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Tre milioni di persone: è questo il
numero dei partecipanti alla manifestazione di Roma
secondo la Cgil. Una cifra impressionante, tre volte il milione di
manifestanti previsto dalla confederazione (che era già
un numero notevole). ."Quando la questura - ha
spiegato il responsabile organizzativo della
confederazione Carlo Ghezzi - potrà vedere le nostre
fotografie dagli elicotteri allora saremo pronti a fare
congiuntamente le stime. Così vedremo chi ha le
valutazioni più giuste e chi il metro
corto". GHezzi si riferisce alle stime sui
partecipanti fornite dalla Questura, che ha calcolato non
più di 700 mila persone.
Ghezzi ha quindi spiegato che "determinante nel
superare anche le più rosee previsioni è stato il
fenomeno del 'fai da te' sviluppatosi negli ultimi giorni,
quando c'é stata un'impennata di richieste di
partecipazione e non siamo più stati in grado di farvi
fronte. Per cui - ha aggiunto - a tutte le persone giunte
con i nostri pullman e con i nostri treni, vanno aggiunte
quelle arrivate a Roma con i propri mezzi e poi - ha
spiegato ancora Ghezzi - le decine di migliaia di
cittadini portati in piazza da tutte le associazioni che
hanno aderito alla nostra manifestazione: 50 mila l'Arci e
altrettanti il Social Forum. Infine - ha concluso - non si
può sottovalutare la straordinaria partecipazione di
lavoratori, cittadini, pensionati e studenti delal
capitale. Veramente non ce l'aspettavamo".
Molte piazze di Roma sono state invase dalle persone che
non hanno trovato posto al Circo Massimo. E, subito dopo
la fine del discorso di Cofferati, i manifestanti hanno
cominciato a defluire lungo tutte le vie centrali della
Capitale. Piazza Venezia si è riempita di bandiere rosse.
La mattina
Il Circo Massimo si è già quasi del tutto
riempito. I sei cortei sono partiti in anticipo, tanta era
la gente: già verso le otto e mezzo. Un corteo, quello
che veniva da Piazzale dei Partigiani, ha dovuto
addirittura cambiare percorso per non intralciare la
marcia di quelli che venivano dal Foro Italico. Le strade
di Roma sono piene di lavoratori, di giovani, di donne e
pensionati.
Molte bandiere rosse della Cgil sono listate a lutto per la morte di Marco Biagi.
Ma accanto alle bandiere, ai berretti e agli striscioni
del popolo portato nella Capitale dalla Cgil ci sono anche
i fiori. I manifestanti della Basilicata e della Campania,
infatti, sfilano con migliaia di rose rosse, a
simboleggiare i diritti dei cittadini, e coi garofani
rossi a rappresentare i diritti dei lavoratori. Pochi gli
striscioni contro il governo. Dice un sindacalista:
"Dopo l'attentato al professor Biagi li abbiamo
lasciati a casa". Tra le delegazioni della Basilicata, ce n' è una di
ultrasettantenni tra cui alcune donne oltre gli 80 protagoniste
delle lotte bracciantili nella loro regione.
Alle 9.30 la testa del corteo partito da piazzale dei Partigiani è arrivata al Circo Massimo quando
ancora la coda doveva partire e migliaia di manifestanti continuano a scendere dai treni.
Durante il breve percorso sono stati pochissimi gli slogan
urlati ma su tutti uno ha prevalso: "L'articolo 18 non si tocca".
A far da sottofondo al corteo sono stati tamburi, campanacci
e fischietti. E' stato un corteo serio che poco ha concesso alla
goliardia. I manifestanti, quasi tutti muniti di bandiere,
provengono dalla Lombardia, dall'Emilia Romagna e dalla Sardegna. Finora sono dieci i treni giunti nella stazione
Ostiense ed altri se ne attendono per la mattinata.
Sergio Cofferati è già arrivato al Circo Massimo, dove
alle 13.00 circa terrà il suo comizio. "Avevamo la certezza che sarebbe
stato così", ha detto riferendosi alla
partecipazione imponente alla manifestazione. "La presenza di tanta gente l'avevamo riscontrata
nelle riunioni preparatorie". Di fronte ad un'area già gremita alle 10,20 del mattino, quando ancora stanno
giungendo i sei cortei provenienti da varie zone della capitale,
Cofferati ha colto con soddisfazione in colpo d'occhio del Circo
Massimo. "Per lottare contro il terrorismo che rialza la testa, e per
difendere la democrazia - ha detto Cofferati - si impone l'esigenza di far rispettare i nostri diritti".
A una domanda sul possibile esito del prossimo incontro
col governo, previsto per martedì prossimo, Cofferati ha risposto: "Non lo so. Non dipende da
noi. La nostra posizione è nota da tempo, è indispensabile lo
stralcio. Se ciò avverrà riprenderemo il confronto".
(23 marzo 2002) |