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Genova, 8 novembre: Albert Kolgjegja,
operaio edile di 30 anni, muore sotto il crollo della nuova struttura
del Museo del mare, presso il Porto antico. Altri quattro lavoratori
riportano ferite, per fortuna non gravi. Un avvenimento, quello del
capoluogo ligure, che ripropone in maniera tragica la realtà dei
cantieri e riporta con forza all’attenzione dell’opinione pubblica
anche i problemi legati alla sicurezza. Sono tanti i cantieri aperti
in città in occasione di “Genova 2004, capitale europea della
cultura”: questo non era diverso dagli altri, fatti di appalti e
subappalti. Di certo, a oggi, c’è solo un’altra vittima e
l’inchiesta della magistratura.
La Cgil genovese segue da tempo il problema della
sicurezza nel mondo del lavoro, che peraltro non riguarda soltanto la
categoria degli edili. Già prima di quest’ultimo tragico incidente,
era stata programmata un’iniziativa a cura dello Sportello sicurezza
della Camera del lavoro: l’avvio di una campagna di
sensibilizzazione all’uso dei dpi (dispositivi di protezione
individuale), che verrà condotta per tutto il 2004. “L’esperienza
positiva che lo Sportello per la sicurezza ha maturato – spiega
Antonio Perziano, della segreteria provinciale Cgil e responsabile del
dipartimento ambiente e territorio –, e l’elevato grado di
soddisfazione che incontra nelle categorie, ci ha stimolato a
investire e a potenziarne l’attività. Abbiamo così deciso
d’affrontare, con una campagna di formazione di qualità per gli Rls
e di sensibilizzazione e informazione dei lavoratori, il controverso
tema dei dpi, il cui utilizzo è troppo spesso parziale e reso
ulteriormente problematico dall’inadeguatezza dei presidi,
dall’insufficiente livello di comfort, dall’inadeguata
comprensione della loro funzione in rapporto alle altre misure di
prevenzione. Sia chiaro, però: noi non ci vogliamo in alcun modo
sostituire ai compiti e agli obblighi dei datori di lavoro, il nostro
è un intervento di secondo livello, teso a promuovere il più
possibile la cultura della sicurezza”.
A questo preciso scopo, la Cgil di Genova ha
predisposto una specifica pubblicistica da affiggere nei luoghi di
lavoro e ha realizzato un magazzino-laboratorio, una vera e propria
“palestra della sicurezza”, che verrà inaugurata il prossimo 1°
dicembre, dove gli Rls troveranno un campionario di dpi (dai guanti
alle scarpe, alle tute, agli occhiali, alle maschere, ai sistemi
anticaduta, alle cuffie e ad altri presidi antirumore) e che sarà
utilizzata per svolgere una formazione innovativa. “Chi frequenterà
i corsi di formazione della Cgil – dice ancora Perziano –, oltre a
una puntuale formazione teorica, potrà apprendere anche nella pratica
come si usano correttamente i dpi e come se ne può valutare la reale
efficacia, comparando tra loro i differenti prodotti esistenti sul
mercato, in modo poi da poter interloquire in modo informato e
autorevole con la propria azienda”.
Aris Capra, responsabile tecnico dello Sportello
Sicurezza, nel quale il laboratorio s’inserisce, spiega nel
dettaglio l’iniziativa: “La legge 626 prevede che i dispositivi di
protezione individuale debbano essere adeguati. Il primo presupposto
per un buon Rls, quindi, è conoscere i parametri e gli standard
previsti dalle norme europee e saper leggere le etichettature di
legge: pittogrammi e numeri che stabiliscono caratteristiche e
specifica funzione di ogni singolo dpi. Un compito che, tuttavia, non
si esaurisce qui: il rappresentante per la sicurezza deve saper
individuare il presidio più adatto alle specifiche condizioni
operative, che garantisca il miglior livello di comfort (e quindi sia
più facilmente accettato dal lavoratore) e che non costituisca a sua
volta un pericolo: se il lavoratore riceve in dotazione una cuffia
antirumore troppo pesante, che lo isola troppo dall’ambiente, non la
terrà per tutto il tempo necessario, spesso la toglierà e perderà
l’udito. Per non parlare dell’importante aspetto della
manutenzione dei dispositivi, della periodica verifica della loro
efficienza, della formazione al loro uso”.
Lo Sportello sicurezza ha svolto nell’ultimo
anno oltre 500 ore di formazione, coinvolgendo circa 150 lavoratori.
Formazione che può proseguire anche a casa o presso il luogo di
lavoro: a tal proposito, lo strumento che si sta diffondendo è il
web. Un primo esempio lo si trova sulle pagine del sito
Internet della Cgil Liguria, mediante il quale si entra nella
home page dello Sportello e all’ipertesto sul dlgs 626 (la normativa
è presentata in maniera chiara e vi si accede in modo facile e
veloce). “L’attenzione che il sindacato genovese presta alle
tematiche della sicurezza non è certo casuale – argomenta ancora il
responsabile del dipartimento ambiente e territorio della Cgil –: in
tutta la regione, purtroppo, si assiste da tempo a un costante aumento
degli infortuni, contrariamente a quanto avviene a livello nazionale.
Le cause? Sono molteplici: servizi di prevenzione e controllo ridotti
ai minimi termini, mancata assunzione di responsabilità della Regione
Liguria, che è totalmente assente e insensibile ai temi della
sicurezza sul lavoro, scarsa formazione che le imprese somministrano
ai giovani lavoratori, che in alcuni settori hanno sostituito quote
significative di lavoratori anziani, più informati e maggiormente a
conoscenza dei rischi del lavoro. In Liguria la piccola e media
impresa rappresenta la gran parte del tessuto imprenditoriale e, come
facilmente intuibile, in queste realtà produttive c’è una scarsa
propensione al rispetto delle norme sulla prevenzione”.
I progetti sulla sicurezza che la Cgil genovese ha
in cantiere non si esauriscono certo con il pur importante
magazzino-laboratorio: “Questi temi – precisa Perziano – li
stiamo affrontando anche sul piano vertenziale: abbiamo firmato di
recente, insieme a Cisl e Uil, un’intesa con l’Inail regionale per
sviluppare “azioni positive” sul terreno della sicurezza e, a
seguito di forti pressioni, abbiamo attivato un confronto con la
giunta della Liguria con l’obiettivo di costruire un accordo quadro
che definisca livelli più elevati di attività di vigilanza e di
controllo, oltre al coordinamento degli enti e organismi delle
pubbliche amministrazioni che hanno potere d’intervento in materia
di sicurezza sul lavoro e di contrasto al lavoro irregolare e
sommerso”. Un’iniziativa che si salda con l’impegno della Cgil a
livello nazionale per contrastare l’azione del governo tesa a
smantellare il decreto legislativo 626: “È in preparazione in
Liguria – conclude Perziano – un’iniziativa unitaria rivolta
agli Rls e a tutti i lavoratori per far crescere l’attenzione e la
mobilitazione sui problemi della sicurezza”.
(Rassegna sindacale, n.44, 27 novembre - 3 dicembre 2003) |