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Questo pomeriggio Sergio Cofferati aprirà i
lavori del 14° congresso nazionale Cgil. L’attesa per quello
che dirà è molta. I maggiori quotidiani ipotizzano i temi che
attraverseranno la relazione del segretario generale: il
confronto/scontro con il Governo all’indomani dell’accordo sul
pubblico impiego, il rapporto con Cisl e Uil, la tensione con
Confindustria, il ruolo di Cofferati nella sinistra e nei Ds,
ossia, in altri termini: il futuro (politico o ancora nel
sindacato?) del leader della Cgil.
"Il suo sindacato – scrive Bruno Ugolini
sull’Unità - è tra i più forti d’Europa, i tesserati
aumentano, e non solo tra i pensionati. Non solo: è cresciuto
anche un giovane virgulto, il Nidil, l’organizzazione delle
nuove identità di lavoro, degli atipici, della marea di
collaboratori e lavoratori in affitto, un po’ precari in attesa
di posti fissi e un po’ lavoratori semiautonomi, non certo
nostalgici di un cartellino da timbrare".
"Certo – prosegue Ugolini -, Sergio
Cofferati, detto "il cinese", per quel suo sguardo un po’
asiatico, ha soprattutto "resistito". Resistito ad un
attacco durissimo, portato avanti da governi di centrodestra e da
una Confindustria incattivita. L’operazione, cominciata a Milano
con un accordo separato, continuata tra i metalmeccanici,
intendeva introdurre un cuneo tra le grandi Confederazioni,
isolare la Cgil, ridurla a com’era negli anni Cinquanta, chiusa
nei suoi campi confino. Non è andata così. Oggi i tre sindacati
marciano ancora uniti, firmano un importante accordo sul pubblico
impiego, promuovono scioperi e manifestazioni che hanno già
costretto il governo ad una prima retromarcia e che non si
concluderanno senza aver cancellato il vergognoso tentativo di
promuovere i "licenziamenti facili". E la Cgil, in un
panorama di macerie a sinistra, mantiene salde e perfino unite le
proprie forze. Non è un risultato da poco".
Insomma, in una situazione dura, di vero e
proprio accerchiamento, la Cgil di Cofferati è riuscita a
strappare successi importanti. Lo riconosce anche Marcello Sorgi
in un editoriale sulla Stampa. "Archiviato come un incidente
di percorso l’insuccesso di Pesaro – scrive Sorgi -, è
tornato a dedicarsi in pieno all’attività sindacale. Il
bilancio che presenta oggi a Rimini è in attivo: uscito dall’isolamento,
ha concluso, proprio alla vigilia del congresso, un contratto
vantaggioso per gli statali (altro discorso è vedere quale
impatto avranno sui conti del governo aumenti medi di cento euro
per milioni di impiegati pubblici). Ha rinsaldato l’unità
sindacale". "Facendo leva su Fini, ha riaperto un canale
di comunicazione con il governo e ha posto Berlusconi di fronte a
un’alternativa: o mette tra parentesi la riforma dell’articolo
18 (licenziamenti), o si ritrova con altri scioperi generali e
cortei da seicentomila persone in piazza, alla vigilia della
campagna elettorale per le amministrative. Se il governo gli
verrà incontro, la Confindustria, che preme per questa come per
altre più radicali riforme dell’economia, si troverà in un
angolo." "E man mano che il campo di D’Amato si
restringe – conclude Sorgi -, potrebbe anche allargarsi lo
spiraglio che è parso riaprirsi, dalla grande industria verso la
Cgil, dopo lo strappo della firma separata del contratto dei
metalmeccanici".
Successi nel sindacato, per Cofferati. Ma la
battaglia politica? Il suo ruolo nei Ds? In molti attendono dei
riferimenti, nella relazione di Cofferati, alla situazione attuale
dell’Ulivo e della sinistra, alla crisi della dirigenza del
centrosinistra e agli equilibri interni ai Ds. Ma, secondo Massimo
Giannini su Repubblica, di riferimenti politici "non ne
troveranno. Non un riferimento al dissesto politico del
centrosinistra. Questo promette Cofferati. "Non posso e non
voglio farlo. Quando ci ho provato l'ultima volta dopo le
elezioni, proponendo il governo-ombra, si sono offesi e hanno
detto che dovevo occuparmi solo di sindacato". Oggi questo fa
– prosegue Giannini nel suo editoriale-intervista -. Parla di
sindacato. In un passaggio della relazione, scrive una frase che
suona così: "Dobbiamo coniugare il massimo dell'innovazione
nei contenuti con il massimo della conservazione nei valori".
Innovazione e conservazione, è la sintesi che gli pare vincente.
Per il sindacato, e forse anche per il centrosinistra. Ma la
ricetta, oggi, la propugna solo per il primo. Dal secondo ha
ricevuto solo dispiaceri".
(6 febbraio 2002, ore 13)
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