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Anche questa volta non è stato facile.
Per il precedente rinnovo c’erano voluti 24 mesi. Nell’ultima tornata
di mesi ne sono serviti 18, accompagnati da 20 ore di sciopero e da una
grande manifestazione nazionale, in autunno a Milano: la più grande
nella storia della categoria. Alla fine, comunque, i 40.000 addetti del
settore assicurativo hanno il nuovo contratto nazionale di lavoro.
L’ipotesi d’intesa è stata siglata il 18 luglio tra Ania e Fiba Cisl,
Fisac Cgil, Uilca Uil, Fna e Snfia e da settembre sarà al vaglio delle
assemblee dei lavoratori.
Il contratto arriva in una fase particolarmente “viva” del settore: i
grandi accorpamenti e ristrutturazioni ancora in atto, le polemiche
roventi sul sistema tariffario delle Rca auto, la progressiva crescita
della ricchezza prodotta dalle compagnie. Nel 2002 la raccolta dei
premi ha, infatti, raggiunto 87,7 miliardi di euro, il 15 per cento in
più sul 2001, e l’incidenza delle assicurazioni sul Pil è passata dal
4,8 per cento del ’98 al 7 per cento del 2002. Tutti dati che
giustificavano una piattaforma sindacale ambiziosa e che, invece, ha
trovato forti ostacoli nella trattativa con l’Ania.
“Dalla controparte ci sono state in questi mesi forti pregiudiziali su
molti temi – spiega Roberto Treu, della segreteria nazionale della
Fisac Cgil –. Il confronto più duro si è rivelato quello su orario e
flessibilità: l’Ania pretendeva d’intervenire unilateralmente sulla
banca delle ore e di avere carta bianca sulla gestione dell’orario
settimanale di lavoro”. Ma frizioni sono emerse anche su materie
altrettanto delicate, per esempio sull’area di applicazione del
contratto e sulla contrattazione di secondo livello, con l’idea, delle
controparti, di un premio aziendale differenziato fra “giovani” e
“vecchi” lavoratori.
“Fortunatamente – continua il sindacalista – queste impostazioni non
sono passate e siamo riusciti a portare a casa i contenuti portanti
della piattaforma”. Tra i risultati acquisiti c’è sicuramente un
aumento medio a regime di 129 euro al mese, con una quota per
l’andamento positivo del settore, e il rafforzamento del ruolo della
contrattazione. Oltre a tutelare i lavoratori, secondo i sindacati il
contratto raccoglie le sfide innovative in atto nel settore. Per
esempio, prevede decisivi miglioramenti per gli addetti ai
call center , in continua espansione; inoltre, traduce
contrattualmente il progressivo avvicinamento tra sistema bancario e
assicurativo: d’ora in poi il “produttore” che vende polizze potrà
trattare anche i prodotti finanziari.
La parte economica
Al quarto livello, settima classe, l’incremento è di 129 euro al mese.
A questa cifra bisogna aggiungere 1.915 euro di arretrati per il
periodo di vacanza contrattuale. In percentuale gli aumenti comprendono
una quota del 6,31 per cento, che rispetta i parametri dell’accordo di
luglio e che vengono erogati a partire dal 1° gennaio 2003; a questa
cifra bisogna, però, aggiungere un altro 0,20 per cento dal 1° gennaio
2004 (per l’andamento positivo del settore) e, dal 1° ottobre 2003, un
anticipo degli scatti di anzianità, variabile, che comunque comporta
minimo un altro 0,66 per cento in più. In tutto fa 7,17 per cento, a
fronte di una richiesta in piattaforma del 7,31. Nello scarto tra 7,17
e 6,31 per cento c’è il “di più”: cioè una parte di redditività delle
imprese redistribuita agli addetti.
“La nostra categoria – ricorda Treu – è stata la prima ad aver chiesto
di tener conto nel contratto dell’andamento di settore”. Al 7,17, poi,
bisogna aggiungere un altro 0,20 per cento a carico delle aziende per
il fondo di long term care a vantaggio dei non autosufficienti,
e circa un 2 per cento di ulteriore maggiorazione per gli addetti dei
call center.
Un’ultima considerazione sulla parte economica: l’inflazione presa in
considerazione per il biennio 2002-03 rispetta i parametri
“programmati” dal governo (rispettivamente 1,7 e 1,4 per cento), a
differenza di altri contratti o richieste di questi mesi. Tuttavia,
bisogna ricordare che la piattaforma degli assicurativi è stata
preparata nell’estate 2001, in un contesto economico e inflattivo molto
diverso. Sempre a causa del ritardo, poi, a fine dicembre scadrà il
biennio economico: “Con l’Ania – osserva il sindacalista – siamo già
d’accordo che andremo al recupero del differenziale con l’inflazione
reale. Mentre, per i due anni successivi, rivendicheremo l’inflazione
attesa e non quella programmata”.
Relazioni industriali e area
contrattuale
Per la prima volta viene sancito un doppio livello di confronto tra le
parti, di settore e aziendale, sulla qualità dei prodotti e dei servizi
assicurativi. “Prima – commenta Treu – era prevista solo
un’informativa, ora ci sono spazi d’azione del sindacato, che può
confrontarsi con le controparti su tutte le materie. Coerentemente, le
Rsu avranno maggiore possibilità d’intervenire su organizzazione del
lavoro, professionalità e formazione”. A questo proposito va segnalata
l’istituzione di un monte ore per la realizzazione di percorsi di
qualificazione e riqualificazione professionale da determinare insieme
ai sindacati e in aggiunta a quelli già organizzati dalle aziende. I
corsi saranno rivolti specificamente alle fasce di lavoratori coinvolti
nei processi riorganizzativi e a quelli da tempo esclusi dai progetti
formativi aziendali.
Significativa anche l’estensione dell’area contrattuale, in
controtendenza rispetto alle ipotesi di governo e Confindustria: in
caso di esternalizzazione di alcune attività (frequente, ad esempio,
per la liquidazione dei danni), agli addetti andrà comunque garantita
l’applicazione del ccnl degli assicurativi.
Diritti e tutele
Una novità di rilievo riguarda l’introduzione della long term care: un
contributo dello 0,20 a carico delle aziende che servirà a costituire
un fondo per l’assistenza mutualistica, integrativa del servizio
pubblico, per i casi di non autosufficienza. Sempre sul fronte salute
va sottolineato l’allungamento del periodo di conservazione del posto
di lavoro in caso di assenza per gravi malattie: da 12 a 15 mesi per
un’anzianità di servizio fino a dieci anni e da 18 a 24 mesi per tutti
gli altri. Viene poi costituito un osservatorio nazionale sul mobbing e
migliorata l’informazione in materia di pari opportunità. Soprattutto
non è previsto nessun automatismo rispetto alla legge 30/03 sul mercato
del lavoro: “Il contratto rimane centrale – conclude Treu –. Quando le
nuove norme saranno in vigore le parti verificheranno quali,
eventualmente, potranno essere recepite”.
(Rassegna sindacale n .30 luglio 2003)
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