SPECIALE CONGRESSO CGIL

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I congressi 
della Cgil

1991: il sindacato dei diritti

   

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1991: Il sindacato dei diritti

(Rimini, 23-27 ottobre 1991)

Il tredicesimo congresso della Cgil cade in un anno dominato dagli eventi politici innescati dalla svolta di Achille Occhetto che condurrā dal Pci al Pds. E dal progressivo deterioramento della situazione economica del paese: a luglio l'agenzia Moody declassa l'Italia, dalla Cee arriva un ultimatum per il risanamento dei conti pubblici, pena l'esclusione dall'Unione monetaria. 
Ma č anche l'anno in cui prende corpo una nuova strategia che progressivamente invertirā  la tendenza dopo il  lungo declino del sindacalismo industriale degli anni Ottanta.

Bruno Trentin anticipa nel 1988 su Rassegna sindacale le linee guida del "sindacato dei diritti" che lui stesso, subentrato alla segreteria generale della Cgil ad Antonio Pizzinato alla fine dell'88,  gestirā fino al 1994.
La Cgil giunge dunque al congresso dopo aver varato un programma comune (Rimini 1989) e superato il regime delle componenti (scioglimento della corrente comunista a settembre del 1990; Ottaviano Del Turco, segretario aggiunto, socialista, annuncia al congresso lo scioglimento della sua componente) articolando il dibattito interno tra maggioranza e minoranza (Fausto Bertinotti).

Democrazia, solidarietā tra diversi, unitā, centralitā dell'individuo come persona, sono le questioni che Trentin pone come risolutive rispetto all'evoluzione economico sociale e rispetto ai conflitti interni al sindacato e alla stessa Cgil. E' questa la dimensione del sindacalismo confederale che il congresso assume di fronte ai profondi mutamenti interni e internazionali, la strada per rispondere al lavoro che cambia ma anche alle necessarie riforme istituzionali.

Trentin rivendica il ruolo politico e autonomo del sindacato e offre il programma unitario della Cgil, come contributo al superamento della crisi politica che avanza, ai massimi esponenti dei partiti della sinistra presenti al congresso, Craxi, Occhetto, Garavini,che tuttavia non colgono l'occasione. 
Se Occhetto e Garavini sono pronti a riconoscere il ruolo autonomo di soggetto politico e sociale della Cgil e del sindacato in generale,  Craxi non interviene, Amato, vicesegretario del Psi, non rinuncia a "un ruolo di sponda tra sinistra riformista e sindacato riformista"

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