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La relazione di Sergio Cofferati  / I primi commenti

Sì dall'Ulivo, il Polo non applaude

di Stefano Iucci

Sì convinto dall’Ulivo, no dai rappresentanti di governo e industriali. Cisl e Uil prendono tempo sullo sciopero generale. Cofferati, che ha unito in una lunghissima standing ovation i 1138 delegati presenti a Rimini, ha diviso con la sua relazione introduttiva al XIV congresso Cgil di Rimini, i rappresentanti di partiti e parti sociali.

Per il capogruppo alla Camera di Forza Italia, Schifani, quello di Cofferati è stato un discorso da leader politico, il nuovo leader di un Ulivo in stato comatoso, ha aggiunto polemicamente. Un giudizio condiviso, se non nei toni nella sostanza, da Guidalberto Guidi, responsabile per le relazioni industriali di Confindustria: "Ho sentito parlare di scudo spaziale, Palestina e politica estera, solo una volta di salario e di contratto". Se la Cgil, ha aggiunto Guidi, dovesse seguire questa impostazione credo che si darebbe ragione a quanti fanno dell'Italia il Paese più flessibile del mondo, dove si pagano meno tasse, dove la burocrazia non esiste perché le imprese "hanno scelto di restare nel sommerso''.

Per Francesco Rutelli, invece, il numero uno della Cgil "ha messo giustamente al centro il tema del lavoro". Per il leader dell’Ulivo, "occorre andare verso una modernizzazione del mondo del lavoro ma non dimenticando i diritti fondamentali".

Positivo anche il giudizio di Fassino: la relazione di Sergio Cofferati contiene molti punti di "convergenza e sintonia con le proposte del centro-sinistra". Si è trattato di una "relazione condivisibile, forte nella denuncia dei rischi che comporta la politica economica del governo e chiara nell'indicare la piattaforma con cui il sindacato intende tutelare i diritti dei lavoratori; forte e netta anche nel rivendicare il valore della concertazione". "Condivido – ha concluso Fassino - quello che Cofferati ha detto, cioè che nell'ambito di una crescita in progressione di iniziative sindacali unitarie debba essere presa in considerazione anche la possibilità dello sciopero generale".

Sciopero generale: Cisl e Uil dicono no
Già, lo sciopero generale. Inutile negarlo, era uno dei temi più attesi, e Cofferati non s’è tirato indietro. Suscitando la reazione davvero dura di Maurizio Sacconi, sottosegretario al Lavoro e unico esponente del Governo a Rimini (Maroni è a Londra "per precedenti impegni"): "Come si può pensare all'ipotesi di uno sciopero generale dopo che si è fatto un accordo che riguarda quattro milioni di lavoratori? Mi sembra che la relazione sia stata scritta prima di quell'accordo in un contesto forzatamente contraddittorio".

E cosa hanno da dire, sullo sciopero generale Cisl e Uil? Qualcuno, alle parole di Cofferati, giura di aver visto Pezzotta (insieme ad Angeletti invitato alla presidenza) scuotere la testa in evidente espressione di dissenso. Il leader della Uil, Luigi Angeletti, è stato invece più chiaro: "Troppa gente pensa che lo sciopero generale sia un atto salvifico. Non lo e'. Gli scioperi si fanno se si ritengono utili a far cambiare opinione alle controparti. Sull'articolo 18 è prematuro". E se Pezzotta non parla, secondo il segretario confederale Cisl Giorgio Santini: "Al posto di Cofferati mi sarei fermato a proporre una ripresa unitaria delle mobilitazione dopo gli scioperi articolati delle scorse settimane. Aver parlato di sciopero generale al congresso mi pare un uso improprio della platea".

Tutte cose che Pezzotta e Angeletti dovranno dire giovedì ai delegati, che hanno riservato l’applauso più fragoroso proprio al momento in cui Cofferati ha evocato proprio lo sciopero generale.

(6 febbraio 2002, ore 20.45 )

 

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