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Le adesioni / Si mobilitano i registi italiani

Trentacinque troupe per ricordare

"La manifestazione nazionale del 23 marzo - ha detto Sergio Cofferati - deve rimanere negli occhi di molti, molto a lungo. Perché ci sarà il tentativo di non vedere e di non far vedere. Vorremmo fare una grande festa dei diritti. E vogliamo sia grande, molto grande".

A 'guardarla' saranno le telecamere di molti grandi registi italiani, gli stessi che tornano in piazza dopo il film collettivo sul G8 di Genova.
Molti tra i più noti cineasti si preparano dunque a girare un film collettivo per la manifestazione nazionale della Cgil e per lo sciopero generale del 5 aprile contro le deleghe del Governo su lavoro, fisco e previdenza.
Alle riprese - ha annunciato Citto Maselli, presente all'incontro con la stampa insieme a Monicelli, Lizzani, Scola, Scimeca, ed altri - parteciperanno i 33 grandi registi che hanno firmato il G8 di Genova - coordinati dallo stesso Maselli. Ma la lista è destinata ad aumentare; si sono finora aggiunti: Sabina Guzzanti, Marco Bellocchio, Franco Angeli, Gianni Serra. Molte anche le adesioni che stanno giungendo di minuto in minuto - da parte di chi è impossibilitato a partecipare materialmente alle riprese - tra cui Antonio Albanese, Cristina Comencini, Mario Martone, Michele Placido, Francesco Rosi, Vincenzo Salemme, Gabriele Salvatores.

Assieme alla giornata del 23 marzo sarà filmata anche la giornata di sciopero generale del 5 aprile. Secondo Maselli  "il punto fondamentale, mai come oggi, è la presenza degli intellettuali e degli artisti a fianco dei lavoratori" e - rispondendo a una domanda dei cronisti che chiedevano se Moretti "sarà della partita" - si è detto "felice" se il regista partecipasse, precisando di essere "aperti a tutte le adesioni".
"Nell'elenco, comunque - ha detto Cofferati - c'è il meglio del cinema italiano, la storia del cinema dell'ultimo secolo''. Per le riprese saranno utilizzate almeno 35 mini troupe con oltre 100 persone complessive. Sarà girato tutto in digitale. La prima riunione organizzativa, ma anche 'creativa', è prevista per giovedì 7 marzo.

APPELLO DEGLI INTELLETTUALI

Sono oltre cinquanta gli scrittori, storici, economisti, giornalisti, gli intellettuali che hanno aderito alle iniziative della Cgil e che "invitano i lavoratori intellettuali di tutte le categorie e di tutti i settori a partecipare attivamente alla manifestazione nazionale di Roma del 23 marzo e al successivo e conseguente sciopero generale".
Lunedì prossimo (18 marzo) si incontreranno con Sergio Cofferati, segretario generale della Cgil, il segretario organizzativo Carlo Ghezzi e il direttore generale della Confederazione, Achille Passoni in un incontro-dibattito sui temi dei diritti, delle libertà, della lotta dei lavoratori italiani e della Cgil. L'incontro è programmato alle ore 15 e 30 presso il Residence di Ripetta a Roma.

Il testo dell'appello

Un’alleanza inedita per dimensioni e organicità caratterizza oggi gli orientamenti padronali e le scelte di politica e sociale del Governo Berlusconi.
La battaglia sferrata contro i lavoratori italiani, allo scopo di fiaccarne la resistenza e le organizzazioni, fa correre gravi rischi alla democrazia e allo sviluppo economico del paese.
L’obiettivo non è solo contrattuale: si cerca oggi di plasmare il lavoro e la società sulla base del comando padronale, ben rappresentato dal Grande Imprenditore – Padrone dell’Informazione – Capo assoluto del Governo, Silvio Berlusconi.
L’attacco all’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, in sé gravissimo, è solo il preludio alla demolizione di tutti i diritti, su cui è fondato lo Stato sociale, frutto d’una lunga stagione di durissime lotte. La perdita delle garanzie in campo previdenziale e pensionistico mette i lavoratori anziani alla mercé del mercato e consegna quelli giovani all’arbitrio delle imprese.
La rottura della scuola pubblica, della scuola per tutti, il predominio, teorizzato e programmatico, della scuola privata, la precoce separazione fra una scuola per la classe dirigente e una scuola per i figli dei lavoratori meno abbienti, rivelano una visione chiusa e retrograda dei processi formativi e della stessa convivenza civile. La legge Bossi-Fini sull’immigrazione esprime una cultura del privilegio, della discriminazione razziale e sessuale, della prevaricazione. Il rifiuto di qualsiasi serio strumento negoziale è destinato a provocare lacerazioni sociali sempre più profonde.
Il conflitto tocca ormai le questioni fondamentali della libertà intellettuale e della ricerca, si trasforma in una scelta di civiltà, alla quale nessuno può sottrarsi. La logica confindustriale e governativa va rovesciata anche dal punto di vista delle forze culturali. Le garanzie e i diritti non vanno tolti a chi faticosamente li ha acquisiti, vanno estesi a chi non li ha, ai giovani in cerca di prima occupazione, agli addetti ai molti lavori di tipo nuovo, alla vasta gamma delle nuove attività e professioni lavorative.
Le intellettuali e gli intellettuali firmatarie e firmatari di questo appello sono persuasi che esista una piena coerenza fra le prese di posizione e i movimenti delle settimane passate e la scelta da compiere nella battaglia che s’è aperta sui diritti dei lavoratori in fabbrica, sulla scuola, sulla parità, sull’occupazione, sulla contrattazione sindacale.
Manifestano perciò la loro solidarietà nei confronti delle iniziative assunte dalla CGIL in quest’ultima fase e invitano i lavoratori intellettuali di tutte le categorie e di tutti i settori a partecipare attivamente alla Manifestazione nazionale di Roma del 23 marzo e al successivo e conseguente sciopero-generale.

Gian Mario ANSELMI, Alberto ASOR ROSA, Gaetano AZZARITI, Maria Luisa BOCCIA, Gabriella BONACCHI, Camillo BREZZI, Remo BODEI, Gian Luigi BECCARIA, Roberto BIGAZZI, Carlo BERNARDINI, Laura CARETTI, Carlo Felice CASULA, Vincenzo CERAMI, Umberto COLDAGELLI, Daniele DEL GIUDICE, Tullio DE MAURO, Rita DI LEO, Umberto ECO, Luigi FERRAJOLI, Gianni FERRARA, Silvana FERRERI, Luciano GALLINO, Livio GARZANTI, Piero GELLI, Elena GIANINI BELOTTI, Giovanni GIUDICI, Sergio GIVONE, Paul GINSBORG, Giorgio GHEZZI, Giorgio INGLESE, Paolo LEON, Gina LAGORIO, Giacomo MARRAMAO, Luigi MARIUCCI, Lea MELANDRI, Tamar PITCH, Giovanni RABONI, Mimmo RAFELE, Lidia RAVERA, Marco REVELLI, Eugenio RICCOMINI, Rossana ROSSANDA, Gian Enrico RUSCONI, Edoardo SANGUINETI, Francesca SANVITALE, Chiara SARACENO, Paolo SYLOS LABINI, Corrado STAJANO, Antonio TABUCCHI, Nicola TRANFAGLIA, Caterina TRISTANO, Mario TRONTI, Patrizia VALDUGA, Gianni VATTIMO, Marina ZANCAN

LOMBARDIA

L'appello della Cgil lombarda

Susanna Camusso, Segretario Generale della Cgil Lombardia ha rivolto un appello a tutti coloro che vogliono contribuire alla battaglia per affermare i diritti indivisibili delle persone, aderendo agli appuntamenti di lotta. Sono arrivati messaggi e moltissime firme:

Vittorio Angiolini (Università Statale), Aldo Aniasi (già sindaco di
Milano), Giovanni Berlinguer (dirigente Ds), Ferruccio Capelli (direttore
Casa della Cultura), Lella Costa (attrice), Daniele Checchi (Università
Statale), Pino De Luca (psicologo), Tullio De Piscopo (musicista), Dario Fo
(premio Nobel), Vittorio Franchini (musicologo),Maurizio Franco
(musicologo), Giuseppe Garbarino (musicista), Giorgio Gaslini (musicista),
Gaetano Liguori (musicista), Massimo Ghini (attore), Enrico Intra
(musicista), Carlo Montaleone (Università Statale), Daniele Oppi (pittore),
Andrea Panaccione (storico), Silvano Piccardi (attore), Ottavia Piccolo
(attrice), Antonio Pizzinato (senatore DS), Franca Rame (attrice), Ida
Regalia (Ires Lombardia), Nicoletta Rizzi (sindacato attori), Renato
Sellani (musicista), Carlo Stelluti (senatore Ds, ex segretario Cisl
Milano), Guido Martinotti (Università Statale), Luigi Campolo (medico),
Carlo Smuraglia (avvocato), Francesca Zajczyk (Bicocca).

A questi si aggiungono le firme raccolte dall'avvocato Mario Fezzi a
sostegno delle mobilitazioni della Cgil:

Mario Fezzi (avvocato), Giuliano Pisapia (avvocato, deputato), Franco
Abruzzo (presidente Ordine Giornalisti), Carlo Smuraglia (avvocato,
docente), GiovannI Marcucci (avvocato), Federico Ottolenghi (cons.
comunale), Tiziana Cassarino (giornalista), M.Giovanni Garofalo (Università
Bari), Gigi Malabarba (senatore), Giorgio Ghezzi (Università Bologna),
Biagio Maglienti (giornalista), Monica Mc Britton (Università Bari),Fulvio
Scaparro (scrittore e psicoterapeuta), Giuseppe Liverani (editore), Silvia
Palombi (addetta stampa), Marco D'Andria (dirigente), Luigi Zezza
(avvocato), Stefano Nespor (avvocato), Marco Cipriano (cons. regionale),
Luigi Quartapelle (Politecnico Milano), Marco Squarcini, Pierfrancesco
Majorino (coordinatore cittadino DS), Carlo Vulpio (giornalista),
Gabriele Porro (giornalista), Nyranne Moshi (avvocato), Federico Roberti
(dirigente), Ota de Leonardis (Università Milano-Bicocca), Andrea Leone
(presidente CASAGIT), Franco Fezzi (imprenditore), Michele Ciavarella
(giornalista), Marzia Barbera (Università Brescia), Mario Boffi
(Università Milano-Bicocca), Benedetto Franceschi, Roberto Moscati
(Università Milano-Bicocca), Antonio Fezzi (commercialista), Gianni
Sozzi (avvocato), Lorenzo Franceschinis (avvocato), Stefano Chiusolo
(avvocato), Leonardo di Stefano (imprenditore), Nino Gorio
(giornalista), Antonio De Lillo (preside sociologia Milano-Bicocca), Anna
Campanelli (giornalista), Marino Ferrari (architetto), Vittorio Dotti
(avvocato), Fredi Mazzone (avvocato), Maurizio Vecchioni (psicologo),
Rosalita Leghissa.

Dario Fo e Franca Rame

" Non ci piace una scuola che diventi fabbrica di piccoli ingranaggi della macchina del lavoro; non ci piace una fabbrica che diventi luogo dell'umiliazione per l'impiegata che respinge le avances del capo o per l'operaio che chiede sicurezza (siamo il Paese dei 1400 morti sul lavoro all'anno); non ci piace che un lavoratore, una lavoratrice siano venduti come merci al mercato; non ci piace che un giovane per avere un posto di lavoro debba rinunciare alla pensione. Questi sono gli effetti delle deleghe chieste dal governo sulla scuola, sul mercato del lavoro, sull'articolo 18, sulla previdenza. Per questo noi saremo con la CGIL il 23 marzo insieme con i lavoratori che vogliono dignità, i professori che vogliono conoscenza e cultura, i giovani che vogliono un mondo di pace".

fonte: Uffici stampa Cgil

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