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Cisl e Uil hanno firmato "un pessimo accordo che toglie dei diritti a delle persone e non
dà nulla a chi non ne ha". E farebbero bene "a sottoporre
l'intesa ad un confronto ampio nei posti di lavoro. Al quale, penso,
dovrebbe seguire un voto dei lavoratori". Da Foggia, dove si svolge oggi lo sciopero
generale della Cgil pugliese, Sergio Cofferati commenta amaramente
l'esito della trattativa a Palazzo Chigi. E' un accordo che il leader
della Cgil condanna perché "non produce vantaggi di nessuna natura per la
parte più debole del Paese, anzi rischia di creare ulteriori difficoltà perché costringe i firmatari ad accettare anche un
Dpef che non ha certezze sul piano dell' equilibrio finanziario". Un
accordo cui la Cgil ovviamente non aderisce e al quale risponderà
"con la lotta e con gli scioperi".
Poi Cofferati ha rincarato la dose di critiche, sottolineando che
l'intesa firmata da Cisl e Uil è vantaggiosa "solo per il governo che occulta cosi'
le sue difficolta' nella costruzione del Dpef e per le imprese che acquistano vantaggi attraverso le
forme molteplici di destrutturazione dei rapporti di lavoro''. ''Non c'e' nessun vantaggio - ha ribadito - per il
sindacato e per le persone che il sindacato rappresenta''.
Dopo quello che è accaduto oggi si apre una fase difficile per i
rapporti tra i sindacati italiani, che secondo Cofferati non potranno
che incorrere in una drammatica "divaricazione", nemmeno
lontanamente "accostabile a quella dell' 84 (quando Cgil, Cisl e
Uil ruppero sull'abolizione della scala mobile, ndr)''. ''Penso - ha
detto Cofferati - che questa rottura sia molto piu' grave e che possa avere, purtroppo, conseguenze anche
lunghe nel tempo perche' una parte consistente di quell' accordo mira a
snaturare la funzione del sindacato''. Per Cofferati il Patto per
l'Italia, infatti, ''toglie al sindacato la sua funzione tradizionale che lo ha sempre
visto, attraverso la contrattazione, sostenere l' esigenze dei lavoratori e
aumentare le loro tutele e, dall' altra parte invece, offre al sindacato
la contropartita di erogare servizi che pero' dovrebbero essere erogati dallo
Stato nel rispetto delle sue funzioni previste della Costituzione''.
(5 luglio 2002)
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