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Integrativo Peroni

Al bando gli Ogm

Alimentare

Tutelati diritti e potere d'acquisto dei salari

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Integrativo Peroni

Al bando gli Ogm

di Stefano Iucci

Ogm? No, grazie. L’accordo integrativo Peroni è il primo che sancisce l’impegno da parte di un grande gruppo dell’industria alimentare a non utilizzare, nella preparazione dei prodotti, organismi geneticamente modificati. Il cosiddetto free ogm si sposa poi con i capitoli del nuovo contratto relativi alla tracciabilità e qualità del prodotto: l’ambizione delle parti è quella di coniugare la tutela e la sicurezza dei lavoratori con quella dei cittadini consumatori. L’azienda, dunque, s’impegna a proseguire nell’applicazione del sistema di certificazione Iso 9000 e nell’attività di monitoraggio dall’arrivo delle materie prime fino alla consegna del prodotto al primo cliente: si tratta, appunto, del “tracciato” che consente di ricostruire e di evidenziare per il consumatore tutte le fasi della produzione. Non solo: il parametro della qualità della produzione ha anche un peso importante nella determinazione del premio per obiettivi. Complessivamente, il premio vale, nel quadriennio, 5.060 euro: “Con un incremento – sottolinea Vincenzo Lacorte, della segreteria nazionale Flai Cgil – di oltre il 32 per cento rispetto al precedente”.

L’accordo Peroni, siglato il 16 luglio tra l’azienda e le categorie di Cgil, Cisl e Uil, arriva in un momento particolare nella storia del celebre marchio italiano. Nel maggio 2003 la Holding Birra Peroni Spa (che detiene il 100 per cento della Spa Birra Peroni) è entrata a fare parte del gruppo Sab Miller, uno dei maggiori produttori mondiali del settore birrario (inglese-sudafricano), presente in 24 paesi, con oltre 64.000 addetti e 120 milioni di ettolitri di bevanda prodotti ogni anno. Birra Peroni ha, invece, in Italia quattro stabilimenti (Roma, Napoli, Padova, Bari), con circa 900 dipendenti e 4,7 milioni di ettolitri prodotti nel 2002.

Tra le novità dell’accordo, va segnalato un nuovo schema di relazioni industriali, con la calendarizzazione di due momenti di confronto annuale a livello di gruppo per l’esame e la verifica congiunta delle dinamiche relazionali e produttive. “Si tratta di un importante strumento di partecipazione – commenta il sindacalista –, grazie al quale i lavoratori sono messi in grado di capire l’andamento del gruppo, del mercato”. L’altra novità è l’istituzione di un osservatorio bilaterale di gruppo con 500 ore  a disposizione per i rappresentanti delle rsu.

Il capitolo degli appalti e delle terziarizzazioni, insieme a quello della sicurezza, ribadisce, come definito nel ccnl degli alimentaristi il vincolo della non appaltabilità di tutte le lavorazioni proprie della produzione. Per la prima volta, inoltre, la vigilanza e la verifica sulla sicurezza potranno essere svolte congiuntamente da Rls e rappresentante datoriale anche nelle aziende appaltanti.

Infine, formazione e salario di gruppo. Quanto alla formazione, i sindacati hanno ottenuto che tutti i lavoratori, a prescindere dalle qualifiche, debbano essere coinvolti nei percorsi, l’esito dei quali dovrà essere valutato da direzione e rsu che dovranno decidere insieme sulla conseguente ricaduta nell’inquadramento professionale. Si tratta di un importante rafforzamento della contrattazione aziendale. Cambia, come detto, il premio per obiettivi, che si articola in parte economica, gestionale e qualitativa per un importo complessivo, nel quadriennio, di 5.060 euro. Le novità del premio: aumenta la quota riservata ai singoli siti produttivi, che passa al 50 per cento dell’importo complessivo (prima era il 30), il 10 per cento del quale è riservato, appunto, alla qualità (certificazioni Iso, Emag). In più, il premio verrà corrisposto, in dodicesimi, anche ai lavoratori assunti a tempo determinato o interinali: “Passa il principio – conclude Lacorte – che, a parità di cose fatte, i lavoratori sono tutti uguali”.

(17 luglio 2003)

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