SPECIALE

La riforma delle pensioni

PRIMA

       

Cosa prevede 
la delega

Indice 

Indietro

Scheda

Cosa prevede la delega

 

Decontribuzione 
Viene avviata una parziale e graduale riduzione (fino al 5%) dell'aliquota contributiva obbligatoria limitatamente ai nuovi assunti. Si tratta di una delle norme pił contestate: sindacati e opposizione accusano il governo di provocare, con questa misura, il probabile dimezzamento delle pensioni future, mandando in rosso le casse degli enti previdenziali e mettendo a rischio anche i conti pubblici. Potrebbe essere, infatti, la fiscalitą generale a dover coprire le quote di pensione a rischio per effetto della decontribuzione.

Trattamento di fine rapporto
Altro punto su cui si concentra l'opposizione dei sindacati. La delega prevede che il trattamento di fine rapporto, che matura a partire dalla nuova legge, sia destinato obbligatoriamente alla previdenza complementare. Il Tfr deve dunque essere investito nei fondi, aperti o contrattuali. Lo smobilizzo del tfr e il suo versamento nei fondi pensione avverrebbe automaticamente, senza necessitą dell'assenso da parte del lavoratore.

Liberalizzazione dell'etą pensionabile
La misura introduce la possibilitą per il lavoratore, che abbia conseguito i requisiti per la pensione di vecchiaia (attualmente i 65 anni di etą), di continuare, previo accordo con il datore di lavoro, l'attivitą lavorativa, potendo optare per il regime di incentivi previsto.

Incentivi 
Piu' in generale la delega fissa degli incentivi fiscali e contributivi per indurre a non abbandonare il lavoro quanti hanno maturato i requisiti per la pensione di anzianita'. Questi, previa certificazione dei propri istituti di previdenza sull' ammontare della pensione, potranno continuare a lavorare con le normali regole previdenziali, oppure scegliere un regime contributivo speciale, che consente la totale esenzione dal versamento dei contributi, sia a carico del lavoratore che del datore di lavoro. Questi contributi vengono destinati per la meta' al lavoratore, che puo' decidere di destinarli del tutto o in parte alla previdenza complementare, e per l'altro 50% a riduzione del costo del lavoro. Ma questa scelta puo' essere fatta solo se il lavoratore si impegni a restare in attivita' per almeno altri due anni.

Totalizzazione dei contributi 
E' ampliata progressivamente la possibilita' di sommare i periodi assicurativi, rispetto alla legislazione vigente. Lo scopo e' quello di assicurare l'accesso alla totalizzazione ai lavoratori sessantacinquenni o che abbiano maturato 45 anni di anzianita' contributiva, indipendentemente dall'eta' anagrafica.

No a novazione  
Anche questa e' una modifica introdotta dal Governo durante il passaggio parlamentare. Consente ai lavoratori che intendano godere degli incentivi previsti per restare al lavoro, di evitare la prassi del licenziamento con successiva riassunzione con un nuovo contratto. La prosecuzione del lavoro e' dunque automatica.

(giugno 2003)

LINK