CONTRATTI

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PRIMA

 

Edili / L'apertura del negoziato

Un contratto di qualità

Si è aperto lo scorso 26 novembre presso la sede dell’Ance (l’associazione dei costruttori) il negoziato per il rinnovo del contratto nazionale dell’edilizia (in scadenza a fine anno), che interessa un milione e 100.000 addetti e circa 300.000 imprese, fra industriali, cooperative e artigiane. Messa a punto nel settembre scorso, e poi definitivamente approvata il 9 ottobre dai rispettivi tre comitati direttivi nazionali, la piattaforma unitaria di Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil (“Contro il lavoro nero, per la regolarità nei lavori pubblici e privati, per qualificare il mercato e il sistema d’impresa”) ha come asse centrale la qualità del lavoro. Soprattutto dopo gli ultimi tragici incidenti (Genova su tutti), il tema della condizione dei lavoratori nei cantieri sarà quello su cui si concentreranno le principali attenzioni dei sindacati degli edili, a partire dal rafforzamento degli interventi per la sicurezza e per la trasparenza e regolarità del mercato del lavoro.

“Il documento si può suddividere in tre parti – afferma Mauro Macchiesi, della segretario nazionale Fillea –: la prima riguarda le politiche di settore per combattere il lavoro irregolare, la destrutturazione d’impresa, la flessibilizzazione esasperata nei rapporti di lavoro”. La proposta delle sigle di categoria è, a tale riguardo, quella di un intervento sulla formazione, come elemento centrale per dare strutturalità e trasparenza al mercato del lavoro. Sempre in tema d’illegalità, i sindacati chiedono di attivare strumenti legislativi e contrattuali ad hoc. Una prima risposta dal governo è venuta dal Durc (Documento unico di regolarità contributiva), esteso dal 1° settembre anche ai lavori privati (nel quadro dei decreti attuativi della legge 30/2003), anche se, denunciano Fillea, Filca  e Feneal, permangono ritardi inammissibili da parte di due soggetti chiave dell’iniziativa, l’Inps e l’Inail, e dello stesso esecutivo. “L’obiettivo – prosegue Macchiesi – è creare migliori condizioni di lavoro, intervenendo non solo sulle risorse umane e sulla professionalità dei lavoratori, ma anche sul sistema delle imprese”.

La seconda grande novità della piattaforma è costituita dalla  contrattazione d’anticipo nei grandi lavori, un nuovo livello di confronto con le controparti datoriali, già sperimentato con successo con accordi specifici in alcuni importanti appalti, come quelli dell’Alta velocità ferroviaria. “Intendiamo generalizzare tale esperienza – rileva Macchiesi –, maturata negli ultimi quattro anni all’interno della contrattazione di secondo livello su scala territoriale. Chiederemo ai costruttori la contrattazione preventiva su organizzazione del lavoro, orari, sicurezza e logistica nelle attività del cantiere, in particolare sul versante dei tempi di lavoro. Ma non solo: siamo per applicarla anche per quanto riguarda i livelli d’informazione sull’entità dei lavori da eseguire, le modalità e i tempi, per rispondere alle nuove norme di modifica del sistema degli appalti pubblici, a seguito dell’introduzione del General contractor”.

La terza parte della piattaforma riguarda i diritti di una pluralità di soggetti: dagli ultimi arrivati (sindacalmente parlando), i restauratori e gli archeologi, alle donne. Per le lavoratrici, Fillea, Filca e Feneal rivendicano il riconoscimento dell’integrazione al 100 per cento della normale retribuzione netta per i primi cinque mesi d’assenza obbligatoria per maternità, finora non prevista dal ccnl, oltre all’estensione della salvaguardia del posto di lavoro in caso di malattia. Sempre in materia di diritti, un paragrafo specifico della piattaforma attiene agli immigrati, che costituiscono ormai il 30 per cento della forza lavoro del settore, con punte del 50 in alcune grandi realtà. Qui il sindacato punta a estendere ai lavoratori stranieri i corsi di formazione d’ingresso, assieme al riconoscimento di tre settimane continuative di ferie, in modo da poter consentire di tornare nei paesi d’origine. Le organizzazioni di categoria hanno espresso in più occasioni la volontà di arrivare presto alla firma del contratto. “Obiettivo possibile – afferma Franco Martini, segretario generale della Fillea –, perché su molti temi, oggetto della piattaforma, le parti non hanno mai interrotto il confronto in questi anni”. Dopo il primo scambio di valutazioni, imprese e sindacati si rivedranno il 16 dicembre per studiare i profili di metodo e poi torneranno a riunirsi il 14 gennaio, permettendo alle rispettive delegazioni un esame più approfondito delle questioni sul tappeto.

(Rassegna sindacale, n. 45, 4-10 dicembre 2003)

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