CONTRATTI

.

.

.

PRIMA

 

Ministeriali

Un rinnovo 
che può fare 
da apripista

106 euro in più 
in busta paga

Indice

Indietro

Il contratto dei ministeriali / Intervista a Laimer Armuzzi (Fp Cgil) 

Un rinnovo che può fare da apripista

di Enrico Galantini

Il contratto dei ministeriali è stato firmato da poche ore quando incontriamo Laimer Armuzzi, segretario generale della Funzione pubblica Cgil. Sono già uscite in rapida successione le agenzie di stampa che danno la notizia e due «take», a pochi minuti di distanza l’uno dall’altro, parlano di aumenti di 106 euro, il primo e di 109, il secondo. È da qui che parte la nostra intervista: come prima cosa infatti domandiamo ad Armuzzi quale sia il vero aumento, quale sia la cifra vera. «Tutt’e due – risponde il segretario generale della Fp Cgil –. Sono due modi di contare le stesse cifre. La prima, i 106 euro, la si ottiene con un semplice calcolo aritmetico, dividendo il montante complessivo degli aumenti per il numero dei dipendenti interessati. La seconda, i 109 euro, corrisponde invece all’aumento che abbiamo ottenuto per il sesto livello, la nostra “figura di riferimento”. Io personalmente preferisco usare questo secondo dato».

Rassegna
  In entrambi i casi, comunque, un aumento consistente...

Armuzzi
   E per di più, in questo contratto, per la prima volta le risorse stanziate sono all’80 per cento sulla parte fissa della retribuzione (paga base e contingenza più indennità amministrativa). Le volte precedenti non avevano superato il 70: ma in questa tornata abbiamo puntato a stabilizzare salario, per recuperare da un lato il potere d’acquisto perso e, dall’altro, per garantirci dalla futura perdita, sempre di potere d’acquisto. L’incremento di 77,11 euro su paga base e contingenza equivale a un aumento del 6 per cento secco. Quindi, al di là di quel 5,66 che il governo dice di averci messo. D’altra parte, l’accordo di febbraio 2002 parlava di aumenti pari a 100,71 euro complessivi al sesto livello. Oggi gli euro d’aumento sono 109,39. Se la cifra di febbraio era il 5,66 per cento, come fa a esserlo anche questa?

Rassegna  Questo dal punto di vista economico. Da quello normativo, quali sono le novità più interessanti?

Armuzzi  Secondo me è quanto abbiamo deciso sulla contrattazione integrativa. C’era stata una sentenza della Corte costituzionale che, equiparando in pratica i meccanismi di selezione interna a concorsi, con l’obbligo quindi di garantire almeno il 50 per cento di nuove assunzioni dall’esterno, di fatto aveva inibito la contrattazione integrativa sulla valorizzazione delle professionalità. Nel contratto si prevede lo sblocco di questa situazione, con alcuni accorgimenti di natura tecnica che consentono di considerare valido quanto è stato fatto fino adesso e di riprendere la contrattazione integrativa nei ministeri. Ci sono poi alcune innovazioni significative in fatto di lotta al mobbing e alle molestie sessuali, con comitati e sportelli d’ascolto. Sono previste anche sanzioni per rendere più concreto questo impegno sancito dal contratto. Dal punto di vista normativo, in senso più lato, c’è poi un fatto che io credo abbia una grande rilevanza politica.

Rassegna
   E cioè?

Armuzzi    Il fatto che il governo, nei contratti dove è datore di lavoro, non utilizza le norme che esso stesso ha varato in tema di mercato del lavoro e di flessibilità. E infatti nel contratto firmato non c’è nulla di quanto previsto dall’avviso comune sul tempo determinato, non c’è nulla della 848. non c’è nulla dell’ultimo decreto sull’orario di lavoro. Anzi. Il contratto fa di più: ripristina la situazione precedente, comprese le causali e le percentuali sulla flessibilità che l’avviso comune e la legge 848 avevano tolto di mezzo. A me pare questa la parte politicamente più rilevante. Insieme, è ovvio, al fatto che il governo conceda aumenti superiori all’inflazione programmata.

Queste due cose messe assieme possono dare una spinta anche alla contrattazione nel privato. Nonostante alcune organizzazioni sindacali – per non far nomi, Fim e Uilm – si affannino a dire che tra i due contratti non è possibile nessun paragone. È vero, il contratto dei metalmeccanici e quello dei ministeriali sono due cose diverse. Ma se il protocollo del 23 luglio era il punto di riferimento di tutti i contratti, un qualche paragone lo si potrà pur fare, no? E poi il fatto di poter mettere dentro un contratto norme di un tipo o di un altro non dipende dal fatto che i contratti sono diversi ma da come viene gestito il tavolo della contrattazione. Se si vogliono avere o no flessibilità di un certo tipo dipende dalla volontà politica di chi stipula i contratti, non dalla tipologia dei contratti.

Rassegna  A giudicare dalle conclusioni, il governo è stato per voi, a parte i tempi, una controparte quasi ideale…

Armuzzi  Evidentemente il governo è capace di fare atti legislativi purché le cose non lo riguardino da vicino. Togliere un diritto sull’articolo 18 a chi ti sta lontano è facile. Quando invece ce l’hai in casa è più complicato. Ci devi fare i conti. E magari qualcuno punta su un’area di consenso che può ricevere solo mettendosi in contraddizione con qualcosa che ha fatto il giorno prima. Del resto nel governo ci sono diverse linee. C’era di sicuro anche chi il contratto non lo voleva fare.

Rassegna
  Non tutti quindi  saranno contenti…

Armuzzi  Non so se Tremonti, Maroni, Sacconi siano tanto contenti. Penso di no. Come del resto Confindustria. Ma non credo che nessuno oserà metterlo in discussione, questo contratto. Perché, se lo facessero, dovrebbero mettere in conto una fase di conflittualità nel settore pubblico come mai c’è stata nel paese.

Rassegna
   Questo contratto, tra i vari aspetti positivi, ha quello di essere stato raggiunto e firmato  unitariamente da tutti e tre i sindacati confederali. È stato difficile?

Armuzzi   No, ma questo contratto non l’abbiamo firmato perché era unitario, quanto  per i suoi contenuti. Certo, poi siamo contenti che sia unitario, perché questo senza dubbio gli dà un valore aggiunto. Ma il fatto dell’unità in sé non ci sarebbe bastato per firmarlo, se non fossimo stati convinti dei contenuti.

Rassegna  Diciamo che l’unità ha aiutato a farlo…

Armuzzi   Non c’è dubbio. Ma questo è stato possibile perché sui contenuti, nella piattaforma, abbiamo trovato un punto di sintesi senza cedere sui diritti.

Rassegna  Fatto questo contratto, adesso tocca agli altri comparti pubblici. La strada è in discesa?

Armuzzi  Non ci sono automatismi. Certo, anche per gli altri contratti pubblici questo è comunque un apripista. Ma ogni contratto ha la sua storia. Il fatto che gli aumenti tabellari siano al 6 per cento serve di sicuro a stabilire un punto di riferimento anche per le altre trattative. Ma, ripeto, non ci sono automatismi. Il governo, in questa Finanziaria, gli enti locali e le Regioni li ha taglieggiati davvero. Ci sono difficoltà che non disconosciamo per i contratti di enti locali e sanità. Ma se qualcuno pensa che le difficoltà debbano pesare solo sui lavoratori, noi non siamo d’accordo. Anzi. Per questo pensiamo che sia utile procedere rapidamente non solo all’apertura dei tavoli ma anche a confronti trilaterali – governo, autonomie locali e regioni, sindacato – perché il governo deve assumersi la responsabilità delle operazioni finanziarie che ha fatto. Sarebbe un errore politico-strategico non coinvolgere il governo in questi rinnovi: pur non essendo lui il datore di lavoro, l’esecutivo deve assumersi la responsabilità delle scelte che ha fatto.

Rassegna  Contrattazione integrativa. La grande novità della stagione contrattuale del pubblico impiego dopo la riforma. Che  bilancio se ne può trarre?

Armuzzi  In questi anni abbiamo coinvolto nella contrattazione integrativa circa il 90 per cento dei lavoratori, in tutti i comparti. Occorre adesso ridarle impulso immediato, appena chiusi i vari contratti, , in particolare sulle questioni che riguardano difesa dei diritti e organizzazione del lavoro. Attraverso queste due «chiavi» infatti si possono raggiungere risultati importanti: maggiore efficienza della macchina, valorizzazione del lavoro e difesa del servizio pubblico, contro la demolizione che questo governo  sta cercando di farne.

(Rassegna sindacale, n.9, marzo 2003)

LINK

Fp Cgil

Fps Cisl

Uilpa

Aran