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Finanziaria 2004 / Mezzogiorno

Peggio dell'anno scorso

 

di Carlo Komel
Dipartimento Coesione e Mezzogiorno Cgil

 

Per il Mezzogiorno questa Finanziaria è peggiore di quella dello scorso anno. Non solo si confermano le principali scelte strategiche che nel 2003 sono risultate inefficaci a invertire l’aggravarsi del divario Nord-Sud ma nel triennio si riducono anche le risorse disponibili. Ancora una volta, noltre, si gioca con le cifre: i maggiori importi si concentrano, per di più, alla fine del triennio 2004-06; e ancora, paradossalmente, le uniche risorse veramente “aggiuntive”, per un importo di  2.700 milioni di euro, sono ascritte all’anno 2007. La Finanziaria, per il Mezzogiorno, diventa quadriennale e, con tutta evidenza, virtuale. Le uniche risorse disponibili in termini significativi sono quelle del Fondo di rotazione per le politiche comunitarie .

Per valutare gli effetti della Finanziaria sul Mezzogiorno occorre inoltre sottolineare almeno tre aspetti particolarmente negativi:

Il primo riguarda le infrastrutture: il programma rimane un elenco di buone intenzioni e di progetti annunciati ma non avviati. Non si aprono nel Mezzogiorno nuovi cantieri e non si chiudono opere avviate da lustri. In questo quadro l’inserimento del Ponte sullo stretto tra le priorità del governo e della Ue, assorbendo la gran parte delle risorse, finisce con l’essere da un lato un freno alle infrastrutture urgenti per il Mezzogiorno e dall’altro un’opera puramente simbolica.

Il secondo si riferisce al condono edilizio: una sciagura per il paese e un disastro ancor più grave per il Mezzogiorno dove il dissesto del territorio, i guasti ambientali e paesaggistici gravano su un territorio più fragile e più dissestato. Altro che sviluppo del turismo. E  nel Mezzogiorno il premio all’illegalità insito nella politica dei condoni finisce per premiare in buona parte la criminalità organizzata e la mafia.

Il terzo riguarda i tagli agli enti locali e a tutta la finanza locale. La riduzione delle risorse alle amministrazioni locali grava su tutti i cittadini, ma in termini relativi colpisce di più le popolazioni meridionali considerando la maggior carenza e arretratezza dei servizi sociali, assistenziali e sanitari del Mezzogiorno.

Una Finanziaria non solo carente sul piano quantitativo ma che non dà risposta alcuna alle proposte di qualità del documento Cgil Cisl Uil e Confindustria di aprile.

(Rassegna sindacale, n.37, 9-15 ottobre 2003)

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