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Sì convinto dall’Ulivo, no dai
rappresentanti di governo e industriali. Cisl e Uil prendono tempo
sullo sciopero generale. Cofferati, che ha unito in una
lunghissima standing ovation i 1138 delegati presenti a Rimini, ha
diviso con la sua relazione introduttiva al XIV congresso Cgil di
Rimini, i rappresentanti di partiti e parti sociali.
Per il capogruppo alla Camera di
Forza Italia, Schifani, quello di Cofferati è stato un discorso
da leader politico, il nuovo leader di un Ulivo in stato comatoso,
ha aggiunto polemicamente. Un giudizio condiviso, se non nei toni
nella sostanza, da Guidalberto Guidi, responsabile per le
relazioni industriali di Confindustria: "Ho sentito parlare
di scudo spaziale, Palestina e politica estera, solo una volta di
salario e di contratto". Se la Cgil, ha aggiunto Guidi,
dovesse seguire questa impostazione credo che si darebbe ragione a
quanti fanno dell'Italia il Paese più flessibile del mondo, dove
si pagano meno tasse, dove la burocrazia non esiste perché le
imprese "hanno scelto di restare nel sommerso''.
Per Francesco Rutelli, invece, il
numero uno della Cgil "ha messo giustamente al centro il tema
del lavoro". Per il leader dell’Ulivo, "occorre andare
verso una modernizzazione del mondo del lavoro ma non dimenticando
i diritti fondamentali".
Positivo anche il giudizio di
Fassino: la relazione di Sergio Cofferati contiene molti punti di
"convergenza e sintonia con le proposte del
centro-sinistra". Si è trattato di una "relazione
condivisibile, forte nella denuncia dei rischi che comporta la
politica economica del governo e chiara nell'indicare la
piattaforma con cui il sindacato intende tutelare i diritti dei
lavoratori; forte e netta anche nel rivendicare il valore della
concertazione". "Condivido – ha concluso Fassino -
quello che Cofferati ha detto, cioè che nell'ambito di una
crescita in progressione di iniziative sindacali unitarie debba
essere presa in considerazione anche la possibilità dello
sciopero generale".
Sciopero generale: Cisl e Uil
dicono no
Già, lo sciopero generale. Inutile negarlo, era uno dei temi più
attesi, e Cofferati non s’è tirato indietro. Suscitando la
reazione davvero dura di Maurizio Sacconi, sottosegretario al
Lavoro e unico esponente del Governo a Rimini (Maroni è a Londra
"per precedenti impegni"): "Come si può pensare
all'ipotesi di uno sciopero generale dopo che si è fatto un
accordo che riguarda quattro milioni di lavoratori? Mi sembra che
la relazione sia stata scritta prima di quell'accordo in un
contesto forzatamente contraddittorio".
E cosa hanno da dire, sullo
sciopero generale Cisl e Uil? Qualcuno, alle parole di Cofferati,
giura di aver visto Pezzotta (insieme ad Angeletti invitato alla
presidenza) scuotere la testa in evidente espressione di dissenso.
Il leader della Uil, Luigi Angeletti, è stato invece più chiaro:
"Troppa gente pensa che lo sciopero generale sia un atto
salvifico. Non lo e'. Gli scioperi si fanno se si ritengono utili
a far cambiare opinione alle controparti. Sull'articolo 18 è
prematuro". E se Pezzotta non parla, secondo il segretario
confederale Cisl Giorgio Santini: "Al posto di Cofferati mi
sarei fermato a proporre una ripresa unitaria delle mobilitazione
dopo gli scioperi articolati delle scorse settimane. Aver parlato
di sciopero generale al congresso mi pare un uso improprio della
platea".
Tutte cose che Pezzotta e
Angeletti dovranno dire giovedì ai delegati, che hanno riservato
l’applauso più fragoroso proprio al momento in cui Cofferati ha
evocato proprio lo sciopero generale.
(6 febbraio 2002, ore 20.45 )
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