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La busta paga 
non ignora 
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Chimici / Rinnovato il contratto delle piastrelle

La busta paga non ignora l'inflazione reale

di Stefano Iucci

Un altro contratto che guarda all'inflazione europea e non allo striminzito 1,4 per cento deciso dal governo in sede di Dpef. Dopo l'intesa di dicembre sul vetro (ufficialmente censurata da Confindustria), con il rinnovo del contratto nazionale dell'industria delle piastrelle la categoria dei chimici segna un altro punto importante in un contesto economico e politico particolarmente complesso. Ai 35.000 addetti del settore (l'80 per cento concentrati tra Sassuolo, Modena e Reggio Emilia) sarà corrisposto un aumento per il primo biennio economico del 6 per cento, comprensivo di un 2 per cento di recupero del differenziale inflattivo sui due anni precedenti e di un 4 per cento di inflazione programmata. Altra scelta in controtendenza, la redistribuzione a livello di ccnl di una quota di produttività di settore. «È un ottimo risultato ­ sottolinea Alberto Geraci, della segreteria nazionale Filcea ­ , che va ben oltre l'1,4 per cento di inflazione programmata stabilito dal governo e che, rispetto alle difficoltà del momento, offre soluzioni positive ai lavoratori, anche sul piano della tenuta del sistema dei diritti, sotto costante attacco in questi mesi». È la strada maestra che la categoria intende seguire anche per il futuro: «Proprio in questi giorni ­ spiega Giancarlo Straini, della segreteria nazionale Filcea ­ stiamo lavorando, con gli stessi obiettivi, al rinnovo del contratto delle lampade».

La piattaforma è stata varata a maggio del 2002. Per arrivare alla firma ci sono volute 22 ore di sciopero (un dato conflittuale inedito per il settore), quasi sempre in contemporanea con le altre agitazioni e iniziative di lotta della Cgil nel corso dell'anno. «Sulla trattativa ­ commenta Geraci ­ ha pesato una controparte, l'Assopiastrelle, che ha cercato in tutti i modi di creare divisioni nella Fulc per ottenere risultati contrattuali più favorevoli. Fortunatamente l'insieme dei lavoratori e il gruppo dirigente hanno retto bene. E in questi giorni nelle assemblee registriamo consensi oltre il 90 per cento».

Sul piano retributivo, il 6 per cento di aumento corrisponde, al livello medio contrattuale individuato nella categoria D1, a un incremento totale di 90 euro mensili così scaglionati: 60,00 euro dal primo gennaio 2003 e gli altri trenta dal primo gennaio del 2004. In più agli addetti sarà corrisposta una una tantum di 210 euro, sempre a livello D1. «In aggiunta all'aumento corrisposto sui minimi ­ spiega Straini ­, il nuovo contratto redistribuisce ai lavoratori una quota di produttività di settore, attraverso la riduzione di 8 ore per i turnisti (oltre il 70% nel comparto ndr), il recupero di una mezza giornata festiva, e l'aumento della quota a carico delle aziende per la previdenza integrativa». Tra i capitoli più significativi dell'accordo c'è anche un capitolo molto articolato su ambiente e sicurezza che, a detta dei sindacati, va oltre i contenuti del dlgs 626/94: oltre alla conferma delle materia di confronto in azienda, i Rls avranno un maggiore potere d'intervento, con un monte ore formativo più sostanzioso rispetto a quello stabilito per legge. La formazione, si legge all'articolo 2 del ccnl, «verrà periodicamente ripetuta in relazione all'evoluzione dei rischi» e sarà progettata ed eseguita congiuntamente tra azienda e sindacati.

Articolato anche il capitolo generale sulla formazione, che conferma
l'impostazione già adottata nel ccnl dei chimici. Oltre, infatti, al normale aggiornamento professionale, progettato spesso unilateralmente dalle imprese, l'accordo prevede lo sviluppo della formazione continua e dei patti formativi individuali tra singoli lavoratori e azienda. Le parti hanno lavorato a fondo anche sulle relazioni industriali. Oltre al rafforzamento dell'Osservatorio nazionale e alla prassi del confronto preventivo, dice Geraci, «siamo riusciti a rafforzare il confronto aziendale, mettendo insieme materie come orari, organizzazione del lavoro, inquadramento. Insomma: la partecipazione intesa non come slogan ma come reale possibilità d'intervento dei lavoratori sulle materie che interessano i lavoratori». Infine, va segnalato un piccolo ma significativo intervento in materia di mercato del lavoro: il contratto reintroduce l'esclusione delle categorie più basse dal lavoro interinale che era stata invece recentemente eliminata per legge.

(10 gennaio 2003)

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