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Artigiani metalmeccanici/ L'accordo ponte

All'insegna dell'unità sindacale

Per ora è solo un accordo ponte, in attesa della definizione della riforma del settore. È l’intesa dei metalmeccanici artigiani, che Fiom, Fim e Uilm hanno sottoscritto con Confartigianato, Cna e Casartigiani sulla parte economica del contratto, che interessa circa 400.000 lavoratori. Un accordo che coprirà un lungo periodo di vacanza contrattuale (il precedente era scaduto il 30 giugno 2000). Per questo motivo, ai lavoratori interessati saranno corrisposti 49,11 euro d’aumento dei minimi contrattuali, pari a un incremento del 5,075 per cento, insieme a 320 euro di importo una tantum, suddivisa in due tranche (la prima fruibile da metà marzo, l’altra da metà luglio 2003), a titolo d’integrale recupero dell’inflazione reale di 21 mesi pregressi (dal 1° luglio 2000 al 31 marzo 2002). L’intesa raggiunta il 16 gennaio, dopo una trattativa durata molti mesi, non conclude la vertenza complessiva per il rinnovo della categoria. Quello firmato, spiegano in casa sindacale, è un accordo provvisorio, in attesa dei risultati che usciranno dal tavolo confederale tra le parti sulla verifica degli attuali assetti contrattuali, che stabiliscono un livello nazionale e un sistema regionale di confronto.

Il negoziato, che ha per finalità la riforma dell’intero sistema contrattuale artigiano (così come previsto dall’intesa del 20 maggio 2002) e dove, tra l’altro, si discute dello spostamento di alcune materie sul secondo livello, compreso il salario, sta procedendo al rallentatore, anche per le differenti posizioni fra i sindacati. «La Fiom ha presentato una sua piattaforma autonoma – spiega Giorgio Cremaschi, della segreteria nazionale del sindacato meccanici Cgil – e sarà rigorosa nell’esigere che essa sia discussa, entro le date concordate, con le controparti. Restano, purtroppo, tutte le differenze sulla democrazia sindacale e sui contenuti delle rivendicazioni, che sia con gli artigiani, sia relativamente agli altri contratti, hanno impedito e impediscono la costruzione di piattaforme comuni fra le sigle di categoria. L’accordo raggiunto dimostra tuttavia che la fermezza nel sostenere le richieste dei lavoratori, anche in situazioni molto difficili, produce comunque dei risultati». L’intesa salariale per gli artigiani è particolarmente importante, sottolinea ancora il dirigente Fiom: una categoria di lavoratori «in cui sono deboli i rapporti di forza e dove, di conseguenza, le controparti possono permettersi di aspettare anni prima di contrattare un risarcimento». «Anche per questo – osserva Cremaschi –, la Fiom parteciperà con convinzione al referendum per estendere a tutti l’articolo 18 dello Statuto e per far sì che i lavoratori siano uguali dal punto di vista delle possibilità di sostenere i propri diritti e di avere i contratti».

«Da tempo – aggiunge Gianni Scaltriti, coordinatore nazionale per la Fiom degli artigiani metalmeccanici –, abbiamo formalizzato la nostra piattaforma, caratterizzandola in particolare sulla riconferma degli assetti contrattuali, sul recupero pieno dell’inflazione reale e della produttività, sull’allargamento della sfera dei diritti nella direzione di un sostanziale allineamento delle condizioni dei lavoratori delle imprese artigiane con quelle dei lavoratori dell’industria metalmeccanica, su un’attenta verifica delle esperienze di bilateralità, prevedendo il rilancio degli attuali istituti, a partire da Artifond». La ritrovata unità sindacale nel comparto è positiva anche per gli altri sindacati di categoria. «Quest’esperienza – rileva Luca Colonna, segretario nazionale della Uilm – può far da monito a quanto potrà succedere all’apertura della trattativa con Federmeccanica per il rinnovo contrattuale dell’intera categoria. Lì le premesse depongono male, con il sindacato che si presenterà alla discussione negoziale esponendo tre piattaforme diverse. L’intesa degli artigiani insegna che si dovrà lavorare per giungere a un buon accordo con la parte datoriale a favore dei lavoratori. Bisognerà farlo senza perdere mesi e, possibilmente, insieme».

(Rassegna sindacale, n. 3, 28 gennaio 2003)

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