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Un bel salto per i quasi 15.000 dipendenti delle
strutture socio-sanitarie-assistenziali-educative aderenti all'Agidae
(Associazione gestori istituti dipendenti dall’autorità ecclesiatica).
Tra i dieci contratti in vigore nel settore, quello dell’associazione
che raggruppa le realtà del comparto gestite dagli enti ecclesiastici
era sicuramente il più “povero” dal punto di vista del trattamento
economico di base dei lavoratori. “Era”, perché il rinnovo siglato
il 9 giugno scorso porta le retribuzioni a un livello più consono alla
qualità delle prestazioni richieste agli operatori.
Gli incrementi salariali sono in media del 9-10 per
cento; per un addetto all’assistenza qualificato significano 102,26
euro mensili in più. Un prima quota d’incremento, del 5 per cento,
è stata già corrisposta il primo gennaio del 2003 e il resto arriverà
con la busta paga di luglio. “Questo risultato – spiega Dario
Canali, responsabile del comparto socio sanitario assistenziale
educativo privato per la Fp Cgil – garantisce in pieno la tutela dei
salari, con il recupero dello scarto inflattivo e l’inflazione
programmata. In più c’è un chiaro investimento sulla qualità del
lavoro”. "Unione Nazionale Enti di Beneficenza e
Assistenza"
L’accordo Agidae va inserito nel panorama
contrattuale complessivo del comparto, dove sono in vigore dieci
accordi; tra i più importanti, quello delle cooperative sociali
(160.000 addetti), l’Uneba (Unione nazionale enti di beneficenza e
assistenza 80.000 addetti), Anpas (Associazione nazionale delle
pubbliche assistenze) e Confederazione delle misericordie: contratti,
questi ultimi due, che dovrebbero essere unificati e che interessano
4.000 addetti e, indirettamente, 400.000 volontari. L’obiettivo
generale condiviso dai sindacati è quello di rendere omogeneii dieci
ccnl. Nelle piattaforme rivendicative predisposte, dunque, è stata
inserita una premessa iniziale uguale per tutti e, soprattutto, è
stato ipotizzata una griglia per il sistema di classificazione
identica: sei categorie ciascuna con sei posizioni economiche per i
lavoratori e, conseguentemente, identici valori economici per le
retribuzioni degli addetti.
Il contratto Agidae è stato il primo dei dieci a
essere rinnovato e questo rende i sindacati particolarmente ottimisti
per il destino delle altre piattaforme: “L’intesa con l’Agidae
– sottolinea il sindacalista – era, infatti, la più difficile,
proprio perché si partiva da un trattamento economico assai più basso
rispetto al resto del settore. Va dato atto all’associazione di aver
accettato la sfida della qualità: e cioè che se si vogliono operatori
qualificati è giusto retribuirli con salari adeguati”.
Oltre al salario e al nuovo sistema di
classificazione, il contratto Agidae prevede altri capitoli
qualificanti. E’ stata innanzitutto potenziata la
contrattazione, soprattutto di secondo livello. A livello regionale
sono stati demandati interventi per specifiche figure professionali
(nei casi, per esempio, in cui il tabellare risulti sottodimensionato)
e, soprattutto, la definizione di princìpi, parametri ed eventuali
valori economici su cui svolgere contrattazione a livello d’istituto.
“Un “passaggio” regionale – commenta il sindacalista – è
importante per verificare le disponibilità complessive delle singole
aree e arrivare alla contrattazione aziendale. E’ già successo con
il contratto Uneba: tre accordi regionali hanno poi prodotto una decina
di accordi aziendali”.
Particolarmente soddisfacenti, per i sindacati,
anche il capitolo sul part-time e il fatto che, tra le norme
contrattuali, non sia stata introdotta nessuna delle novità previste
dalla legge 30/03. Infine, una curiosità: per la prima volta in un
ccnl è prevista un’indennità, di 15 euro, per i lavoratori chiamati
in servizio quando sono in riposo.
(13 giugno 2003)
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