SPECIALE

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SCIOPERO GENERALE

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PRIMA 

 

il Corriere della Sera 28 marzo

Berlusconi: dopo lo sciopero pronto al dialogo

 

ROMA - «Non abbiamo mai pensato di interrompere il dialogo con le parti sociali», anzi «ora c’è lo sciopero generale, ma dopo quel giorno, diventato simbolico per i sindacati, il governo - lo dico pubblicamente -, è pronto al dialogo. E si dichiara aperto nei confronti di tutte le forze sociali, quindi anche dei sindacati, per cambiare insieme la disciplina del mercato del lavoro», senza «guerre di religione, che non vogliamo» e con disponibilità anche a «valutare nuove proposte» sull’articolo 18.

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Ciampi invita a non drammatizzare la sfida

 
NAPOLI - «Non drammatizziamo», dice Ciampi. E non è chiaro se si rivolge alla sinistra, che accusa il governo di lacerare il Paese, oppure al premier, che sfida a muso duro l’opposizione. Chissà, dato il tesissimo clima politico, parla forse a entrambi i fronti, quando incita - «per favore» - a «non drammatizzare le situazioni al di là di quel che sono le obiettive difficoltà di ogni momento storico», e suggerisce piuttosto di «guardare al nostro passato» e «ricordare com’era l’Italia dieci, quindici, vent’anni fa».
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Articolo 18, duello tra gesuiti Pintacuda contro Sorge

 

MILANO - Si erano lasciati litigando, su Orlando e sulla «primavera» palermitana. Si ritrovano litigando, su lavoro e articolo 18. Bartolomeo Sorge ed Ennio Pintacuda, gesuiti con la passione per la politica, non riescono mai a trovarsi d’accordo. Così se il primo, oggi lontano dalla Sicilia e direttore della rivista Aggiornamenti sociali , chiede al governo di fare un «passo indietro e di stralciare l’articolo 18», il secondo, rimasto a Palermo a presiedere il Cerisdi, centro di formazione per manager, e a collaborare con l’amministrazione provinciale (giunta di centrodestra), ribatte sicuro: «Nessun passo indietro, sarebbe sbagliato ritrarsi in questo momento».

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la Repubblica on line 28 marzo

Berlusconi: "La gente non sa tornerò in tv a spiegare"

 

ROMA - Bastone e carota. Toni ultimativi e accenni di dialogo. Dal palco di Maurizio Costanzo, il premier Silvio Berlusconi torna a far sentire la sua voce. E lo fa seguendo un copione già sperimentato: da una parte accusando la Cgil di volere "abbattere" il suo governo e dall'altra invitando il sindacato al tavolo delle trattative. Condendo il tutto con le solite accuse di manipolazioni del suo pensiero, messo in atto dalla stampa. E con una promessa: "Da oggi in poi vado in televisione a spiegare le cose ai cittadini".

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la Stampa 28 marzo

«Basta guerre, i sindacati facciano una proposta»

 

Un po´ sul palco con Maurizio Costanzo, un po´ davanti al Teatro Parioli dopo lo show, Silvio Berlusconi ha riaperto ieri la porta ai sindacati. Sull´articolo 18 ci sono novità di forma e di sostanza. I toni non sono più quelli aspri del giorno avanti. Soprattutto, il premier s´è dichiarato pronto a esaminare proposte sindacali diverse da quella governativa, purché servano a creare posti di lavoro. Naturalmente, in un´ora e passa di conversazione a ruota libera, il sale della polemica non poteva mancare.

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Il Cinese tra le bandiere della destra

 

ROMA MA quelli lì, chi cavolo sono?». L´eterno Franco Marini, una vita da sindacalista, scruta quelle bandiere bianche e non riesce a riconoscerle. Un amico gli sussurra all´orecchio: «Sono quelli dell´Ugl, i missini...». E Marini: «Ah, l´Ugl... bravo Berlusconi è riuscito anche in questa impresa!». Sono le sette della sera, alle falde del Campidoglio tira una tramontana che agita le bandiere di tutti i colori, comprese quelle del sindacato della destra e quelle della Cisal.

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Chi riforma chi cambia chi parla in tv

 
di Lietta Tornabuoni

S´E´ visto in questi giorni cosa voglia dire per un presidente del Consiglio non frenato da alcuna legge avere a disposizione sei o sette reti televisive: appena succede qualcosa che non gli va, compare a inviare messaggi, oppure convoca una conferenza stampa, occupa i piccoli schermi, replica, sentenzia, indirizza allocuzioni, insolentisce gli avversari, fornisce personali interpretazioni della cronaca dei fatti del giorno, prova a distogliere l´attenzione dall´evento centrale, a sminuirne l´importanza o la vastità.

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«No al terrorismo», a migliaia con il sindacato

 
di Roberto Giovannini

I leader di Cgil-Cisl-Uil apparivano decisamente soddisfatti, ieri sera in piazza Navona. La fiaccolata promossa dai sindacati contro il terrorismo nella Capitale (così come in tutte le principali città italiane, a cominciare da Bologna) è andata bene, con una partecipazione superiore alle (un po´ preoccupate) previsioni. Piazza Navona offriva un notevole colpo d´occhio, con le migliaia di ceri e fiaccole accesi. Gli organizzatori dicono centomila persone, più realisticamente 40-50.000.

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l'Unità 28 marzo

In tv il premier cambia solo lo stile: "Confronto sì ma per cambiare l'articolo18

 

Signori, si cambia. O, meglio, si torna al passato. Il presidente operaio finisce in cantina e ritorna il grande comunicatore. Oplà. L’annuncio Silvio Berlusconi l’ha fatto dal salotto della comunicazione Mediaset, il «Maurizio Costanzo Show» a cui era quasi dovuto dopo che il famoso contratto con gli italiani l’allora candidato premier lo firmò nel concorrente salotto mediatico di Bruno Vespa. Berlusconi parla. Per cercare di correggere il tiro a proposito delle sue affermazioni a proposito della manifestazione della Cgil di sabato scorso che, come al solito «sono state travisate». Il tono è più pacato, ma la sostanza non cambia. Il tono ritorna pesante quando parla di immigrazione.

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