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Il rinnovo contrattuale per i 12 mila
addetti delle cooperative nel settore metalmeccanico è stato firmato
la notte scorsa. Ma è l'ennesimo accordo separato. E' stato
sottoscritto solo da Legacoop, Confcooperative e Agci con le
organizzazioni di categoria Fim-Cisl e Uilm-Uil. La Fiom Cgil non l'ha
siglato perché sul piano normativo e dei diritti lo ritiene identico a
quello di Federmeccanica, e dunque inaccettabile.
La parte economica del contratto prevede un aumento retributivo di 90
euro in due tranche di 45 Euro, la prima il primo giugno 2003 e la
seconda il primo maggio 2004 e una 'una tantum' di 220 Euro. Non c'è
quindi il meccanismo dell'anticipo
previsto dal contratto di Federmeccanica; nessun trucco nei 90 euro
di aumento. Lo riconosce la stessa Fiom, che sottolinea come la
Cooperazione abbia "deciso alcune modifiche rispetto
all’impostazione salariale della Federmeccanica, non riproponendo
l’anticipo in questo contratto delle spettanze del biennio prossimo".
Tuttavia i metalmeccanici della Cgil rimproverano alle associazioni
delle cooperative di essersi mosse "nello schema
dell’accordo-fotocopia proprio sul decisivo terreno dei diritti e
delle normative. Questo, in particolare, - si legge in una nota della
Fiom - sul mercato del lavoro e nell’applicazione della legge 30 e
delle altre leggi e decreti del governo Berlusconi che aumentano
precarietà e flessibilità selvaggia del lavoro".
Secondo la Fiom "ha pesato
evidentemente, nelle decisioni delle Cooperative, l’adesione di un
anno fa al Patto per l’Italia. Ora, quella scelta si traduce in un
accordo che per le aziende cooperative costituisce un assurdo tentativo
di omogeneizzazione al sistema confindustriale. In questo modo, le
aziende cooperative mettono in discussione persino la necessità di un
accordo specifico che le riguardi visto che, sui temi normativi di
fondo, subiscono totalmente l’impostazione delle imprese
confindustriali".
La Fiom, che rappresenta la quasi
totalità della rappresentanza aziendale, giudica " la firma
dell'accordo separato come "un fatto di particolare gravità che
lede i diritti dei lavoratori e colpisce funzione e cultura del
movimento cooperativo in Italia" e come "una violazione senza
precedenti della correttezza delle relazioni sindacali e della
democrazia nel rapporto con i lavoratori".
I metalmeccanici della Cgil hanno
convocato per il 16 luglio, a Bologna, l’assemblea dei delegati delle
cooperative e proporrà in quella sede le iniziative adeguate a
respingere l'accordo separato.
(9 luglio2003)
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