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Il tasso di disoccupazione in Campania tocca quota
58,2%, superiore di dieci punti rispetto alla media del Mezzogiorno e
più del doppio della media nazionale: è il dato più significativo
che emerge dalla rilevazione trimestrale dell'Istat sulle forze lavoro
nella Regione, che ad aprile del 2002 indica in 1.636.000 il numero di
occupati complessivi, a fronte di 437.000 persone in cerca di
occupazione. Il sondaggio rivela che il tasso di attività in Campania
(la percentuale delle forze lavoro sul totale della popolazione con più
di 15 anni di età) è del 44,4% (62% fra gli uomini e 28% fra le
donne), in perfetta media con il dato relativo al Sud Italia (44,3%), e
di poco inferiore alla media nazionale (48,7%). Una netta divergenza
con i dati nazionali si registra invece se si considera il tasso di
disoccupazione; questo è infatti del 21,1% (16,3% fra gli uomini
e 30,8% fra le donne), appena peggiore della media delle regioni
meridionali (18,5%), ma ben più grave della situazione dell'intero
Paese, che registra un 9,2% medio.
Con la diminuzione dell’età, la situazione si aggrava: i numeri
indicano la presenza nella regione di 142.000 disoccupati tra i 15 e i
24 anni,circa un terzo del totale delle persone in cerca di lavoro
(29,3% la media nel Mezzogiorno e 27,7% quella nazionale). La questione
riguarda inoltre il 68% delle ragazze ed il 51,4% dei ragazzi, per una
media del 58,2% che supera di ben dieci punti il dato complessivo del
Sud Italia (48,5%) e "doppia" l'indice medio nazionale (pari
al 27,1%). Dalla durata media del periodo di disoccupazione affiorano
altri dati preoccupanti: il rapporto tra le persone in cerca di lavoro
da più di un anno ed il totale delle forze lavoro raggiunge infatti
nella regione la quota del 15,3%, quasi il triplo del valore stimato
per l'intero territorio nazionale (5,3%), ma ancora una volta
abbastanza in linea con i valori del Sud Italia (12,3%).
L'analisi dall'Istat analizza poi le diverse situazioni lavorative in
base alle differenti condizioni contrattuali ed al settore di attività;
emerge quindi uno scarso utilizzo dei contratti a tempo parziale (5,4%
degli occupati complessivi, contro una media meridionale del 7% e
nazionale dell'8,6%). In linea con la media italiana è invece il dato
sui lavoratori dipendenti in possesso di un contratto a tempo
determinato, che sono il 10,4% contro un 9,9% italiano ed un 14%
nell'intero Mezzogiorno.
L’occupazione per settore di attività indica la netta prevalenza del
terziario (68,9%, un quinto dei quali nel commercio), contro il 24,6%
nell'industria ed appena il 6,5% nell'agricoltura. L'Istat segnala
infine la quota elevata raggiunta in Campania dalle "forze di
lavoro potenziali": quelle persone che, pur dichiarandosi
inoccupate, immediatamente disponibili a lavorare o alla ricerca di
occupazione, di fatto non hanno svolto un'attiva ricerca di lavoro nei
due mesi precedenti alla raccolta dei dati elaborati dall'Istat. In
Campania sono ben 191.000, pari al 10,4% dei non occupati in età
lavorativa, contro un 12,2% del Mezzogiorno ed un 7,5% dell’intero
paese.
(3 luglio 2002)
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