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I 600 mila dipendenti degli enti locali hanno un
nuovo contratto collettivo di lavoro. L'accordo è stato raggiunto oggi
tra i sindacati e l'Aran, l'agenzia delegata a negoziare dal governo.
L' intesa prevede un aumento retributivo medio a regime di 106 euro
mensili.
I benefici economici previsti complessivamente - spiega una nota dell'Aran
- ammontano a 94,5 euro pari al 5,66 per cento di crescita delle
retribuzioni, cui si aggiungono ulteriori 11,5 euro pari allo 0,5% piu'
lo 0,2% per gli enti in ''salute finanziaria''. Il totale complessivo a
regime e' di 106 euro mensile pro capite. Le risorse destinate alla
contrattazione integrativa sono aumentate dall' 1 gennaio 2003 di 11,5
euro mensili pro capite per tutti gli enti di comparto; 8,3 euro
mensili pro capite solo per quegli enti che non siano in deficit o
dissesto e che rispettino i parametri di spesa del personale entro
precisi limiti di bilancio; 3,2 euro mensili pro-capite anch' esso
condizionato alla salute finanziaria dell' ente e destinato alla
valorizzazione delle professionalita'. Con questo nuovo contratto, poi,
debutta l'''indennita' di comparto'' il cui importo complessivo medio
mensile e' pari a 40 euro, di cui pero' solo 3,8 euro mensili
provengono da risorse 'fresche', mentre la restante parte riutilizza
fondi gia' finalizzati alla contrattazione integrativa. A cio' si
aggiunge l' importo mensile di 2,6 euro pro-capite per la rivalutazione
di 25 euro mensili dell'indennita' per il personale dell' area di
vigilanza. L'Aran rende noto, inoltre, che e' stata soppressa la norma
che prevedeva la possibilita' per gli enti ''virtuosi'' di aumentare
senza limiti le risorse della contrattazione integrativa.
Sul piano normativo, di particolare rilievo è la riconferma
dell’attuale modello contrattuale articolato su due livelli con il
consolidamento dell’impianto di relazioni sindacali, in particolare
per i piccoli comuni e per le unioni dei comuni valorizzando così la
complessità del sistema delle Autonomie Locali e contribuendo, nel
contempo, alla sua coesione. Significativa è la norma di salvaguardia
per i lavoratori coinvolti nei processi di trasformazione,
esternalizzazione, privatizzazione, per i quali è prevista la
continuità della applicabilità del Contratto Nazionale delle
Autonomie Locali. Il nuovo contratto, inoltre, conferma la validità
dei contratti collettivi precedentemente stipulati, in particolare per
quanto concerne l’orario di lavoro settimanale di 36 ore. Infine sul
sistema di classificazione è stata introdotta, per ogni categoria di
inquadramento, una ulteriore posizione di sviluppo orizzontale. È
stata inoltre istituita la Commissione della classificazione che dovrà,
entro la vigenza dell’accordo contrattuale, realizzare una piena
valorizzazione delle professionalità, con particolare riferimento al
personale educativo scolastico, socio-sanitario, agli ufficiali dello
stato civile e dell’anagrafe e agli addetti alla comunicazione.
Palpabile la soddisfazione dei sindacati, che concludono un lungo
negoziato più volte sospeso a causa delle retromarce del
governo.
Per i rappresentanti delle organizzazioni del lavoro si tratta di
''buon contratto che tutela il potere d' acquisto delle retribuzioni''.
A questo punto i sindacati chiedono una rapida definizione dei
contratti pubblici ancora aperti, a cominciare da quello della sanità.
''A 22 mesi dalla scadenza del contratto e dopo quattro scioperi e una
manifestazione a Roma - ha affermato il segretario nazionale della
Fp-Cgil, Carlo Podda - i lavoratori delle Autonomie locali hanno un
loro contratto. E' un fatto importante, il riconoscimento di un diritto
finora negato''. Secondo un altro segretario nazionale
dell'organizzazione di categoria della Cgil, Giovanni Pagliarini, i
lavoratori ''sapranno riconoscere e valorizzare gli obiettivi
raggiunti''. Per il segretario generale della Fps-Cisl, Rino Tarelli,
si tratta di un ''buon contratto non solo per gli aggiustamenti sul
salario tabellare, ma anche perche' non si e' persa l' occasione di
migliorare il rapporto di lavoro ed i servizi con una attenzione
particolare alle professionalita' e all'aggiornamento professionale dei
dipendenti. L' obiettivo del contratto e' il miglioramento della
qualita' dei servizi pubblici''. ''Abbiamo siglato una buona intesa -
ha affermato il segretario generale della Uil-Fpl, Carlo Fiordaliso -
oltre agli aspetti economici sono contenute nel contratto alcune
affermazioni importanti, come quella secondo cui ai lavoratori
coinvolti nei processi di esternalizzazione sara' applicato questo
stesso accordo. Da domani consideriamo indilazionabile una rapida
definizione del contratto per la sanita'''.
''Sono certo che la sottoscrizione di un contratto cosi' importante
contribuira' a rasserenare il quadro dei rapporti sociali nel nostro paese''.
Cosi' il presidente dell' Aran, Guido Fantoni, ha commentato l'accordo.''Stiamo
tenendo fede al calendario che ci eravamo dati a partire dalla fine di
luglio per la conclusione dei contratti pubblici ancora aperti - ha
aggiunto Fantoni -. Ritengo doveroso da parte mia ringraziare il
ministro per la Funzione pubblica, Luigi Mazzella, e il
sottosegretario, Learco Saporito, per la loro preziosa azione di
supporto che ci ha consentito la conclusione di una trattativa
difficile e complessa''.
(16 ottobre 2003)
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