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Silvio Papa e Re

di Bruno Ugolini

Sono il nuovo Alcide De Gasperi. Così si è proclamato il nostro (si fa per dire) presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, facendo piangere le figlie dello stesso De Gasperi, terrorizzate dall'idea che il venditore d’Arcore possa in qualche modo assomigliare al segaligno statista trentino.

Certo il “presidente operaio” sta facendo una fulminea carriera. I suoi consiglieri, da Baget Bozzo in su, pensano che sia l'ora d’informare il mondo che Lui è anche il nuovo Togliatti.
I precedenti sono noti: il ministro Palmiro Togliatti alla fine della seconda guerra mondiale varò un’amnistia che beneficiò molti fascisti (altro che appoggio al cosiddetto “triangolo rosso”, votato alla vendetta).

Berlusconi, dal canto suo, ha varato la legge Cirami che è una specie d’amnistia per se medesimo. Quando poi ha dovuto solennemente intervenire sul compleanno del Papa, nella sede istituzionale di “Porta a Porta”, tutti, con gli auspici benevoli di don Vespa, sono stati portati a pensare che potrebbe anche essere il nuovo Papa.
E magari diventare pure re, se i Savoia lo permetteranno.

C'è però un piccolo particolare, rievocato da Marco Follini, segretario dell'Udc, a proposito della prima investitura, quella riferita ad Alcide De Gasperi. Ha osservato, infatti, Follini che Alcide "morì povero: un'esperienza davvero irripetibile". Pare che Berlusconi ascoltando la maligna osservazione, abbia compiuto un gesto irripetibile.

(16 ottobre 2003)

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