SPECIALE GIOVANNI AGNELLI

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La morte di Agnelli / Reazioni e commenti

 

Addio all'Avvocato

 

di Roberto Greco

 

Cordoglio unanime,  vivissima emozione ha suscitato in tutti gli esponenti delle forze politiche e istituzionali del Paese la morte del senatore Gianni Agnelli. Il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, che ha ricevuto la notizia da una telefonata del fratello, Umberto Agnelli, ne ha esaltato la figura di grande protagonista della storia del Paese, un uomo che ha espresso " in ogni momento critico valori fondamentali del carattere e dell'identità nazionale. Era profondamente italiano, e forse è stato il più aperto alle relazioni internazionali". 
"La sua scomparsa ­ si legge ancora nel suo messaggio
inviato ai familiari di casa Agnelli ­ lascia un grande vuoto nella scena
italiana". 

"Una mesta notizia": così ha definito la morte di Agnelli, il Papa, che più volte aveva incontrato il senatore a vita in udienza in Vaticano e anche fuori dalle mura leonine. Giovanni Paolo II° ha riconosciuto in lui un protagonista  della storia d'Italia, "che seppe prodigarsi per il bene e lo sviluppo economico e sociale del Paese".

"Giovanni Agnelli è stato un campione dell'imprenditoria italiana e un
protagonista regale della scena mondiale". Questo il commento deI Presidentedel Consiglio, Silvio Berlusconi, che ha ricordato come Agnelli sia anche stato "un maestro di stile, un cultore e promotore di cose belle. L'Italia perde con lui una personalità piena di fascino e di curiosità, devota a una secolare missione familiare e industriale". Dopo aver annunciato che sarà commemorato in aula, durante la seduta di martedì prossimo, il presidente del Senato, Marcello Pera, ha identificato Agnelli come "un grande statista, perché aveva una visione non solo economica, ma generale del Paese, che ha rappresentato con autorevolezza in tutto il mondo". 

Profondo cordoglio espresso anche da parte dell'altro ramo del Parlamento: "Oggi i familiari, i lavoratori della Fiat e Torino sono certamente più soli ­ ha affermato il presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini ­; Agnelli è stato un uomo straordinario e la parabola della sua vita s'intreccia con le pagine belle e anche con quelle tristi della storia d'Italia". "Ha svolto la funzione di primo imprenditore del Paese, e non ha mai smarrito, neanche nei momenti più difficili, la considerazione degli interessi generali, del bene della collettività": questo si legge nel telegramma di condoglianze inviato alla
famiglia Agnelli dal governatore della Banca d'Italia, Antonio Fazio, che haanche sottolineato l'eredità morale lasciata da Agnelli, "fatta di capacità non comuni, di diffusa credibilità in Italia e all'estero, che certamente contribuirà al rilancio della Fiat". 

Un augurio in tal senso alla "creatura prediletta" di Agnelli è venuto anche dal presidente della Commissione europea, Romano Prodi, che ha evidenziato come con "con la sua presenza, ma anche con le sue parole di stimolo, di etica, Agnelli abbia sempre espresso l'idea di legare l'Italia alla parte più progredita del mondo, cioè all'Europa, agli Stati Uniti, sempre attento a non lasciare il nostro Paese da solo".         

Grande tristezza per la scomparsa dell'Avvocato anche dal mondo
dell'industria italiana, della quale Agnelli è stato presidente in anni
difficili, e "che ha rappresentato nel mondo, con il suo carisma, come un
ambasciatore". Così si è espresso il presidente di Confindustria, Antonio D'Amato, ricordando come il senatore a vita "abbia rappresentato per gli industriali un modello, un punto di riferimento, che muore di un male terribile in un momento difficile per la sua azienda".

In casa sindacale, Fim e Uilm hanno subito sospeso tutti gli scioperi
previsti per oggi alla Fiat; viceversa, la Fiom ha bloccato le agitazioni a
Mirafiori, effettuando, invece, le otto ore di sciopero programmate a
Cassino. Sempre a Mirafiori, i lavoratori della Fiat hanno osservato un
minuto di silenzio, fermando la produzione negli stabilimenti torinesi, in
segno di lutto per la scomparsa del presidente d'onore della casa
automobilistica. I vari esponenti di Cgil, Cisl e Uil hanno reso omaggio
alla figura dell'Avvocato, sottolineandone le caratteristiche di
interlocutore leale, sempre rispettoso dei lavoratori e delle forze sociali
e corretto anche nei momenti più aspri. 

Ma il modo migliore per ricordare la figura del senatore a vita, osservano i sindacati, è quello di rilanciare la Fiat Auto, che proprio Agnelli considerava il vero gioiello di famiglia. "Agnelli ­ afferma il leader della Cgil, Guglielmo Epifani - è stato il simbolo del capitalismo familiare italiano nelle sue capacità, nelle sue virtù e anche nei suoi limiti. Da presidente di Confindustria contribuì ad accordi importanti con il sindacato e con Luciano Lama nelle difesa delle condizioni del mondo del lavoro. In altre occasioni ci fu polemica tra le posizioni dell'azienda e le opinioni della Cgil, ma anche in quei momenti i rapporti sono stati improntati all'attenzione e al reciproco rispetto".

Secondo il segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta, Agnelli "è stato un interlocutore importante per le relazioni sindacali, chiaro e leale,
anche se, a volte, con qualche rigidità. Ma questo testimonia a favore di
una vera onestà intellettuale, anche nei momenti di conflitto e asprezza tra la Fiat e il sindacato". Il numero uno della Uil, Luigi Angeletti,
preferisce rimarcare le qualità umane dell'Avvocato: "E' stata una persona di grande apertura e con una visione democratica della società. Era fortemente convinto che i destini dell'impresa non potessero essere distinti da quelli dei lavoratori. Per questo, la cosa più importante è che ora si mantenga l'idea che Agnelli aveva della Fiat, come grande impresa industriale e come sinonimo dell'industria dell'auto". Delegazioni di tutte e tre le confederazioni saranno presenti domattina a Torino, presso la camera ardente, che sarà allestita nella sede del Lingotto dalle ore 10.   

(24 gennaio 2003)

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