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Sergio
Cofferati confermato segretario generale fino a giugno e
conclusione unitaria del congresso. Con questi due eventi la Cgil
ha chiuso la propria 14ma assise nazionale. Cofferati è stato
rieletto dal nuovo direttivo con 128 sì,
1 voto contrario e 1 astenuto. Inoltre il congresso ha approvato con due voti contrari e quattro astenuti il
documento programmatico che accorpa maggioranza e minoranza della
confederazione. E che sul punto piu'
controverso, cioe' sul fare da soli lo sciopero generale, stabilisce
che ''la Cgil e' consapevole non di meno che sono in gioco i
diritti fondamentali individuali e collettivi dei lavoratori e,
con essi, l'effettiva possibilita' che questi vengano esercitati
con efficacia tramite i loro sindacati. Per queste ragioni
-prosegue il documento- la Cgil non puo' che esercitare la propria
autonomia di giudizio e di azione per realizzare quei cambiamenti
irrinunciabili dei provvedimenti del governo''.
Nella sintesi che segue riportiamo i temi principali del
documento:
Situazione
internazionale
“Il
terrorismo è il nemico da abbattere, la guerra la tragedia da
evitare” è lo slogan con cui la Cgil ha partecipato alla marcia
per la pace di Assisi, che sintetizza le posizioni ribadite nel
documento.
”La Cgil si è opposta e si oppone – si legge nel documento-
al permanere e all’estendersi di ogni conflitto e dunque alla
partecipazione italiana ad azioni di guerra”. Il Congresso della
Cgil chiede un più deciso intervento dell’Onu e della Ue verso
l’Afghanistan “perché cessi ogni azione militare e si
costituisca un governo votato democraticamente e rispettoso dei
diritti umani, dei diritti delle donne, dei diritti sindacali”.
Riguardo
alla drammatica questione palestinese “è urgente la costruzione
delle condizioni per un negoziato di pace, con un ruolo attivo ed
autonomo dell’Europa”. Si ritiene inoltre necessario
l’intervento di una forza di interposizione che accompagni il
processo di pace per giungere alla costituzione di “due stati
per due popoli”.
Globalizzazione
e Europa
Il
documento “conferma l’impegno per la globalizzazione dei
diritti, della solidarietà e delle opportunità”, mettendo in
discussione una pratica “che ha portato all’affermazione di
organismi ristretti di governi transnazionali come il G8, il
WTO o l’Ocse e il Fondo monetario internazionale”. Per la Cgil
i cosiddetti movimenti no-global rappresentano una grande
ricchezza politica “perché coinvolgono tante persone e
tanti giovani finalmente tornati ad un impegno politico visibile,
coinvolgente, partecipato”. Con questi movimenti la Cgil intende
dialogare e impegnarsi su proposte e obiettivi (clausola sociale e
ambientale, diritti dei lavoratori, Tobin tax, cancellazione del
debito dei paesi poveri. In questo quadro è fondamentale il ruolo
dell’Europa che ”deve essere in grado di passare dall’unità
monetaria a quella politica, dandosi finalmente una Costituzione
nella quale l’universalità dei diritti di cittadinanza e la
coesione sociale trovino riconoscimento assumendo come propria
base la Carta dei diritti di Nizza”. Alla base deve esserci
l’affermazione del “modello sociale europeo” in vista
dell’allargamento dell’Unione.
Situazione
italiana
Nel
documento è forte la denuncia della “pericolosa offensiva del
governo e di tante associazioni datoriali, a partire da
Confindustria” che mira a ridurre i diritti del lavoro e di
cittadinanza e a “controriformare” lo stato sociale. Sono
scelte che “non solo minano in profondità il modello di
protezione sociale, la pratica della solidarietà e della
coesione, ma sono anche dannose per lo sviluppo economico del
Paese, tenuto a misurarsi in un quadro di riferimento europeo, con
una sfida alta di competitività”. L’idea di sviluppo della
Cgil è invece fondata sulla qualità e valorizzazione del lavoro,
sull’innovazione, rispetto dell’ambiente, formazione per tutto
l’arco della vita, qualificazione della spesa sociale. Il
Mezzogiorno “deve assumere una forte centralità nelle politiche
nazionali del governo” come indica chiaramente la piattaforma
Cgil,Cisl,Uil sostenuta con la grande manifestazione di Palermo.
Il
Congresso ribadisce “l’impegno della Cgil per una buona scuola
pubblica, laica e di qualità per tutti”, mentre la legge
finanziaria “interviene pesantemente sul diritto allo studio,
sostiene l’istruzione privata sostitutiva di quella pubblica,
mette in discussione la validità del titolo di studio”. La Cgil
si pone l’obiettivo del “ritiro della delega e di un radicale
cambiamento del disegno di legge” con iniziative che instaurino
un positivo rapporto con il movimento degli studenti.
Drastico
il giudizio sul “Libro bianco” presentato dal ministro del
Welfare: la Cgil ribadisce la propria contrarietà
all’intera impostazione. Nel documento del governo infatti il
“diritto del lavoro viene smantellato e ricostruito intorno al
contratto individuale”, la rappresentatività sindacale e la
contrattazione collettiva sono definiti “vincoli e rigidità”,
mentre si esalta una “improbabile libertà dei singoli nello
stabilire le condizioni del contratto individuale”. Per la Cgil,
lo strumento prioritario di accesso al lavoro, in linea con gli
orientamenti europei, è il contratto a tempo indeterminato,
mentre vanno respinte “le politiche di flessibilità sinonimo di
precarietà, escludendo le pratiche negoziali dei doppi regimi”.
Inoltre, per la Cgil, lo Statuto dei lavoratori va esteso e
modulato verso i nuovi lavori e quelle aree oggi prive di adeguate
tutele.
Il
documento analizza poi le recenti proposte avanzate dal governo
riconfermando il ‘no’ a modifiche dell’articolo 18, alla
decontribuzione per i neo-assunti, all’aumento della
contribuzione per i collaboratori coordinati e continuativi,
’no’ alle politiche fiscali “coerenti con il progressivo
smantellamento dello stato
sociale”
, alla politica dei “bonus”.
Il
congresso respinge inoltre l’attacco alla autodeterminazione
delle donne attraverso la messa in discussione della legge
194.
Politiche
contrattuali, democrazia sindacale, iniziative di mobilitazione
Insieme alla netta difesa del contratto nazionale di lavoro, la
Cgil ritiene essenziale una politica rivendicativa per l’aumento
del potere di acquisto delle retribuzioni e conferma il modello
contrattuale su due livelli. Di fronte all’attacco di governo e
padronato alla contrattazione, la Cgil considera “ancora più
importante la partecipazione attiva dei lavoratori e delle
lavoratrici nella discussione, nel ricorso al voto su piattaforme
e ipotesi di accordo”. Il documento sottolinea che “la
battaglia che vede impegnata la Fiom nella rivendicazione del
diritto dei lavoratori ad esprimersi sugli accordi sottoscritti,
valutandone così la coerenza rispetto alle piattaforme
presentate, è e sarà battaglia di tutta la Cgil. La validazione
certificata è elemento costitutivo dell’identità democratica
dell’organizzazione”.
Si
esprime poi un giudizio positivo sul protocollo d’intesa tra
governo e sindacati per il rinnovo contrattuale dei lavoratori
pubblici e della scuola che rappresenta “ un vistoso passo
indietro del governo rispetto a quanto contenuto nella
finanziaria”. Fortemente negativa invece la valutazione sul
disegno di legge Bossi-Fini sull’immigrazione “improntato
sulla discriminazione, l’esclusione e la precarizzazione”. Su
questi temi l’organizzazione è impegnata in una forte
mobilitazione per l’iniziativa indetta da Cgil,Cisl,Uil il 9
marzo.
Il
Congresso “ribadisce l’esigenza di un progetto di unità
sindacale e di regole condivise”, impegnando la Cgil a proporre
a Cisl e Uil “la definizione comune di tali regole per farne
materia da offrire al legislatore”.
Riguardo alla mobilitazione contro i provvedimenti del governo in
materia di lavoro, fisco e pensioni, la Cgil propone a Cisl e Uil
“di realizzare un programma di iniziative e lotte sindacali fino
alla proclamazione dello sciopero generale per conquistare quegli
obiettivi di fondo sui quali milioni di lavoratrici e lavoratori
italiani si sono mobilitati in queste settimane”.
(9 febbraio 2002)
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