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118 euro di aumento per 14 mensilità (livello medio contrattuale il 4°),
con una rivalutazione media del salario contrattuale dell' 11,50% nell'arco di vigenza del contratto,
così da garantire nel quadriennio di copertura il pieno recupero del potere di acquisto delle retribuzioni dei lavoratori.
Un milione e mezzo di dipendenti del settore turismo (escluso il lavoro
nero, stimato al 20%) hanno un nuovo contratto nazionale. L'ipotesi di
accordo è stata sottoscritta dai sindacati di categoria Filcams Fisascat Uiltucs
con le associazioni aderenti alla Confcommercio Confturismo (Federalberghi, Fipe, Fiavet, Faita) e Federreti.
Il negoziato ha impegnato il settore per 18 mesi. L'intesa raggiunta,
si legge in una nota, ''tiene conto delle particolari caratteristiche
del settore e, pur nel rispetto degli accordi fissati nel Protocollo
del 23 luglio 1993, stabilisce una durata quadriennale sia per la parte
economica che per quella normativa. Il contratto che scadra' il 31
dicembre 2005, non prevede infatti la fase di rinnovo del biennio
economico e definisce sin d'ora la retribuzione per tutto il periodo di
durata del contratto''. Tra le novità l'introduzione dell'assistenza
sanitaria integrativa per i lavoratori, a partire dal 1 gennaio 2005,
finanziata dalle imprese (7 euro) e dai lavoratori (3 euro) ogni mese.
Sul part time e' aumentato il monte ore di lavoro supplementare, mentre
vengono introdotte nuove figure professionali, in parte gia' presenti
nel settore, soprattutto per la ristorazione moderna mentre la
disciplina sull'orario di lavoro, prevista dal recente decreto
legislativo, viene 'personalizzata' secondo le esigenze del settore. Il
contratto prevede inoltre ''la definizione di una serie di richieste
che il settore rivolge al Governo, sotto forma di avviso comune sui
temi del credito d'imposta, della formazione, della semplificazione
delle procedure amministrative e contributive e degli appalti nel
settore della ristorazione collettiva.
I punti qualificanti dell'ipotesi di accordo, comunicano i sindacati in
una nota unitaria, sono i seguenti:
* valorizzazione del 2° livello di contrattazione attraverso un meccanismo di parametri finalizzati a facilitare i confronti della contrattazione decentrata che rappresenta per l'intero settore un'opportunità da realizzare nei prossimi mesi;
* ulteriori diritti per quanto riguarda maternità e infortunio;
* la contrattualizzazione di una serie di norme sul mercato del lavoro, che rappresentano un'evoluzione del sistema contrattuale finalizzato allo sviluppo dell'occupazione ed alla gestione contrattata delle flessibilità
rispetto alla legislazione vigente;
* conferma e allargamento del diritto di precedenza per i contratti a termine;
* tale istituto interessa anche il 100% dei lavoratori stagionali che nel settore sono oltre 250.000;
* l'ipotesi di accordo ha inoltre istituito per tutte le tipologie di lavoro un fondo di assistenza sanitaria integrativa, non sostitutiva del servizio sanitario nazionale, innovativa nel settore, finanziata per il 70% dal sistema delle imprese;
* infine, l'ipotesi di accordo prevede aumenti a regime che si attestano su 118 euro per 14 mensilità (livello medio contrattuale il 4°).
Gli aumenti realizzati consentono una rivalutazione media del salario contrattuale dell' 11,50% nell'arco di vigenza del contratto, garantendo al quadriennio il pieno recupero del potere di acquisto delle retribuzioni dei lavoratori».
L'aumento sarà suddiviso in quattro tranches (40 euro a luglio 2003,
30 a dicembre 2003, 30 a settembre 2004 e 18 a luglio 2005) oltre
all'una tantum di 300 euro, a copertura del periodo di carenza del
contratto, che verra' erogata in due tranches (agosto 2003 e gennaio
2004).
«Ha vinto il primato della contrattazione, anche sui temi caldi quali l'orario e le tipologie contrattuali diverse dai contratti a tempo
indeterminato». Questo il commento del segretario generale della
Filcams, Ivano Corraini. «Si perseguiva l'obiettivo di mettere ai margini il contratto
nazionale - prosegue il sindacalista -, invece abbiamo regolamentato un settore, naturalmente anche in relazione ai bisogni delle imprese, ma respingendo le parti più dannose, riconquistando la definizione della stagionalità e per gli stagionali il diritto alla precedenza al 100%, fissando alcune certezze che contrastano la frammentazione, conquistando l'assistenza sanitaria complementare con la costituzione di un fondo che vale per tutti, non solo per i lavoratori a tempo indeterminato, ma anche per gli stagionali e per i
part-time».
«Tuttavia - conclude Corraini - i 18 mesi che sono stati necessari per vedere questo risultato devono farci riflettere sulla realtà del settore, e anche sul modello contrattuale, che ci ha imposto un quadriennio, ma questo non riduce il valore del contratto».
Il fatturato del settore è di 150mila miliardi di lire e il suo apporto al Pil è attorno al 12 per cento.
(21 luglio 2003)
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