentuali molto alte anche
nella sanità e nei trasporti, dove il lavoro si è praticamente
limitato ai servizi essenziali garantiti per legge, nel pubblico
impiego (oltre l’80%), nella grande distribuzione, che ha visto
fermarsi due lavoratori su tre, nella scuola (80%), nelle banche
(attorno al 70%). Ma anche nelle piccole aziende industriali
l’adesione è stata massiccia.
«Il dato forse più significativo - sottolinea GIOVANNI GUERISOLI -
è la straordinaria riuscita dello sciopero nel settore pubblico, che
pure non sarebbe direttamente interessato dalla modifica della
disciplina dei licenziamenti. I lavoratori pubblici, evidentemente,
hanno capito bene che la posta in palio va al di là dell’articolo
18, che questo Governo intende minare, basato sulla solidarietà e
sulla contrattazione collettiva, per aprire la strada al rapporto
individuale tra datore di lavoro e dipendenti. E’ addirittura
grottesco, del resto, che un Governo che fa continuamente appello al
conseso popolare cerchi di imporre una riforma bocciata senza appello
dal referendum di due anni fa».
PAOLO PUPULIN si sofferma invece sui risultati dello sciopero nelle
piccole aziende: «Un’adesione del genere non si era mai vista nella
storia del sindacato, anche in quelle dove l’esiguo numero di
dipendenti rende il lavoratore più ricattabile. Oltre alla
partecipazione nei luoghi di lavoro, del resto, anche il successo
delle manifestazioni di piazza rivela quanto sia ampio il fronte della
protesta nei confronti del Governo e di Confindustria». Un concetto
ripreso da LUCA VISENTINI, che sottolinea in particolare la grande
partecipazione di giovani, sia del mondo del lavoro che studenti: «E’
sconfessata in pieno la tesi del Governo, secondo la quale il
sindacato rappresenta una minoranza del mondo del lavoro e della
società civile. Dicono che vogliamo mettere una generazione contro
l’altra, mentre nelle piazze si è vista gente di tutte le età".
«La riuscita di questo sciopero - aggiunge SANTE MARZOTTO - va al di
là delle nostre aspettative, in tutti i settori: il Friuli-Venezia
Giulia, come l’Italia, si è fermato. Il Governo e Confindustria
dovranno trarne le debite conseguenze».
Emilia Romagna. I dirigenti sindacali hanno scelto la
piazza più grande di Bologna e la partecipazione non ha tradito le
attese: oltre 300 mila persone hanno riempito piazza VIII Agosto
secondo quanto ha detto lo stesso Luigi Angeletti, segretario generale
della Uil che ha concluso la manifestazione. Dalla Questura una
valutazione piu' prudente ma comunque di almeno 150.000 persone. Tre
cortei hanno attraversato la citta' senza incidenti. ''Non si governa
senza i lavoratori', ha detto Angeletti dal palco. "Tutte
le piazze d' Italia non sono sufficienti a contenere le persone che
manifestano'. Cosi' il leader della Uil, Luigi Angeletti, ha
commentato l'andamento dello sciopero generale rispondendo anche
al Governo e al premier Berlusconi secondo il quale comunque chi
sciopera e' una parte sola del paese. 'Il Governo deve cambiare linea,
ha aggiunto Angeletti, finora ha deciso di non capire, speriamo che
alla fine della giornata capisca, altrimenti continueremo'.
Straordinario successo della giornata di lotta unitaria di oggi in
Emilia Romagna: sia le adesioni allo sciopero generale, sia la
partecipazione alla manifestazione regionale, hanno superato le
aspettative. Erano 350.000 alla manifestazione regionale di Cgil Cisl
e Uil che si è svolta a Bologna, con tre cortei che hanno sfilato nel
centro della città e hanno riempito piazza VIII agosto, traboccante
al punto da non poterli contenere tutti. A Bologna non si era mai
vista una manifestazione sindacale così grande, nella quale
spiccavano nettamente la presenza e l’entusiasmo di tanti ragazzi e
ragazze entrati in questi anni nei luoghi di lavoro. Le strade
adiacenti alla piazza sono rimaste intasate per ore, mentre ai tre
cortei organizzati dai sindacati confederali si aggiungeva quello
degli studenti medi e universitari, che hanno voluto condividere le
ragioni dello sciopero generale e alla fine non sono nemmeno riusciti
ad entrare nella piazza già troppo piena.
E’ stata la prima volta di piazza VIII agosto (tradizionale sede
della “Piazzola”, il mercato bolognese del fine settimana) per una
manifestazione sindacale, almeno a memoria dei dirigenti meno giovani.
Ma Cgil, Cisl e Uil regionali hanno pensato che piazza Maggiore
stavolta non sarebbe stata sufficiente ad ospitare tutti i convenuti.
E hanno avuto ragione, salvo il fatto che nemmeno piazza VIII agosto
è stata in grado di reggere tanta gente. I lavoratori in sciopero
sono arrivati da tutta la regione con oltre 750 pullman, cui vanno
aggiunti centinaia di pullmini e mezzi di trasporto individuali; la
presenza dei bolognesi, distribuiti nei tre cortei, e la risposta
forte della città, hanno completato il quadro della straordinaria
partecipazione.
I tre cortei previsti sono partiti da piazza Costituzione, piazzetta
di Porta s. Felice, Piazza Unità. Quest’ultimo corteo, che aveva il
percorso più breve, è stato il primo ad entrare in piazza VIII
agosto con alla testa i tre oratori della manifestazione: il
segretario generale Cgil Emilia Romagna Gianni Rinaldini, il
segretario generale Cisl regionale Franco Richeldi, il leader della
Uil nazionale Luigi Angeletti. Sul fondale del grande palco allestito
nella piazza, alcune parole d’ordine alla base della giornata di
lotta: “Non c’è futuro senza diritti – No alla delega art. 18
– Lavoro democrazia – Uniti in difesa delle pensioni, occupazione,
immigrazione, sviluppo mezzogiorno, equità fiscale, scuola, sanità”.
Il comizio di Angeletti era già terminato mentre le code di due
cortei erano ancora lontane. Molto significativa e apprezzata
l’adesione alla manifestazione e la presenza in piazza VIII Agosto
dell’Associazione stampa regionale. Sul palco anche il presidente
della Regione Vasco Errani.
Massiccia l’adesione allo sciopero in tutte le categorie, fabbriche
e scuole chiuse, trasporti bloccati, servizi al minimo, serrande
abbassate negli ipermercati. Riportiamo alcuni dei tanti casi
emblematici: nel settore agroalimentare hanno scioperato al 100%
Parmalat, Barilla, Nestlè, Granarolo e in molti territori, come
Reggio Emilia o Forlì-Cesena, l’adesione ha toccato il 95-100%
degli addetti. Nei trasporti in regione ha scioperato il 90% circa dei
ferrovieri, mediamente il 100% degli operai e il 90% degli impiegati
nel settore autoferro; bloccati al 97% l’aereoporto di Bologna e al
95% il porto di Ravenna.
Nel settore metalmeccanico hanno scioperato mediamente il 95% degli
operai e il 75-80% degli impiegati nelle aziende oltre i 100
dipendenti; in particolare ricordiamo a Bologna il 100% delle adesioni
all’Arcotronics, Bonfiglioli, Motori Minarelli, Ima, Demm, mentre
alla Ducati Energia del vice presidente Confindustria Guidi sono
entrati due dipendenti; a Ferrara il 100% operai e 90% impiegati alla
Berco, l’azienda più grossa della regione; a Reggio Emilia il 98%
alla Lombardini e alla Landini; a Modena l’80% alla Fiat New Holland,
a Forlì il 90% alla Zanussi, a Piacenza 90% all’Astra-Iveco e
l’87% alla Schiavi Spa. Nel settore tessile abbigliamento
l’adesione allo sciopero ha raggiunto il 90% tra i dipendenti
artigiani e il 90-100% nell’industria, con il gruppo La Perla di
Bologna al 95%, il gruppo Max Mara di Reggio Emilia al 95%, l’Omsa
di Ravenna all’85%, l’Aeffe di Rimini al 95%. Il settore chimico
ha registrato un’altissima adesione allo sciopero, con il 100% e
produzione zero all’Enichem di Ravenna e Ferrara, alla vetreria
Bormioli di Parma, alla Safta di Piacenza, alla multinazionale Procter
and Gamble di Reggio Emilia, alla ceramica Gardenia Orchidea di
Modena, il 98% alla Ciba di Sasso Marconi. E ancora nel settore
costruzioni gli operai dell’Alta Velocità hanno aderito al 90% nei
cantieri di Modena, 99% nei cantieri di Reggio Emilia e al 100% nei
cantieri di Bologna, Parma e Piacenza, ma anche in molte cooperative
come la Cmc di Ravenna, la Costruttori di Ferrara.
Uffici chiusi al 90% nelle poste in territorio regionale, sciopero al
95% dei poligrafici al Carlino, alla Zanichelli, alla Calderini e al
100% alla Cartiera Reno. Riguardo al pubblico impiego, chiusi tutti
gli uffici dello stato, negli enti locali sciopero al 95% e oltre,
come al Comune e alla Provincia di Bologna, inoltre 100% alla Regione,
90% nelle aziende sanitarie, 95-100% nelle municipalizzate.
Marche. Circa 30.000 persone - secondo i sindacati - hanno
sfilato stamane ad Ancona nella manifestazione regionale indetta da
Cgil, Cisl e Uil contro le modifiche dell' Art. 18 dello Statuto dei
lavoratori.
La grande adesione è confermata dai primi dati
raccolti dalle province. Alle Poste regionali ha scioperato l’80%
dei lavoratori e ad Ancona su 122 sportelli sono rimasti aperti solo
20; alla Telecom e alla Tim la percentuale è tra l’85 e il 90%. La
maggior parte delle scuole, soprattutto ad Ancona, sono rimaste chiuse
con una percentuale di adesioni allo sciopero pari al 75%. Tra le
banche, in tutti gli sportelli della Banca Marche ha scioperato
l’80-85% dei lavoratori mentre alla Bnl, a Banca Intesa e
Antonveneta il 95%.
Tra i dipendenti pubblici, chiuso il Comune di Ancona dove va
sottolineata la grande partecipazione di tutti i 160 lavoratori a
tempo determinato e con contratti di collaborazione; sciopero totale
anche ad Anconambiente mentre alla Regione ha scioperato l’80% dei
dipendenti e alla Provincia di Ancona oltre il 70%; al Ministero delle
Finanze di Macerata il 70% dei lavoratori ha incrociato le braccia.
Nella sanità, lo sciopero è stato e ovunque sono stati garantiti i
servizi essenziali; solo al Sert di Ancona la percentuale è del 95%.
Nel commercio, sciopero totale all’Auchan, ai Magazzini Rinascente,
al gruppo Coop, e Coal.
Nell’industria, si registra l’adesione totale di Fincantieri di
Ancona, di Morini di Ancona, al 98% all’Acraf di Angelini, della
Maip di Pieralisi di Jesi e del gruppo Merloni, da Comunanza a
Fabriano, al 98% alla Fiat New Holland di Jesi. A Pesaro, sciopero
totale alla Morbidelli, a Tvs, all’Alluflon e alla Benelli Armi, al
95% alla Biesse; ad Ascoli Piceno sciopero totale alla Itemar e
all’Imt come alla Pignone di Porto Recanati. A Macerata, sciopero al
90% alla Cms, 86% alla Gitronica. Importante il dato registrato
nell’azienda del presidente regionale di Confindustria, la Guzzini
Illuminazione dove c’è stata un’adesione al 100%.
Significativo anche il dato della raffineria Api di Falconara dove,
pur tenendo conto dei servizi minimi garantiti, ha scioperato oltre il
70% dei lavoratori.
Nel tessile, abbigliamento e calzature, sciopero al 100% alla Nazareno
Gabrielli, al 94% all’Urbis e tra l’80 e il 90% nella maggior
parte delle aziende calzaturiere ddi Macerata. Un dato che smentisce i
pochi finora forniti da Assindustria di Macerata, in chiaro stato
confusionale, soprattutto per quanto riguarda la Lube dove il
sindacato non solo non ha mai avuto propri rappresentanti ma anche
iscritti.
Quanto ai trasporti, adesione totale nelle autostrade dove tutti i
caselli oggi sono rimasti incustoditi; al 95% tra i ferrovieri con
punte di massima nell’officina di Ancona e tra i macchinisti; al 90%
all’Anas, totale in tutte le attività portuali; tra gli
autoferrotranvieri, nelle 4 province, l’adesione è stata tra il 95
e il 98% così come nel settore merci.
Da ultimo, si ricorda che oggi il consiglio regionale, in concomitanza
con lo sciopero generale, ha sospeso la seduta sul bilancio.
Toscana. Secondo il segretario regionale toscano 400 mila
persone hanno partecipato ai cortei. Sergio Cofferati dal palco di
Firenze ha commentato: "Chiedete ai fiorentini e ai toscani quanti
siamo: tanti, tantissimi, una presenza così non c'è mai stata".
Quanto al merito della protesta ''è' responsabilita' del governo se
il confronto si e' interrotto'' ha detto Sergio Cofferati nel corso
del suo comizio a Firenze. Il leader della Cgil ha poi affermato che
il governo sta mettendo ''un macigno'' sulla strada della ripresa del
confronto, con la richiesta della fiducia, in Parlamento, sul
provvedimento dello scudo fiscale.
Secondo i dirigenti sindacali l'adesione allo sciopero nelle
grandi industrie toscane è stata superiore al 90 per cento. In
particolare 95 per cento alla Nuova Pignone di Firenze,. il 90 pere
cento alla Breda di Lucchesia, il 99 alla LMI, il 95 nelle cartiere
della Lucchesia, il 90 alla Piaggio di Pontedera. Secondoi i sindacati
l'adesione ha raggiunto il cento per cento in molte imprese
medio grandi.
'Sappiano il governo e le imprese che non ci fermeremo fino a quando
non avremo realizzato i nostri obiettivi''. Cosi' Sergio Cofferati ha
concluso il comizio a Firenze in piazza Santa Croce che e'
durato 45 minuti ed e' stato interrotto da 35 applausi.
Particolarmente intenso l'applauso quando il leader della Cgil
ha parlato del sindacato come la forza che vuole tenere unite le
generazioni, e ''non dividerle'' come vuole fare il governo con i suoi
provvedimenti sulle pensioni e il mercato del lavoro. Al termine del
comizio Cofferati ha ricevuto i complimenti commossi dello scrittore
Antonio Tabucchi.
Umbria. a piu' grande manifestazione sindacale che si sia
svolta in dal dopoguerra a oggi, lo sostengono gli organizzatori che
stimano in oltre 20.000 persone i presenti. I dirigenti della
Federazione industriali contestano le cifre fino ad ora fornite dal
sindacato, in base alle quali l'adesione allo sciopero e' pari al 90
per cento.
Lazio. Anche Roberto Benigni in piazza del Popolo. I lavoratori
di Roma e del Lazio hanno sfilato in oltre 200 mila da piazza Barberini e da
piazza Mazzini. Piazza del Popolo gremita: i cortei confluiti al
centro da Piazza Barberini e da Piazza Mazzini sono giunti
all'appuntamento in una piazza gia' affollata al grido di ''chi non
salta Berlusconi e'''.
Roberto Benigni, accompagnato dalla moglie Simonetta Braschi, si e'
presente alla manifestazione di piazza del Popolo. L'attore premio
Oscar e' stato accolto al suo arrivo al grido di ''Roberto, Roberto''
e lungamente applaudito dai manifestanti. "Passavo di qua, ha
detto, perchè avevo dato appuntamento a una due persone, ma
sono di più. E' uno sperpero di gioia".
I lavoratori e le lavoratrici di Roma e del Lazio
hanno risposto in massa all’invito di CGIL-CISL-UIL. Lo sciopero è
riuscito in tutti i posti di lavoro con percentuali altissime, fino
alla chiusura totale di interi impianti. Ha interessato tutti i
settori merceologici dall’industria, al terziario, al pubblico
impiego. Anche laddove il sindacato è meno presente ed organizzato,
come la miriade di piccole e micro-imprese, anche lì lo sciopero è
riuscito. Grandissima adesione alla manifestazione: alla fine i cortei
sindacali sono stati tre perché quello in partenza da Piazza
Barberini, non riuscendo a passare tutto per via Sistina, si è diviso
in due e il nuovo corteo è sceso per Via del Tritone ed ha imboccato
Via Tomacelli raggiungendo Piazza di Spagna e poi Piazza del Popolo.
Nel corteo di piazza Mazzini invece non si sono avuti cambiamenti ed
è arrivato alle 11,00 a piazza del Popolo.
Alla fine dei comizi il catino di Piazza del Popolo era pieno e le
code dei cortei continuavano ad arrivare in piazza. CGIL CISL UIL di
Roma e del Lazio stimano una partecipazione di 300.000 manifestanti.
Tornando allo sciopero, questa volta, a tenere alta la media,
(tra l’ 85% e il 90%) non ci sono solo le fabbriche metalmeccaniche,
chimiche, alimentari o i cantieri edili; infatti, si sono registrate
percentuali di adesione altissima nel settore della grande di
stribuzione commerciale, nel comparto dell’accoglienza turistica
(Hotel Excelsior 100%, Domus Mariae 80%, Princess 80%), nel comparto
dei servizi di ristorazione (chiuse la mensa della RAI e del Senato),
nel settore del credito dove gran parte degli sportelli bancari hanno
chiuso i battenti, nel trasporto pubblico che si è fermato
completamente.
Anche nel Pubblico Impiego l’adesione è stata massiccia: in
particolare negli ospedali (Gemelli 70%, S. Filippo Neri 70%, Grassi
92%, S. Camillo e Forlanini 86%, Spallanzani 76%, garantendo comunque
i servizi essenziali), nelle sedi dei Ministri di Berlusconi
(Ministero Beni Culturali 99% - Ministero Industria 90%); all’AMA,
l’azienda di igiene ambientale, con il 90%. La cultura si è
fermata; il Teatro Argentina 75%, il Conservatorio di S. Cecilia 80%,
l’Università Cattolica è rimasta chiusa, chiusi al 100% i Musei
Capitolini. Mediaset, l’azienda di Berlusconi, ha scioperato al 90%
.
In tutte le province la media di adesione è stata di gran lunga più
alta delle precedenti occasioni con punte altissime a Rieti e
Frosinone (tra il 90% e il 100%) e subito dopo a Viterbo e Latina tra
l’88 e il 90%).
CGIL, CISL, UIL di Roma e del Lazio esprimono soddisfazione e
ritengono che il segnale di protesta dei lavoratori della Regione sia
indirizzato anche verso la Regione Lazio e le Associazioni
Imprenditoriali che ancora non aprono il confronto sulla piattaforma
sindacale presentata ormai da oltre cinque mesi.
Per Piero Bernocchi a Roma hanno marciato in 50 mila nel corteo dei
Cobas verso piazza S. Giovanni. Alla testa anche una bandiera
palestinese.
Molise. ''Quella di oggi e' una manifestazine composta e
imponente per dire no ai provvedimenti del governo e della
Confindustria di Antonio D'Amato''. Lo ha detto il segretario
regionale della Cgil del Molise, Michele Petraroia, nel corso della
manifestazione di protesta contro la riforma dell'articolo 18 dello
statuto dei lavoratori in corso a Campobasso.
Campania. , A Napoli 150 mila persone hanno manifestato in
piazza. Il numero due della Cgil, Epifani, ha concluso con il comizio
la giornata di protesta contro la modifica dell'articolo 18. Dal palco
hanno parlato anche l'attore Luca De Filippo e il segretario nazionale
della Fnsi, Paolo Serventi Longhi. Manifestazione, su un diverso
percorso, dei No Global e dei Cobas.
Puglia. Uno sciopero pienamente riuscito in
Puglia. 60 mila lavoratrici, lavoratori, pensionati, giovani, studenti
e cittadini hanno partecipato stamani alla manifestazione regionale
indetta da Cgil, Cisl e Uil nel capoluogo pugliese.
Nel capoluogo si è registrato: il 100 % di adesioni alla Bosh ed alla
Fiat; il 90 % negli uffici della provincia; l'80 % alle poste ed il 70
% negli uffici comunali. A Foggia il 100 % all'Alenia alla Sofim ed
all'Iveco. A Taranto oltre il 70 %, all'Ilva, il 100 % all'Aresanale
della Marina Militare dove ad incrociare le braccia sono stati tutti i
2 mila addetti; il 100 % degli impianti fissi FS; altrettanto per gli
impianti fissi del trasporto urbano.
Ottimamente anche a Lecce dove, ad esempio, si è registrato il 100 %
alla Fiat e l'80 % alla Filanto. Successo dello sciopero anche a
Brindsi: da segnalare il 100 % alla Prefettura, così all'Agusta ed
all'Enel Sud.
Complessivamente si è registrata una larghissima partecipazione di
lavoratori e lavoratrici di tutti i settori e nelle aziende di tutte
le dimensioni: nel settore dei trasporti l’adesione ha superato
l’85%: nei porti di Bari Brindisi e Taranto quasi il 100%; nelle
F.S. l’85%, nel trasporto locale su gomma e rotaia il 90% scuola e
Università: in media ha scioperato il 60% con punte nell’area della
Scuola Media Superiore dell’80%; straordinaria e calorosa la
partecipazione dei giovani studenti
nel settore del credito l’adesione allo sciopero è stata mediamente
del 90% nel settore dell’energia e del gas il livello è stato pari
all’80%
nel pubblico impiego: sanità, non considerando ovviamente i
comandati, l’adesione è stata pari all’80%; negli enti locali
(Comuni, Province, Regione) e negli uffici statali e parastatali
l’adesione è stata pari al 70%
negli uffici postali ha scioperato circa l’80% del personale; la
stessa percentuale abbiamo registrato tra i poligrafici e i telefonici
nel settore dell’industria chimica e meccanica lo sciopero ha
interessato oltre il 90% in media degli addetti con punte altissime
nella zona industriale di Bari, di Brindisi, di Lecce, di Foggia; a
Taranto solo presso l’ILVA il livello di adesione allo sciopero è
stato pari al 50% di tutti gli addetti compresi i giovani in contratto
di formazione lavoro nel settore agroalimentare l’adesione è stata
molto alta pari al 70% nel settore edile: nei cantieri ha aderito il
65%, negli impianti fissi del cemento e delle cave oltre l’80%,
nell’industria del legno oltre il 40% (è la prima volta che nelle
fabbriche del salotto della Murgia le adesioni hanno raggiunto il 40%)
nel settore della grande distribuzione si sono raggiunte punte del
100% in alcuni grandi magazzini dell’IPERCOOP e un livello di
partecipazione più ridotto nella catena di AUCHAN.
Calabria. Migliaia di persone (50 mila, secondo quanto detto
dai sindacalisti, e 12 mila per la questura) in piazza a Catanzaro.
Sicilia. Circa centomila persone hanno manifestato in piazza a
Palermo
e kla partecipazoione allo sciopero generale ha superato il 90 per
cento in tutta la regione. Sono rimasti fuori dei cancelli il 98 per
cento degli operai della Fiat di Termini Imerese, oltre il 95 al
petrolchimico di Gela
e al cantiere navale di Palermo , oltre il 90 per cento hanno
scioperato alla St microelettronica di Catania. Stesse percentuali nel
pubblico impiego e nei servizi a Messina, Trapani, Enna,
Marsala, Agrigento e Ragusa.
Sardegna. 25-30 mila i partecipanti alla manifestazione
sindacale, mentre raggiungerebbero i tremila gli aderenti alla seconda
manifestazione, organizzata dai Cobas e da sindacati autonomi.
Si e' svolta anche a San Gavino una manifestazione sindacale,
organizzata da Cgil-Cisl-Uil, alla quale hanno partecipano i
lavoratori del Medio Campidano, circa cinquemila secondo le prime
stime.
I lavoratori del Sulcis Iglesiente hanno dato vita a due
manifestazioni a Carbonia (organizzata dalla Cisl) e a Iglesias (da
Cgil e Uil), alle quali hanno preso parte migliaia di persone.
(16 aprile 2002)
|