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PALESTINA 

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Cronologia

 
 

1897. Thomas Herzl fonda in Svizzera (Congresso di Basilea) il movimento sionista con l'obiettivo di creare in Palestina uno Stato ebraico.

1916. Trattato di Sykes-Picot. Accordo tra Gran Bretagna e Francia: la Siria e il Libano diventano francesi, la Giordania e l'Iraq inglesi; la Palestina dovrebbe avere uno status internazionale.

1917."Dichiarazione di Balfour" Il 2 novembre, il governo inglese si dichiara favorevole alla  "fondazione di una Madre Patria Ebraica in Palestina". I palestinesi, la cui terra fu "promessa", denunciano "la Dichiarazione della vergogna".
Al momento della Dichiarazione di Balfour, la popolazione totale della Palestina è di 700.000 persone circa: 574.000 musulmani, 74.000 cristiani e 56.000 ebrei.

1921. Commissione d'Inchiesta Haycraft  Nominata dal governo inglese in seguito ai disordini arabi nel maggio 1921 ritiene gli arabi responsabili dello scoppio della violenza ma individua la causa negli impegni pro-sionisti britannici.

1922.  Mandato per la Palestina L'Inghilterra assume l'amministrazione della Palestina e conferma il sostegno agli  interessi sionisti. Il mandato è stabilito dalla Lega delle Nazioni per  "i popoli non ancora in grado di auto governarsi".

1936. Rivolta araba contro il mandato inglese.

1937. Il governo inglese propone la divisione del territorio con la creazione a nord-ovest di uno Stato ebraico, l'unione della parte maggiore del paese alla Cisgiordania e una zona comprendente Gerusalemme e Jaffa sotto dominio britannico. Il piano viene rifiutato dai Sionisti e dagli arabi. Nuova sollevazione della popolazione araba, viene deportata la maggior parte dei leader politici.

1939. Il governo inglese dichiara di voler la convivenza pacifica tra ebrei e arabi e di non voler creare uno Stato ebraico contro il volere della popolazione araba.

1942-1945 Olocausto. Il Terzo Reich organizza la deportazione di massa e l’eliminazione della popolazione di fede ebraica, è la soluzione finale, che causa la morte di oltre sei milioni di ebrei.

1947. Una Commissione speciale delle  Nazioni Unite, nate dalle ceneri della Società delle Nazioni, propone di dividere la Palestina in uno Stato ebraico e uno arabo, mentre alla città di Gerusalemme dovrebbe essere concesso uno status internazionale. 
La risoluzione viene approvata: votano a favore Urss, Usa e Francia, ma gli Stati arabi votano contro; la Gran Bretagna, la Cina e altri si astengono. 
Il 29 settembre 1947, viene posto fine al mandato inglese e decisa la spartizione della Palestina in due Stati, uno arabo e uno ebraico.  14 

1948. Nasce il 14 maggio 1948 lo stato di Israele. Lo Stato d'Israele viene riconosciuto da Stati Uniti e Urss, seguiti dagli altri paesi. Tra arabi e israeliani è guerra. Migliaia di palestinesi vengono espulsi dalla loro terra. La Lega araba (Siria, Iraq, Egitto e Giordania) invade il nuovo stato il giorno stesso della sua nascita ma viene sconfitta. Viene fondata la Forza di Difesa d’Israele (IDF), che incorpora tutte le organizzazioni di difesa; nasce l'esercito di Israele ("Zhaal").
Il primo censimento conta una popolazione di 872.700 persone: 716.700 ebrei e 156.000 non-ebrei. Si assiste all'immigrazione di massa dall’Europa nel dopoguerra: cominciano ad arrivare ebrei anche dai paesi arabi. Negli anni 1948-52, arrivano 687.000 ebrei in Israele che raddoppia la sua popolazione ebraica.

1949. Israele: si svolgono le prime elezioni (25 gennaio); David Ben-Gurion viene eletto Primo Ministro, alla testa di un governo di coalizione. La prima Knesset (Parlamento) si riunisce a Gerusalemme. Chaim Weizmann viene eletto Presidente di Israele dalla Knesset.  
Lo stato di Israele viene accettato dalle Nazioni Unite come 59° membro. Gerusalemme, divisa tra Israele e Giordania, è dichiarata capitale. La Città Vecchia a Gerusalemme est passa sotto il controllo della Giordania, le parti occidentali e meridionali della città vengono controllate da Israele.

1950. La Legge del Ritorno Accorda agli ebrei la possibilità di trasferirsi in Israele e diventare cittadini israeliani.
La Gran Bretagna riconosce lo Stato di Israele. 
Passa alla Knesset la legge che punisce ogni Nazista o cooperatore dei Nazisti. 
In Egitto un colpo di Stato rovescia la monarchia e porta al potere il colonnello Gamal Abdel Nasser che invita i popoli arabi a unirsi per liberarsi dal dominio delle potenze occidentali.

1956 Seconda guerra arabo-israeliana. Nasser, il leader egiziano, nazionalizza il canale di Suez (che fin dalla sua apertura, nel 1896, apparteneva a una compagnia anglo-francese) e proibisce il transito delle navi israeliane. Francia e Inghilterra si accordano con Israele per punire l'Egitto e occupare il Canale.
Successo militare delle truppe israeliane. Ma l'Urss minaccia il ricorso alle armi atomiche. Arriva la condanna dell'Onu e degli Usa, che costringono Francia, Inghilterra e Israele al ritiro. 

1959 Yasser Arafat e Abu Jihad (Khalil al Wazir) fondano 
Al Fatah,
un movimento di guerriglia per la liberazione della Palestina da Israele. 

1964. Olp Nasce L'Organizzazione di Liberazione della Palestina. Yitzhak Rabin è scelto come Capo delle forze Armate.
Papa Paolo VI visita Israele

1967 Terza guerra arabo-israeliana. Il leader egiziano Nasser dichiara di voler chiudere il Canale di Suez alle navi che riforniscono Israele. Si intensificano le manovre militari arabe ai confini del paese. Israele reagisce con una guerra lampo, passata alla storia come "guerra dei sei giorni". Le forze israeliane, comandate dal generale Moshe Dayan conquistano le alture del Golan al confine siriano, il settore arabo di Gerusalemme, il porto di Gaza e la penisola del Sinai. Gerusalemme viene ufficialmente riunificata sotto il controllo israeliano.

1968. L'Olp in un documento nega l'esistenza di Israele. Si intensificano gli attacchi terroristici dei palestinesi: dirottamento di un aereo del El Al da Roma ad Algeri.

1969. Golda Meir confermata Primo Ministro. Arafat diventa presidente dell'Organizzazione per la liberazione della Palestina.

1971. Si crea il timore che l'Olp possa prendere il controllo della Giordania. L'esercito giordano scaccia l'Olp fuori dal Paese con un'azione violenta e sanguinosa. L'Olp si trasferisce in Libano. 

1972. I terroristi di Settembre Nero entrano negli alloggi degli atleti a Monaco di Baviera dove sono in corso i Giochi Olimpici. Diciassette morti: undici tra gli atleti israeliani.

1973. Quarta guerra arabo-israeliana nota come "Guerra del Kippur"perchè iniziata nel giorno di digiuno più solenne dell’anno ebraico (il 6 ottobre). Egitto e Siria lanciano un attacco a sorpresa per riconquistare i territori perduti nella guerra precedente; l’attacco viene respinto con gravissime perdite umane e vengono ripristinati i confini del 1967. 
Interviene l'Onu che con la Decisione 338 chiede una sistemazione del conflitto Arabo-Israeliano sulla base delle Decisioni 242 del 1967. Il 22 ottobre cessano le ostilità in previsione di futuri negoziati che avrebbero affrontato i problemi del ritiro degli israeliani da tutti i territori occupati e della definitiva sistemazione dei profughi palestinesi.
Nel mese di dicembre muore David Ben Gurion, considerato il padre dello Stato di Israele. 

1979. Accordi di Camp David. Egitto e Israele firmano alla Casa Bianca il trattato di pace dopo un lungo percorso avviato dal presidente Usa Jimmy Carter a Camp David nel 1978. Sadat e Begin riceveranno il premio Nobel per la pace.
Il trattato mette formalmente fine allo stato di guerra tra i due Paesi. In cambio del riconoscimento egiziano del diritto all'esistenza di Israele, gli israeliani restituiscono all'Egitto la penisola del Sinai. I due Paesi stabiliscono formali relazioni diplomatiche.

1982. Libano Gli israeliani attaccano l'Olp a Beirut e nel Libano del Sud, come rappresaglia per gli attacchi sferrati per molti anni attraverso la frontiera dai guerriglieri. L'esercito israeliano invade il Libano e circonda Beirut, fermandosi per iniziare negoziati con l'Olp. Dopo dieci settimane di intensi bombardamenti, l'Olp accetta di lasciare Beirut sotto la protezione di una forza multinazionale. L'evento apre la lotta all'interno del gruppo dirigente palestinese. Israele si ritira dalla maggior parte del Libano nel 1985, ma continua a mantenere il controllo di una zona cuscinetto lungo il confine che creato nel 1978.

1987. l'Intifada I palestinesi che vivono a Gaza, in Cisgiordania e a Gerusalemme si rivoltano contro gli israeliani, è l' "intifada", la "rivolta". Arafat  proclama l'Olp come il governo in esilio di uno "Stato di Palestina". 

1988. L'Olp  riconosce il diritto di Israele all'esistenza.  Quando, tuttavia, le trattative di pace iniziarono nel 1991

1991. Si apre a Madrid, alla fine della guerra del Golfo, una conferenza di pace all'insegna di "pace in cambio di territori" ma destinata a fallire. L'Olp ne è formalmente esclusa, anche se propri uomini formano la metà della delegazione giordana.

1992, Oslo Trattative segrete tra Arafat e Peres spianano la strada agli accordi. 

1993. La stretta di mano Shimon Peres e Yasser Arafat, accettano una "Dichiarazione di principi" e un reciproco riconoscimento che prevede l'autogoverno palestinese ma tutti i veri nodi (colonie, liberazione dei detenuti politici palestinesi, gestione delle risorse d'acqua, confini del futuro Stato palestinese) vengono rinviati a colloqui "definitivi", di cui non viene mai fissata la data.
Il trattato fu sigillato sul prato della Casa Bianca il 13 settembre del 1993, con la storica stretta di mano tra Yasser Arafat e il primo ministro israeliano Yitzhak Rabin. 

1994. Due nuove sessioni di accordi (Parigi e Il Cairo), per trovare dei modi di applicazione della dichiarazione di principi del 1993.
 Il 5 maggio, al Cairo, viene firmato un primo accordo per l’autonomia di Gaza e Gerico. Il 13 maggio l'esercito israeliano lascia Gerico, quattro giorni dopo abbandona la striscia di Gaza. 
Israele e Giordania firmano la pace.
A luglio Arafat entra a Gaza e fa prestare giuramento ai membri dell'Autorità palestinese che assume il controllo della politica nei campi dell'Istruzione, della Cultura, della Sicurezza sociale, del Turismo, della Salute e del Fisco.
Rabin, Arafat e il ministro degli Esteri israeliano Shimo Peres ricevono il premio Nobel per la pace.

1995. Rabin assassinato A settembre Rabin e Peres firmano un accordo per allargare le aree dell'autonomia palestinese, affidando all'Autorità palestinese il controllo di sei importanti città della Cisgiordania. 
Non si attenua il clima di violenza degli elementi più radicali delle due parti.  Rabin, primo ministro israeliano, assasinato da uno studente israeliano di Legge con collegamenti a gruppi estremisti di destra.

1996. Nelle prime elezioni della storia palestinese Yasser Arafat è eletto a stragrande maggioranza presidente. 
In Israele, nel frattempo, il leader del partito di destra Likud, Benjamin Netanyahy, sconfigge  Shimon Peres. Nonostante gli impegni di Netanyahu e di Arafat ad arrivare a un trattato definivo di pace, il governo israeliano consente la ripresa delle costruzione di insediamenti israeliani nei territori occupati.

1998. Gli accordi di Wye Mills  Netanyahu e Arafat  sottoscrivono  un accordo a Wye Mills, in Maryland, con la mediazione del presidente americano Bill Clinton. L'accordo prevede lo scambio "terra contro pace". Prevedeva la repressione dei gruppi terroristici, il ritiro parziale dell'esercito israeliano, il trasferimento del 14,2 per cento della Cisgiordania sotto il controllo palestinese, corridoi di libero passaggio tra Gaza e la Cisgiordania, la liberazione di 750 detenuti palestinesi e la costruzione di un aeroporto palestinese a Gaza.

1999. La vittoria di Barak  Ehud Barak, vince con largo margine contro Netanyahu. A settembre Barak e Arafat firmano un'accordo per attuare gli accordi di Wye Mills, Israele libera 200 detenuti palestinesi e comincia a passare il controllo di una parte della Cisgiordania ai palestinesi.
I nuovi accordi di Sharm el Sheik "ridefiniscono" il calendario di Wye Mills, giungendo alla conclusione che il ridispiegamento ( e non il ritiro dell'esercito israeliano) dovrà avvenire non oltre il 13 settembre 2000. Questa data, come le altre stabilite, non sarà rispettata, e provoca frustrazioni dopo l'entusiasmo seguito alle intese raggiunte a Oslo.

2000.La seconda Intifada Per quindici giorni, nel mese di luglio, Barak e Arafat trattano a Camp David, residenza di montagna del presidente degli Stati Uniti. L'Olp ha fissato per il 13 settembre la proclamazione della nascita dello Stato palestinese (che poi verrà rinviata). Le trattative e la mediazione di Bill Clinton non portano all'accordo. E' il fallimento di "Camp David II"
Le parti non sono disposte a cedere su punti ritenuti fondamentali: status di Gerusalemme e il rientro dei rifugiati palestinesi. 
A settembre Clinton tenta nuovamente di avvicinare le posizioni dei due leader. 
Il 28 settembre Ariel Sharon, all'epoca leader dell'opposizione al governo del socialdemocratico Ehud Barak, entra nella Spianata delle Moschee. Sharon sottolinea così il fallimento di Barak, che nel luglio non è riuscito a imporre ad Arafat la resa incondizionata. 
La reazione palestinese è immediata, la repressione anche.  Si parla di "seconda Intifada". A fine settembre i palestinesi a Gaza e nella Cisgiordania cominciano ad attaccare le forze militari israeliane con pietre e armi da fuoco. Moltissimi i morti, in larga maggioranza palestinesi, ma anche numerosi israeliani e arabi israeliani. Il linciaggio di due soldati israeliani a Ramallah provoca la reazione militare di Israele che per la prima volta bombarda alcune città palestinesi.
Arafat, dopo il rifiuto opposto a Camp David, è costretto a cavalcare la rivolta. 

2001 - L'inchiesta della Commissione dei diritti dell'uomo dell'Onu prevede il dispiegamento urgente di osservatori internazionali, veto degli Stati Uniti .
George W. Bush chiede ad Arafat di far cessare la violenza in Medio Oriente per rendere possibile il dialogo con Israele.
Gli Stati Uniti mettono in guardia Israele contro la tentazione di dare un carattere permanente alle incursioni militari nelle zone sotto il controllo palestinese, Colin Powell, il segretario di Stato americano, chiede ad Arafat di "fare tutto quello che può" per arrestare la violenza.
Sharon afferma a Mosca che il leader palestinese costituisce "il principale ostacolo alla pace" e che i negoziati sono in questo momento impossibili.
Dopo gli attentati a New York e Washington,  Sharon afferma che Israele ha il suo Bin Laden nella persona di Arafat. 

2002. Il 12 marzo 2002, il Consiglio di sicurezza dell'Onu approva la risoluzione 1397, in cui per la prima volta si parla esplicitamente di "una regione in cui due stati, Israele e Palestina, vivano fianco a fianco, all'interno di frontiere riconosciute e sicure". La risoluzione chiede la fine immediata delle violenze e del terrorismo, la cooperazione fra le due parti per l'applicazione dei piani di pace "Tenet" e "Mitchell" ed esprime sostegno agli sforzi del Segretario generale e a chi cerca di aiutare le parti ad arrestare le violenze e a far ripartire il dialogo.
Il Consiglio di sicurezza dell'Onu il 30 marzo approva la risoluzione 1402, per il ritiro delle truppe israeliane dalle città palestinesi.

(fonte: www.sole24ore.com, www.cnn.it) 

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