SINDACATI

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PRIMA

 

La morte 
di Claudio Sabattini

Se n'è andato un sindacalista

Sabattini 
e il sindacato. 
Dal nostro archivio

L'intervento al 14° congresso della Cgil

"Noi chiediamo lo sciopero generale unitario"

Crisi Fiat

Termini Imerese: uno degli ultimi comizi di Sabattini

2000

Il contratto è la nostra priorità

 

articolo su 
Rassegna sindacale

Novembre 2001, lo sciopero generale Fiom

"Il diritto alla democrazia"

 

articolo su 
Rassegna sindacale

2002

Perché Berlusconi se l'è presa con Sabattini

Le interviste 
a Rassegna sindacale

1998, contratto

L'orario va ridotto di fatto

1999, contratto

Per il governo 
è il momento 
di scegliere

2000, 
riforma della contrattazione

Le proposte 
della Fiom

2001, contratto

L'attacco di Federmeccanica ai due livelli negoziali

2001: la rottura con Fim, Uilm e Federmecca-
nica

"Sul contratto devono decidere 
i lavoratori"

1998, crisi Fiat

L'amico americano

1999, i cento anni della Fiat

Una controparte dura ma anche chiara

Sabattini e Lula

Uno di noi, 
uno di loro

1997: vertenza Zanussi

Uno strappo 
da ricucire

2000: 
la vertenza Zanussi

Spazi concreti 
per una trattativa vcera

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La morte di Claudio Sabattini

Se n'è andato un sindacalista

Ieri, dopo una malattia breve e terribile, è morto Claudio Sabattini. Da un anno a capo della Fiom siciliana, per anni leader nazionale dei metalmeccanici, Sabattini è stato uno dei sindacalisti più importanti e carismatici della Cgil. Nel dare notizia della sua morte la segreteria nazionale della Fiom, "assume tutto l'insegnamento politico e morale della sua opera" e si impegna "a diffondere e sviluppare tale insegnamento tra i metalmeccanici 

e in tutto il mondo del lavoro." La camera ardente sarà allestita a partire dalla mattinata di venerdì presso la Camera del lavoro di Bologna; i funerali si terranno nella tarda mattinata di sabato.

Sabattini, 65 anni, bolognese, nella Fiom aveva percorso tutta la sua carriera di sindacalista, coronata dall'incarico di segretario generale, che aveva mantenuto sino all'anno scorso. Era nato a Bologna nel 1938. Nel dopoguerra, giovanissimo, entra nella Fgci, diventandone prima segretario bolognese (nel 1959) ed entrando in seguito nella segreteria nazionale. Con alle spalle una laurea in filosofia (la tesi: su Rosa Luxemburg) inizia l'attività sindacale fino ad essere eletto, nel 1970, alla segreteria della Fiom di Bologna. Nel '74 passa a dirigere la Fiom di Brescia e nel '77 entra nella segreteria nazionale dei metalmeccanici. Nel 1980, come responsabile dell'Auto, gestisce la vertenza Fiat (23.000 le eccedenze annunciate dall'azienda) schierandosi a favore dello sciopero a oltranza (la lotta dei 35 giorni a Mirafiori). Una battaglia persa, duramente, che lo induce a intraprendere un percorso personale di riflessione e di autoanalisi.

Dopo un breve periodo in Liguria e quindi all'Ires dell'Emilia Romagna, nella seconda a metà degli anni Ottanta Sabattini torna a Roma con l'allora segretario generale della Cgil Antonio Pizzinato per occuparsi dell'Ufficio internazionale. La sua passione restano comunque le tute blu e torna ad occuparsi di Fiat nel 1989, diventando segretario generale aggiunto della Fiom del Piemonte. Nel 1994 Sabattini viene eletto segretario generale della Fiom Cgil e, per la prima volta, sulla scia dell'accordo di luglio del 1993, firma un contratto nazionale dei metalmeccanici con la Federmeccanica senza un'ora di sciopero. Le cose vanno diversamente nel 2001, quando la Fiom di Sabattini non firma il rinnovo del contratto approvato invece da Fim e Uilm.

“Scompare – afferma in una dichiarazione il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani - con Claudio Sabattini uno dei protagonisti delle vicende sindacali e sociali degli ultimi trent’anni. Dirigente di grande rigore e forza morale, ha attraversato in prima persona le grandi trasformazioni sociali e produttive del mondo del lavoro, in uno stile di vita tutto speso nella difesa del ruolo dei lavoratori e della funzione del movimento sindacale. Sia da segretario generale della Fiom che da dirigente confederale ha sempre valorizzato lo studio e l’interesse sulla condizione lavorativa ed operaia e difeso la natura generale e confederale della Cgil. Autonomia, democrazia e condizione operaia sono stati sempre i valori a cui si è ispirato. Per questo avvertiamo il dovere di conservare la memoria, il ricordo e l’insegnamento di Claudio Sabattini. Una morte così repentina lascia sgomenti quanti lo hanno conosciuto, quanti gli hanno voluto bene e tutti i dirigenti della Cgil. Tutta la Cgil si stringe affettuosamente al figlio Simone.”

"E' venuto a mancare un amico": così Sergio Cofferati ha espresso il proprio cordoglio. "Claudio - prosegue - era un dirigente sindacale e politico che ha segnato la storia delle relazioni industriali degli ultimi 30 anni. Un uomo schietto, tenace, sempre determinato che ha speso la propria vita per la difesa dei diritti, nell'estensione delle tutele, nel miglioramento delle condizioni materiali dei lavoratori, nella difesa dei più deboli. Un uomo leale che ha sempre lottato per le idee in cui credeva anteponendo l' interesse generale a quello particolare". "Claudio - ha ricordato ancora Cofferati - è stato sempre disponibile a pagare anche di persona per le scelte che nella sua lunga attività sindacale ha dovuto compiere. Era un uomo di grande fascino, cultura e intelligenza. Claudio avrebbe potuto essere un bravo e importante dirigente politico, scelse invece l' attività sindacale, la difesa e la tutela degli interessi dei più deboli, un' attività, una passione che amò intensamente e da cui non volle mai staccarsi".

(4 settembre 2003)

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