SICUREZZA

PRIMA 

       

Genova

Una palestra 
per la sicurezza

Genova

Gravi irregolarità nel cantiere della morte

Materiali

 

Rapporto Fillea sull'edilizia

I cantieri degli immigrati

 

Infortuni 
sul lavoro

Per l'Inail lieve calo nei primi sei mesi del 2003

   

Indice 

Indietro

Genova / Iniziativa della Camera del lavoro

Una palestra per la sicurezza

di Giovanna Cereseto e Paola Pierantoni

Genova, 8  novembre: Albert Kolgjegja, operaio edile di 30 anni, muore sotto il crollo della nuova struttura del Museo del mare, presso il Porto antico. Altri quattro lavoratori riportano ferite, per fortuna non gravi. Un avvenimento, quello del capoluogo ligure, che ripropone in maniera tragica la realtà dei cantieri e riporta con forza all’attenzione dell’opinione pubblica anche i problemi legati alla sicurezza. Sono tanti i cantieri aperti in città in occasione di “Genova 2004, capitale europea della cultura”: questo non era diverso dagli altri, fatti di appalti e subappalti. Di certo, a oggi, c’è solo un’altra vittima e l’inchiesta della magistratura.

La Cgil genovese segue da tempo il problema della sicurezza nel mondo del lavoro, che peraltro non riguarda soltanto la categoria degli edili. Già prima di quest’ultimo tragico incidente, era stata programmata un’iniziativa a cura dello Sportello sicurezza della Camera del lavoro: l’avvio di una campagna di sensibilizzazione all’uso dei dpi (dispositivi di protezione individuale), che verrà condotta per tutto il 2004. “L’esperienza positiva che lo Sportello per la sicurezza ha maturato – spiega Antonio Perziano, della segreteria provinciale Cgil e responsabile del dipartimento ambiente e territorio –, e l’elevato grado di soddisfazione che incontra nelle categorie, ci ha stimolato a investire e a potenziarne l’attività. Abbiamo così deciso d’affrontare, con una campagna di formazione di qualità per gli Rls e di sensibilizzazione e informazione dei lavoratori, il controverso tema dei dpi, il cui utilizzo è troppo spesso parziale e reso ulteriormente problematico dall’inadeguatezza dei presidi, dall’insufficiente livello di comfort, dall’inadeguata comprensione della loro funzione in rapporto alle altre misure di prevenzione. Sia chiaro, però: noi non ci vogliamo in alcun modo sostituire ai compiti e agli obblighi dei datori di lavoro, il nostro è un intervento di secondo livello, teso a promuovere il più possibile la cultura della sicurezza”.

A questo preciso scopo, la Cgil di Genova ha predisposto una specifica pubblicistica da affiggere nei luoghi di lavoro e ha realizzato un magazzino-laboratorio, una vera e propria “palestra della sicurezza”, che verrà inaugurata il prossimo 1° dicembre, dove gli Rls troveranno un campionario di dpi (dai guanti alle scarpe, alle tute, agli occhiali, alle maschere, ai sistemi anticaduta, alle cuffie e ad altri presidi antirumore) e  che sarà utilizzata per svolgere una formazione innovativa. “Chi frequenterà i corsi di formazione della Cgil – dice ancora Perziano –, oltre a una puntuale formazione teorica, potrà apprendere anche nella pratica come si usano correttamente i dpi e come se ne può valutare la reale efficacia, comparando tra loro i differenti prodotti esistenti sul mercato, in modo poi da poter interloquire in modo informato e autorevole con la propria azienda”.

Aris Capra, responsabile tecnico dello Sportello Sicurezza, nel quale il laboratorio s’inserisce, spiega nel dettaglio l’iniziativa: “La legge 626 prevede che i dispositivi di protezione individuale debbano essere adeguati. Il primo presupposto per un buon Rls, quindi, è conoscere i parametri e gli standard previsti dalle norme europee e saper leggere le etichettature di legge: pittogrammi e numeri che stabiliscono caratteristiche e specifica funzione di ogni singolo dpi. Un compito che, tuttavia, non si esaurisce qui: il rappresentante per la sicurezza deve saper individuare il presidio più adatto alle specifiche condizioni operative, che garantisca il miglior livello di comfort (e quindi sia più facilmente accettato dal lavoratore) e che non costituisca a sua volta un pericolo: se il lavoratore riceve in dotazione una cuffia antirumore troppo pesante, che lo isola troppo dall’ambiente, non la terrà per tutto il tempo necessario, spesso la toglierà e perderà l’udito. Per non parlare dell’importante aspetto della manutenzione dei dispositivi, della periodica verifica della loro efficienza, della formazione al loro uso”.

Lo Sportello sicurezza ha svolto nell’ultimo anno oltre 500 ore di formazione, coinvolgendo circa 150 lavoratori. Formazione che può proseguire anche a casa o presso il luogo di lavoro: a tal proposito, lo strumento che si sta diffondendo è il web. Un primo esempio lo si trova sulle pagine del sito Internet della Cgil Liguria, mediante il quale si entra nella home page dello Sportello e all’ipertesto sul dlgs 626 (la normativa è presentata in maniera chiara e vi si accede in modo facile e veloce). “L’attenzione che il sindacato genovese presta alle tematiche della sicurezza non è certo casuale – argomenta ancora il responsabile del dipartimento ambiente e territorio della Cgil –: in tutta la regione, purtroppo, si assiste da tempo a un costante aumento degli infortuni, contrariamente a quanto avviene a livello nazionale. Le cause? Sono molteplici: servizi di prevenzione e controllo ridotti ai minimi termini, mancata assunzione di responsabilità della Regione Liguria, che è totalmente assente e insensibile ai temi della sicurezza sul lavoro, scarsa formazione che le imprese somministrano ai giovani lavoratori, che in alcuni settori hanno sostituito quote significative di lavoratori anziani, più informati e maggiormente a conoscenza dei rischi del lavoro. In Liguria la piccola e media impresa rappresenta la gran parte del tessuto imprenditoriale e, come facilmente intuibile, in queste realtà produttive c’è una scarsa propensione al rispetto delle norme sulla prevenzione”.

I progetti sulla sicurezza che la Cgil genovese ha in cantiere non si esauriscono certo con il pur importante magazzino-laboratorio: “Questi temi – precisa Perziano – li stiamo affrontando anche sul piano vertenziale: abbiamo firmato di recente, insieme a Cisl e Uil, un’intesa con l’Inail regionale per sviluppare “azioni positive” sul terreno della sicurezza e, a seguito di forti pressioni, abbiamo attivato un confronto con la giunta della Liguria con l’obiettivo di costruire un accordo quadro che definisca livelli più elevati di attività di vigilanza e di controllo, oltre al coordinamento degli enti e organismi delle pubbliche amministrazioni che hanno potere d’intervento in materia di sicurezza sul lavoro e di contrasto al lavoro irregolare e sommerso”. Un’iniziativa che si salda con l’impegno della Cgil a livello nazionale per contrastare l’azione del governo tesa a smantellare il decreto legislativo 626: “È in preparazione in Liguria – conclude Perziano – un’iniziativa unitaria rivolta agli Rls e a tutti i lavoratori per far crescere l’attenzione e la mobilitazione sui problemi della sicurezza”.

(Rassegna sindacale, n.44, 27 novembre -  3 dicembre 2003)

LINK

Camera 
del Lavoro

www.rassegna.it