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Dialogo sociale / Il governo apre quattro tavoli di confronto

Sull'articolo 18 la Cgil non tratta

 

Quattro tavoli di confronto tra governo e parti sociali: su sommerso, riforma fiscale, Mezzogiorno e sull'848 bis, ossia il disegno di legge in cui dovrebbero confluire gli aspetti più controversi della riforma del mercato del lavoro, articolo 18 innanzitutto, ma anche ammortizzatori sociali, incentivi all'occupazione e arbitrato. Ma la Cgil annuncia che non intende partecipare al tavolo sul mercato del lavoro, siederà solo agli altri tre. Cisl e Uil, invece, sembrano propense ad accettare integralmente il percorso proposto dal governo durante l'incontro di Palazzo Chigi. 

Come ha annunciato Berlusconi in conferenza stampa, la regia del confronto resterà a Palazzo Chigi, sebbene la trattativa si dividerà a grappolo in ben quattro tavoli tecnici separati. Il negoziato andrà avanti fino a luglio ma già a metà giugno, dopo il 18 - ha detto Berlusconi - ci sarà una verifica sugli aspetti più importanti e controversi. Le organizzazioni che accettano la proposta del governo firmano un verbale d'intesa per l'avvio del negoziato. La Cgil, ovviamente, non firmerà il verbale e resta alla sua vecchia richiesta: lo stralcio delle misure sull'articolo 18 e sull'arbitrato dalla riforma del mercato del lavoro.

"Il Governo - spiegano i rappresentanti della Cgil - punta a togliere gli articoli 2 (riordino incentivi) , 3 (ammortizzatori), il 10 (articolo 18) e il 12 (arbitrato) dalla delega in discussione in Parlamento per metterli in un disegno di legge. Noi chiediamo che gli articoli 2 e il 10 siano 
cancellate da qualsiasi norma. Non siamo disponibili ad alcuna 
trattativa che voglia modificare l'articolo 18". La Cgil, inoltre, sottolinea che entro il 30 giugno si dovrà discutere anche del Dpef: “Abbiamo fatto notare al presidente del consiglio che è perlomeno bizzarro parlare prima di capitoli di spesa che dovrebbero essere previsti nel documento di programmazione economica”. 

Il nuovo disegno di legge di cui discuteranno solo Cisl e Uil col governo, sarà inviato in commissione Lavoro del Senato. Entro luglio si dovrebbe chiudere il confronto tra governo e parti sociali su questi temi per prendere poi una decisione definitiva in materia. E' quanto prevede il verbale di intesa.

A questo punto il fronte sindacale sembra spaccarsi, con Cisl e Uil disponibili al dialogo col governo. Ma resta più di un dubbio su quanto l'esecutivo concederà ai sindacati al tavolo sul mercato del lavoro, visto che di stralcio nessun esponente del governo è intenzionato a parlare. "Non è uno stralcio, ma una separazione temporale", ha spiegato infatti Berlusconi a proposito del nuovo disegno di legge.


Cofferati: Cisl e Uil fanno un grave errore
La decisione presa dagli altri due sindacati ovviamente non va giù in casa Cgil. "Abbiamo ripetuto al governo - ha detto Cofferati in una conferenza stampa a seguito dell'incontro - che occorre cancellare ciò che è contenuto nelle intenzioni legislative del governo. Le altre organizzazioni sindacali hanno fatto altre considerazioni: ne prendiamo atto. Ma consideriamo la scelta di avviare un negoziato un grave errore, improponibile. Ognuno risponde della coerenza delle proprie azioni e per questo siamo qui da soli". 

Cofferati ha anche confermato che, a questo punto, il previsto incontro con Cisl e Uil salta e che la Cgil andrà avanti da sola con le proprie iniziative, tra cui anche il probabile ricorso a nuovo sciopero generale, che Cofferati ha definito "utile". ''Alle intenzioni negative espresse dal governo - ha proseguito Cofferati - la Cgil decidera' come rispondere nel Direttivo convocato per l'11 e 12 giugno. Decideremo le iniziative di lotta e di mobilitazione con l'obiettivo di creare le condizioni per una modifica consistente e radicale delle proposte del governo''.

Il sindacato di Corso d'Italia boccia complessivamente le politiche del lavoro del governo e non è disposto a discuterne. La Cgil - ha detto ancora Cofferati - pensa che le ipotesi affacciate dal Governo ''non abbiano nulla a che spartire con il vertice europeo di Lisbona'' e che siamo marginali rispetto a quello di Barcellona. ''Nel quadro del confronto con il Governo - ha detto Cofferati - non c'e' traccia di uno sviluppo adeguato. Ci sono omissioni rilevantissime e dal nostro punto di vista inaccettabili sullo sviluppo e sulla coesione sociale''.

(31 maggio 2002)