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Per il Mezzogiorno questa Finanziaria è peggiore
di quella dello scorso anno. Non solo si confermano le principali
scelte strategiche che nel 2003 sono risultate inefficaci a invertire
l’aggravarsi del divario Nord-Sud ma nel triennio si riducono anche
le risorse disponibili. Ancora una volta, noltre, si gioca con le
cifre: i maggiori importi si concentrano, per di più, alla fine del
triennio 2004-06; e ancora, paradossalmente, le uniche risorse
veramente “aggiuntive”, per un importo di 2.700 milioni di
euro, sono ascritte all’anno 2007. La Finanziaria, per il
Mezzogiorno, diventa quadriennale e, con tutta evidenza, virtuale. Le
uniche risorse disponibili in termini significativi sono quelle del
Fondo di rotazione per le politiche comunitarie .
Per valutare gli effetti della Finanziaria sul
Mezzogiorno occorre inoltre sottolineare almeno tre aspetti
particolarmente negativi:
Il primo riguarda le infrastrutture: il programma
rimane un elenco di buone intenzioni e di progetti annunciati ma non
avviati. Non si aprono nel Mezzogiorno nuovi cantieri e non si
chiudono opere avviate da lustri. In questo quadro l’inserimento del
Ponte sullo stretto tra le priorità del governo e della Ue,
assorbendo la gran parte delle risorse, finisce con l’essere da un
lato un freno alle infrastrutture urgenti per il Mezzogiorno e
dall’altro un’opera puramente simbolica.
Il secondo si riferisce al condono edilizio: una
sciagura per il paese e un disastro ancor più grave per il
Mezzogiorno dove il dissesto del territorio, i guasti ambientali e
paesaggistici gravano su un territorio più fragile e più dissestato.
Altro che sviluppo del turismo. E nel Mezzogiorno il premio
all’illegalità insito nella politica dei condoni finisce per
premiare in buona parte la criminalità organizzata e la mafia.
Il terzo riguarda i tagli agli enti locali e a
tutta la finanza locale. La riduzione delle risorse alle
amministrazioni locali grava su tutti i cittadini, ma in termini
relativi colpisce di più le popolazioni meridionali considerando la
maggior carenza e arretratezza dei servizi sociali, assistenziali e
sanitari del Mezzogiorno.
Una Finanziaria non solo carente sul piano
quantitativo ma che non dà risposta alcuna alle proposte di qualità
del documento Cgil Cisl Uil e Confindustria di aprile.
(Rassegna sindacale, n.37, 9-15 ottobre 2003)
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