SPECIALE CONGRESSO CGIL

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I commenti dei delegati

La Cgil, la sinistra, l'unità sindacale 

di Roberto Greco

Un discorso che colpisce al cuore dei delegati. Dallo scrosciante e interminabile applauso iniziale sino alle ultime parole pronunciate da Sergio Cofferati. "Una relazione molto completa e molto unitaria – afferma Donato Pivanti, della Funzione pubblica dell’Emilia Romagna – che fa intravedere un progetto per la Cgil, per il sindacato e per la stessa sinistra. Il messaggio è che si può cambiare, partendo dal tema fondamentale, quello dei diritti. E che non si cambia il mondo abbassando le tutele. 
Questa idea che la Cgil parte dalle sue radici per rilanciare tale processo, la ritengo fondamentale per battere l’attuale politica del governo. Inoltre, c’è un grande respiro sull’Europa e sull’idea di quale tipo di globalizzazione vada affermata. C’è un segnale importante alle nuove generazioni, un buon lascito alla futura Cgil". 

"Una relazione molto bella e ben articolata, che rispecchia in pieno il carattere politico del momento". E l’opinione di Marco Morganti, dello Spi di Ascoli Piceno. Una sorta di rosa dei venti con tutti i punti cardinali ben indicati. Mi hanno colpito molto i punti critici su tutto quel che riguarda il governo, dall’articolo 18 al libro bianco di Maroni, all’attacco in generale del governo ai diritti e allo Statuto dei lavoratori". 

"Ottima - afferma Luciano Mancin, della Fillea di Rovigo -, perché ha toccato tutti i temi più importanti, in particolare dallo scontro del governo al discorso dell’unità sindacale e alle grandi manifestazioni che ci sono state nelle ultime settimane. Credo che il tema dei diritti sia un discorso prioritario". " 

Mi è sembrata una relazione importante - rileva Luciano Dondero di Nidil di Savona – Ho apprezzato in particolare il riferimento allo sciopero generale, così come il discorso sulla guerra e ai tentativi che vanno fatti per non estendere ulteriormente il conflitto. Ha saputo cogliere gli elementi importanti che sono pervenuti da tutta la fase congressuale. Credo che questo congresso possa rappresentare una crescita per tutti noi, se al di là dei risultati ottenuti nelle rispettive assise, lo vediamo come occasione per approfondire ulteriormente i temi su cui confrontarci per costruire una Cgil più forte e più unita". 

"Sono totalmente d’accordo su tutti i punti della relazione – specifica Daniela Puccetti della Flai di Livorno -, in particolare sulla precarietà dei contratti esterni e del recupero dell’unitarietà sindacale da valorizzare, così come sullo sciopero generale". 
Una relazione incisiva anche per Lucia Romagnoli della Filcams di Padova, " soprattutto per quanto riguarda i rapporti col governo e quelli con Cisl e Uil, la cui coesione non è mai troppa, considerando il momento attuale, dove è necessario fare fronte comune per unire gli sforzi e pensare agli interessi dei lavoratori, soprattutto per quanto riguarda la difesa di diritti acquisiti nel tempo. 
Si tratta adesso di fare un po’ di autocritica, che spero verrà affrontata nel prosieguo del dibattito, in particolare sul discorso della crisi della sinistra. Nanni Moretti ha sollevato il coperchio di una pentola che era da tempo in ebollizione, ma dividersi in un momento come questo che bisogna invece essere coesi mi sembra una cosa proprio distruttiva".

L’emozione è tanta, soprattutto fra i delegati più giovani, alla loro prima esperienza congressuale. E il caso di Luciana Fratus, della Fillea di Bergamo " E un’esperienza emozionante, mi piace tantissimo e sono contenta di essere qua. Cofferati lo trovo bravissimo per come espone le questioni. A cominciare da quella riguardante l’articolo 18 e la lotta che si sta facendo in sua difesa. Credo che le persone, anche i non iscritti, abbaiano capito che è importante lottare e scendere in piazza per difendere un diritto che è sacrosanto". 

O quello di Lamine Sow, del coordinamento immigrati del Piemonte. " Ho apprezzato molto – dice – il riferimento al discorso della tutela dei diritti dei lavoratori immigrati, visto che è in corso il tentativo, attraverso la nuova legge del governo, di scindere i diritti per i nativi più tutelati rispetto agli stranieri meno tutelati. La Cgil si sta mobilitando per affermare i diritti di tutti e Cofferati oggi lo ha ribadito ulteriormente, dandoci il suo pieno appoggio. Importante è anche la sua analisi sul quadro europeo: non ci si può più limitare ai singoli Paesi, perché il discorso dei diritti riguarda ormai tutti e travalica i confini nazionali. L’obiettivo è arrivare a un’omogeneizzazione contrattuale europea anche sotto tale profilo".

Non mancano, però, anche le critiche. "Una relazione molto precisa ed equilibrata sui termini delle iniziative fatte – sottolinea Amleto Nuraghi, segretario generale della Camera del lavoro di Como -, ma è mancata una riflessione approfondita su di noi. Credo sia una cosa che vada comunque fatta. Per gestire una linea di forte mobilitazione di fronte a una fase di grosse trasformazioni sul terreno economico e sociale e su quello dei diritti, probabilmente è necessario introdurre anche qualche cambiamento all’interno della nostra organizzazione, sul modo di essere della Cgil, su chi rappresenta. Spero che nel corso del dibattito tale aspetto venga fuori". 

"Sono contenta del pronunciamento della parola magica, quella dello sciopero generale - dice Delia Geraci della Fiom di Palermo -.Ho trovato, invece, Cofferati un po’ troppo leggero, direi quasi cattivo, in merito al contratto separato dei metalmeccanici, rispetto all’unità ritrovata con quello firmato ora del pubblico impiego. Come Fiom stiamo portando avanti una lotta molto forte che credo vada valorizzata soprattutto all’interno della Cgil". "

Credo che Cofferati abbia toccato tutti i nodi politici - sostiene Gian Marco Martignoni, della segreteria della Cdl di Varese – e abbia risposto anche alla tensione unitaria che si è andata progressivamente manifestando nel congresso e abbia anche dato un segnale anche attorno al dibattito nella sinistra. La critica riguarda il discorso dell’autonomia rispetto al centro sinistra. Se siamo oggi in una buca la colpa è anche sua e oggi facciamo gli scioperi per uscirvi. Così come non è condivisibile la parte relativa al sistema delle imprese e all’innovazione perché prescinde da un discorso che è quello della divisione internazionale del lavoro.

 "La relazione offre molti spunti di analisi e proposte avanzate al fine di concludere unitariamente il congresso - dice Giacinto Botti, delegato Fiom Rsu dell’Italtel –; così come si sono chiusi finora la gran parte dei congressi. Mi auguro una Cgil più unita e più forte pur mantenendo le differenze strategiche interne. Il limite, che spero venga recuperato nel documento finale, è la promiscuità contrattuale esistente legata alla politica dei redditi e alla concertazione e il che fare da domani per cercare di arrivare a migliori condizioni salariali del mondo del lavoro. Manca, in pratica, la seconda parte del film: dopo i tanti sacrifici fatti negli ultimi cinque anni attraverso una politica di sacrifici e di moderazione salariale per entrare in Europa, occorre puntare ora a recuperare terreno dal lato dei diritti, della giustizia e dello sviluppo. Se le regole hanno funzionato nel dare dovrebbero funzionare anche nel ricevere".

(7 febbraio 2002)