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I sindacati e la riforma

Francia: il fronte delle pensioni

di Carlo Gnetti

Le Duigou (Cgt): le nostre condizioni

Cgt e Cfdt si sono trovate su fronti contrapposti nella vertenza che si è avviata in Francia dopo la proposta di riforma delle pensioni avanzata dal governo. Al segretario della Cgt Jean-Christophe Le Duigou abbiamo chiesto di spiegarci le ragioni per le quali la Cgt è fermamente contraria.

Le Duigou Questa riforma è ben lontana dal garantire il futuro del nostro sistema pensionistico. Essa si basa su una scommessa, cioè su un¹ipotesi di impiego futuro che non è accompagnata da alcuna misura che la renda realizzabile. Di fatto si tratterebbe di far crescere l¹età reale per la cessazione dell¹attività dagli attuali 57 anni in media a più di 62 anni entro il 2020. Questo non è accettabile. In generale i lavoratori dipendenti, prima di quella scadenza, si troverebbero con le pensioni ridotte del 20 per cento e dovrebbero sottomettersi al sistema di assicurazione contro la disoccupazione. Inoltre il peggioramento delle condizioni con le quali si acquisisce il diritto alla pensione colpisce in primo luogo le categorie più deboli: donne, giovani precari, lavoratori meno qualificati.

Rassegna Quali sono le proposte della Cgt per modificare la riforma?

Le Duigou La Cgt non chiede il ritiro puro e semplice della riforma ma la sua rinegoziazione, e pone quattro priorità: garanzia di un effettivo diritto al pensionamento a 60 anni, il che comporta la necessità di tenere conto di quelli che sono oggi i percorsi professionali; possibilità di pensionamento anticipato per le persone che svolgono lavori pesanti e usuranti; garanzia del livello futuro delle pensioni collegato all¹evoluzione delle retribuzioni; disponibilità di risorse finanziarie complementari attraverso una riforma della contribuzione a carico delle aziende nei diversi regimi pensionistici.

Rassegna Cosa pensa la Cgt delle indicazioni e delle pressioni della Commissione europea per modificare i sistemi pensionistici pubblici in Europa?

Le Duigou La Commissione oltrepassa il suo ruolo. Non tanto perché afferma che una riforma è indispensabile, quanto perché indica la sua propensione verso un modello piuttosto che un altro. Questo è inaccettabile. In una Europa fondata sulle regole della concorrenza i sistemi sociali e pensionistici entrano di fatto in competizione. Le autorità europee dovrebbero attirare l¹attenzione sui rischi del dumping sociale per la società e per l¹economia. Dopo tutto la pensione fa parte del modello sociale europeo.

Rassegna È possibile, secondo la Cgt, costruire un fronte sindacale europeo contro i tentativi di modificare i sistemi pensionistici pubblici nei diversi paesi?

Le Duigou Un tale fronte è indispensabile e urgente. In ciascun paese i sistemi pensionistici hanno una loro storia specifica. Ma, almeno nella parte continentale dell¹Europa, hanno forti caratteristiche comuni, in particolare per quanto riguarda i principi di solidarietà e di ripartizione. Occorrerebbe dunque un coordinamento delle iniziative sindacali attorno ad alcuni obiettivi precisi: garanzia di un livello adeguato delle pensioni in rapporto alle retribuzioni, uguaglianza dei diritti fra le diverse categorie, mobilitazione di risorse sufficienti per far fronte ai bisogni.

Rassegna Negli ultimi mesi vi sono state molte manifestazioni in Francia, contro la riforma ma anche a favore. Cosa succederà in futuro?

Le Duigou Dopo quattro mesi di forti azioni rivendicative il governo cerca di far passare di forza il suo progetto all¹Assemblea nazionale. Una maggioranza di lavoratori dipendenti continua a criticare il metodo del governo e le principali scelte che finora ha fatto. Il voto sulla legge non porrà fine al problema. In autunno sono previsti nuovi negoziati sulle pensioni complementari e su altri punti importanti contenuti nella legge di riforma. Noi intendiamo continuare a esercitare la nostra pressione. I giochi non sono ancora fatti.

Rassegna La Cgt intende ricomporre il fronte sindacale, in particolare con la Cfdt, dopo la rottura che ha avuto luogo nelle ultime settimane?

Le Duigou Ciò che è avvenuto sul fronte sindacale è grave ma non irrimediabile. Molti problemi dovranno essere apertamente dibattuti: in primo luogo la lealtà nelle relazioni intersindacali, poiché la Cfdt si è assunta la responsabilità di negoziare separatamente e di preparare un accordo senza avvisarci; e poi la nozione stessa di negoziazione, che per noi deve articolarsi con l¹azione sindacale e non può essere concepita come un valore in sé.

Toulisse (Cfdt): disaccordo, non rottura

A Jean-Marie Toulisse, segretario nazionale della Cfdt, chiediamo in primo luogo quali sono le ragioni per cui il suo sindacato ha cambiato atteggiamento nel corso della vertenza sulle pensioni, in un primo tempo partecipando all¹organizzazione delle proteste contro la proposta del governo, e poi accettando di sedersi al tavolo delle trattative.

Toulisse La Cfdt non ha cambiato atteggiamento. È sempre stata a favore della riforma, auspicando che fosse una riforma valida per tutti, per i dipendenti pubblici e privati, da mettere a punto attraverso la negoziazione. Sono gli altri che non hanno avuto questo atteggiamento.

Rassegna Quali sono le modifiche alla proposta governativa che la Cfdt è riuscita a imporre al tavolo delle trattative?

Toulisse Siamo riusciti a ottenere alcune misure che ritenevamo indispensabili: innanzi tutto la possibilità per le persone che hanno iniziato a lavorare a 14, 15 e 16 anni di ritirarsi prima di raggiungere l¹età pensionabile; inoltre abbiamo chiesto e ottenuto che ai lavoratori con salario minimo sia riconosciuto l¹85 di quanto percepivano durante l¹attività; infine abbiamo ottenuto l¹armonizzazione tra lavoratori pubblici e privati, con 40 anni di contribuzione, a condizione che sia introdotta una cassa complementare che tenga conto dei premi nel calcolo delle pensioni. Vanno poi considerati gli obiettivi politici della nostra azione: è stato mantenuto il sistema a ripartizione; l¹armonizzazione tra i diversi sistemi consente di mantenere la coesione tra lavoratori pubblici e privati, che rischiavano di dividersi; infine l¹aumento delle pensioni non viene più imposto unilateralmente dal governo ma diventa oggetto di negoziazione.

Rassegna La Cfdt ha dovuto confrontarsi anche con una forte opposizione interna. È riuscita a superare le divisioni?

Toulisse La discussione interna è normale, e mi dispiace che nelle altre organizzazioni non vi sia lo stesso dibattito. Abbiamo militanti che chiedono spiegazioni e altri che esprimono il loro disaccordo. Ma questa è la nostra forza. La crescita del sindacato non può avvenire senza confronto interno. Voglio ricordare che la Cfdt è l¹unico sindacato ad aver portato al congresso una risoluzione preparata dalle sue organizzazioni di base nel corso di due anni di discussione.

Rassegna Come giudica la Cfdt le indicazioni e le pressioni della Commissione europea per modificare i sistemi pensionistici pubblici nei paesi dell¹Ue?

Toulisse È pericoloso che i problemi nazionali siano rimessi all¹Europa, in quanto artefice della deregolamentazione. La Commissione ha preconizzato un pilastro di capitalizzazione nei sistemi pensionistici, ma noi non siamo obbligati a rispondere alle pressioni se non siamo d¹accordo. D¹altra parte non è l¹Europa a essere responsabile dei deficit dei sistemi pensionistici. In Francia abbiamo problemi specifici da regolare, a cominciare dal tasso di disoccupazione, dalla demografia e dalla moltitudine di regimi speciali di pensionamento.

Rassegna La Cfdt ritiene possibile la costruzione di un fronte sindacale europeo su questi temi?

Toulisse Sarebbe utile ma al momento non mi pare possibile. È difficile fare a livello europeo ciò che non si riesce a fare nel nostro paese, specie di fronte a comportamenti come quelli di Force ouvrière e della Cgt.

Rassegna Come pensate di ricomporre il fronte sindacale dopo la rottura delle ultime settimane?

Toulisse Non è una rottura. È un disaccordo. Dopo una rottura non ci si parla più, mentre il disaccordo riguarda la nostra concezione di sindacato di negoziazione. Per noi non c¹è sindacato di negoziazione senza compromessi. Per la Cgt compromesso è uguale a compromissione e firma è uguale a tradimento. La Cgt crede nel sindacato delle grandi adunate e così cerca l¹unità con il minimo denominatore comune. Semplificazioni di questo tipo rendono difficile il cammino verso una concezione comune di sindacato. Noi siamo contro il sindacato della contrapposizione e della politicizzazione e non cerchiamo l¹unità a tutti i costi. Tuttavia sono ottimista sull¹evoluzione dei rapporti sindacali, perché spingiamo gli altri a confrontarsi sulla concezione di sindacato. Non vogliamo costringerli a essere d¹accordo con noi ma vogliamo che almeno si misurino con il nostro punto di vista.

(luglio 2003)

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