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Sono il nuovo Alcide De Gasperi. Così si è proclamato il nostro (si fa
per dire) presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, facendo piangere
le figlie dello stesso De Gasperi, terrorizzate dall'idea che il
venditore d’Arcore possa in qualche modo assomigliare al segaligno
statista trentino.
Certo il “presidente operaio” sta facendo una
fulminea carriera. I suoi consiglieri, da Baget Bozzo in su, pensano
che sia l'ora d’informare il mondo che Lui è anche il nuovo Togliatti.
I precedenti sono noti: il ministro Palmiro Togliatti alla fine della
seconda guerra mondiale varò un’amnistia che beneficiò molti fascisti
(altro che appoggio al cosiddetto “triangolo rosso”, votato alla
vendetta).
Berlusconi, dal canto suo, ha varato la legge Cirami che è
una specie d’amnistia per se medesimo. Quando poi ha dovuto
solennemente intervenire sul compleanno del Papa, nella sede
istituzionale di “Porta a Porta”, tutti, con gli auspici benevoli di
don Vespa, sono stati portati a pensare che potrebbe anche essere il
nuovo Papa.
E magari diventare pure re, se i Savoia lo permetteranno.
C'è però un piccolo particolare, rievocato da Marco Follini,
segretario dell'Udc, a proposito della prima investitura, quella
riferita ad Alcide De Gasperi. Ha osservato, infatti, Follini che
Alcide "morì povero: un'esperienza davvero irripetibile". Pare che
Berlusconi ascoltando la maligna osservazione, abbia compiuto un gesto
irripetibile.
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