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23 marzo / Il comizio di Cofferati
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Contro il terrorismo e per i diritti
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Le prime parole di Cofferati sono per
Marco Biagi: "un uomo di cultura al servizio dello
Stato". Ricordando il professore assassinato dalle Br
il segretario generale ha aperto il proprio comizio al
Circo Massimo, davanti a una "platea" di cui non
si vedeva la fine. "La follia del terrorista -
avverte Cofferati - cerca sempre la componente
simbolica" e sotto il profilo simbolico questo è
stato un "attacco alle politiche di coesione".
Questa è "una novità terribile" nella
strategia del terrorismo: "si vuole intimidire chi svolge
una preziosa funzione sociale". Perciò sconfiggere il
terrorismo "é compito di tutti i democratici".
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Articolo integrale
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Testo integrale del discorso di Cofferati
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Video
dell'intervento di Cofferati
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Roma invasa dal popolo dei diritti
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Tre milioni di persone: è questo il numero dei
partecipanti alla manifestazione di Roma secondo la Cgil. Una cifra
impressionante, tre volte il milione di manifestanti previsto dalla
confederazione (che era già un numero notevole). ."Quando la
questura - ha spiegato il responsabile organizzativo della
confederazione Carlo Ghezzi - potrà vedere le nostre fotografie dagli
elicotteri allora saremo pronti a fare congiuntamente le stime. Così
vedremo chi ha le valutazioni più giuste e chi il metro
corto". GHezzi si riferisce alle stime sui partecipanti fornite
dalla Questura, che ha calcolato non più di 700 mila persone.
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Articolo integrale
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23 marzo / Intervista a Sergio Cofferati
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Il terrorismo non vincerà
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Incontriamo Sergio Cofferati all’indomani della
grande manifestazione di Bologna (80.000 persone in piazza chiamate da
Cgil Cisl e Uil) e della segreteria unitaria che ha deciso, per mercoledì
27, manifestazioni in tutta Italia contro il terrorismo, confermando
insieme l’intenzione espressa da tutti i sindacati di uno sciopero
generale entro aprile contro l’attacco all’articolo 18 deciso dal
governo con la legge delega sul mercato del lavoro. La Cgil dal canto
suo ha deciso di confermare la manifestazione del 23 marzo, anche se,
ovviamente, le parole d’ordine sono cambiate.
«Tutti devono rispondere con grande fermezza –
spiega il segretario generale della Cgil -, difendendo la democrazia con
gli strumenti della democrazia, e ripristinando subito le condizioni di
una dialettica sociale fisiologica. Per questo le Confederazioni hanno
riconfermato le proprie valutazioni di merito sulle politiche sociali
indicate dal governo, sostenendo le proprie posizioni con la lotta e la
mobilitazione. Per questo il 23 manifesteremo a Roma. Perché la difesa
del merito e la conferma delle proprie iniziative è l'unico modo
efficace per rispondere al terrorismo e impedire che sia la mano omicida
a dettare tempi, priorità e modalità del confronto sindacale».
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A Roma il popolo della Cgil, ma non solo...
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Si muoverà presto, molto presto, il popolo della
Cgil. Sono già partiti o stanno per partire molti dei treni speciali
(61), dei pullman (migliaia), delle auto private, delle navi e degli
aerei che faranno rotta verso Roma, dove domani mattina, sabato 23
marzo, sfilerà la manifestazione del sindacato, "la più grande
del dopoguerra". Gli organizzatori prevedono oltre un milione di
persone in piazza: gli iscritti al sindacato, i lavoratori che arrivano
da tutto il paese, ma anche studenti, cittadini, esponenti e militanti
della sinistra (Ds, Rifondazione, Verdi), rappresentanti della
Margherita, l’associazionismo, i "girotondisti" e i no
global.
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