CONTRATTI

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PRIMA

 

Assicurativi / Rinnovo per i 40 mila addetti

Più tutele più contrattazione

di Stefano Iucci

Anche questa volta non è stato facile. Per il precedente rinnovo c’erano voluti 24 mesi. Nell’ultima tornata di mesi ne sono serviti 18, accompagnati da 20 ore di sciopero e da una grande manifestazione nazionale, in autunno a Milano: la più grande nella storia della categoria. Alla fine, comunque, i 40.000 addetti del settore assicurativo hanno il nuovo contratto nazionale di lavoro.
L’ipotesi d’intesa è stata siglata il 18 luglio tra Ania e Fiba Cisl, Fisac Cgil, Uilca Uil, Fna e Snfia e da settembre sarà al vaglio delle assemblee dei lavoratori.

Il contratto arriva in una fase particolarmente “viva” del settore: i grandi accorpamenti e ristrutturazioni ancora in atto, le polemiche roventi sul sistema tariffario delle Rca auto, la progressiva crescita della ricchezza prodotta dalle compagnie. Nel 2002 la raccolta dei premi ha, infatti, raggiunto 87,7 miliardi di euro, il 15 per cento in più sul 2001, e l’incidenza delle assicurazioni sul Pil è passata dal 4,8 per cento del ’98 al 7 per cento del 2002. Tutti dati che giustificavano una piattaforma sindacale ambiziosa e che, invece, ha trovato forti ostacoli nella trattativa con l’Ania.

“Dalla controparte ci sono state in questi mesi forti pregiudiziali su molti temi – spiega Roberto Treu, della segreteria nazionale della Fisac Cgil –. Il confronto più duro si è rivelato quello su orario e flessibilità: l’Ania pretendeva d’intervenire unilateralmente sulla banca delle ore e di avere carta bianca sulla gestione dell’orario settimanale di lavoro”. Ma frizioni sono emerse anche su materie altrettanto delicate, per esempio sull’area di applicazione del contratto e sulla contrattazione di secondo livello, con l’idea, delle controparti, di un premio aziendale differenziato fra “giovani” e “vecchi” lavoratori.

“Fortunatamente – continua il sindacalista – queste impostazioni non sono passate e siamo riusciti a portare a casa i contenuti portanti della piattaforma”. Tra i risultati acquisiti c’è sicuramente un aumento medio a regime di 129 euro al mese, con una quota per l’andamento positivo del settore, e il rafforzamento del ruolo della contrattazione. Oltre a tutelare i lavoratori, secondo i sindacati il contratto raccoglie le sfide innovative in atto nel settore. Per esempio, prevede decisivi miglioramenti per gli addetti ai call center , in continua espansione; inoltre, traduce contrattualmente il progressivo avvicinamento tra sistema bancario e assicurativo: d’ora in poi il “produttore” che vende polizze potrà trattare anche i prodotti finanziari.

La parte economica

Al quarto livello, settima classe, l’incremento è di 129 euro al mese. A questa cifra bisogna aggiungere 1.915 euro di arretrati per il periodo di vacanza contrattuale. In percentuale gli aumenti comprendono una quota del 6,31 per cento, che rispetta i parametri dell’accordo di luglio e che vengono erogati a partire dal 1° gennaio 2003; a questa cifra bisogna, però, aggiungere un altro 0,20 per cento dal 1° gennaio 2004 (per l’andamento positivo del settore) e, dal 1° ottobre 2003, un anticipo degli scatti di anzianità, variabile, che comunque comporta minimo un altro 0,66 per cento in più. In tutto fa 7,17 per cento, a fronte di una richiesta in piattaforma del 7,31. Nello scarto tra 7,17 e 6,31 per cento c’è il “di più”: cioè una parte di redditività delle imprese redistribuita agli addetti.

“La nostra categoria – ricorda Treu – è stata la prima ad aver chiesto di tener conto nel contratto dell’andamento di settore”. Al 7,17, poi, bisogna aggiungere un altro 0,20 per cento a carico delle aziende per il fondo di long term care a vantaggio dei non autosufficienti, e circa un 2 per cento di ulteriore maggiorazione per gli addetti dei call center.
Un’ultima considerazione sulla parte economica: l’inflazione presa in considerazione per il biennio 2002-03 rispetta i parametri “programmati” dal governo (rispettivamente 1,7 e 1,4 per cento), a differenza di altri contratti o richieste di questi mesi. Tuttavia, bisogna ricordare che la piattaforma degli assicurativi è stata preparata nell’estate 2001, in un contesto economico e inflattivo molto diverso. Sempre a causa del ritardo, poi, a fine dicembre scadrà il biennio economico: “Con l’Ania – osserva il sindacalista – siamo già d’accordo che andremo al recupero del differenziale con l’inflazione reale. Mentre, per i due anni successivi, rivendicheremo l’inflazione attesa e non quella programmata”.

Relazioni industriali e area contrattuale

Per la prima volta viene sancito un doppio livello di confronto tra le parti, di settore e aziendale, sulla qualità dei prodotti e dei servizi assicurativi. “Prima – commenta Treu – era prevista solo un’informativa, ora ci sono spazi d’azione del sindacato, che può confrontarsi con le controparti su tutte le materie. Coerentemente, le Rsu avranno maggiore possibilità d’intervenire su organizzazione del lavoro, professionalità e formazione”. A questo proposito va segnalata l’istituzione di un monte ore per la realizzazione di percorsi di qualificazione e riqualificazione professionale da determinare insieme ai sindacati e in aggiunta a quelli già organizzati dalle aziende. I corsi saranno rivolti specificamente alle fasce di lavoratori coinvolti nei processi riorganizzativi e a quelli da tempo esclusi dai progetti formativi aziendali.
Significativa anche l’estensione dell’area contrattuale, in controtendenza rispetto alle ipotesi di governo e Confindustria: in caso di esternalizzazione di alcune attività (frequente, ad esempio, per la liquidazione dei danni), agli addetti andrà comunque garantita l’applicazione del ccnl degli assicurativi.

Diritti e tutele

Una novità di rilievo riguarda l’introduzione della long term care: un contributo dello 0,20 a carico delle aziende che servirà a costituire un fondo per l’assistenza mutualistica, integrativa del servizio pubblico, per i casi di non autosufficienza. Sempre sul fronte salute va sottolineato l’allungamento del periodo di conservazione del posto di lavoro in caso di assenza per gravi malattie: da 12 a 15 mesi per un’anzianità di servizio fino a dieci anni e da 18 a 24 mesi per tutti gli altri. Viene poi costituito un osservatorio nazionale sul mobbing e migliorata l’informazione in materia di pari opportunità. Soprattutto non è previsto nessun automatismo rispetto alla legge 30/03 sul mercato del lavoro: “Il contratto rimane centrale – conclude Treu –. Quando le nuove norme saranno in vigore le parti verificheranno quali, eventualmente, potranno essere recepite”.

(Rassegna sindacale n .30 luglio 2003)

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Fisac-Cgil