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Il comune che spende di più per i
bambini? E’ vicino a Reggio Calabria, si chiama Bagaladì. E quello
che investe le maggiore risorse per lo smaltimento dei rifiuti? E’
sempre nella stessa provincia, si chiama Fiumara. Mentre è Vajont, il
piccolo paese divenuto tristemente famoso il 9 ottobre del 1963, a
credere più di ogni altro municipio nel valore della cultura, con
oltre 790 euro spesi per abitante. Per la sicurezza dei cittadini è
Roma la città a spendere di più, seguita da gran parte dei grandi
centri del Mezzogiorno. E’ pieno di sorprese il secondo Rapporto
sullo stato delle autonomie locali, curato dal Formez e presentato
oggi, 3 aprile, alla terza edizione di “EuroP.A.”, il Salone delle
autonomie locali, promosso da Anci, Upi, Uncem e Legautonomie e
organizzato dal Gruppo Maggioli, che si tiene a Rimini presso il nuovo
Quartiere fieristico, dal 2 al 5 aprile. Un Rapporto – due volumi,
1.000 pagine, 98 esperti coinvolti - che analizza la quantità di
risorse che ognuno degli ottomila municipi italiani mette a
disposizione dei cittadini, secondo le diverse voci di spesa. Ma anche
un Rapporto – e qui sta la novità della ricerca – che a ogni
numero abbina un nome, dal piccolo paese alla metropoli, evidenziando
in modo concreto il rapporto tra la gestione amministrativa e la
popolazione.
A spendere di più per l’infanzia è
Bagaladì, con oltre 1.500 euro per ogni cittadino sotto i 14 anni. A
guidare la classifica delle città è Trieste (770 euro per bambino),
seguita da gran parte dei capoluoghi del nord Italia, tra cui Milano
(616 euro). Il paese con il maggior numero di “piccoli” è
Giugliano, in provincia di Napoli, con l’11,4 per cento di under 14
rispetto al totale della popolazione. Tra le città al primo posto c’è
Crotone (sette bambini su 100 abitanti), seguita da altri capoluoghi
del Mezzogiorno.
Oltre 1.000 euro per abitante (cinque
volte di più di quanto investono Rimini e Milano, i capoluoghi con la
spesa pro capite più alta) è la quota che il comune di Fiumara
destina allo smaltimento dei rifiuti. Per le spese legate alla gestione
del territorio si segnalano i comuni umbri del post-terremoto (come
Nocera Umbra e Foligno), i paesi costieri tirrenici e adriatici (Forte
dei Marmi e Lignano Sabbiadoro), le aree ambientali protette (La
Maddalena). Tra i capoluoghi troviamo ai primi posti Potenza e Siracusa
(300 euro per abitante), tra le città Cagliari (440), Firenze e Milano
(280). A spendere di più per i servizi idrici sono i capoluoghi del
centro-sud (Potenza, Viterbo, Catanzaro, Agrigento), a conferma della
centralità del problema-acqua per queste aree del paese. Tra le città
metropolitane troviamo Firenze, la cui spesa pro capite è di 82 euro,
più del doppio di Napoli, al secondo posto della specifica classifica.
Passando alla cultura, è Vajont, in
provincia di Pordenone, il comune italiano che nel 2002 ha speso di più
(792 euro per abitante). Ai primi posti dei capoluoghi ci sono Cremona
e le città d’arte emiliane e lombarde (tra 82 e 98 euro), mentre nel
centro-sud si segnalano Cosenza (61) e Ascoli Piceno (58); tra le città
metropolitane svetta Bologna, seguita da Trieste, Firenze e Venezia.
Riguardo l’istruzione, al primo posto dei paesi sotto i 5 mila
abitanti troviamo San Benedetto in Perillis (L’Aquila), con una spesa
per alunno pari a 8.474 euro, mentre tra i capoluoghi si segnalano
Brescia e le grandi città emiliane. Milano domina la classifica
metropolitana (2.313 euro), seguita da Bologna e Torino
Un’importante voce di bilancio per i
comuni italiani è la sicurezza dei cittadini. Tra le città al primo
posto c’è Roma (82 euro), che precede Messina e Catania (70), mentre
tra i capoluoghi troviamo Salerno (65 euro per abitante), seguita da
Brescia, Foggia e Bergamo. Il comune che maggiormente spende per i
servizi di polizia municipale (rispetto al numero dei suoi abitanti) è
Portofino (circa 500 euro), seguito da numerosi municipi del
Mezzogiorno, a dimostrazione di come sia il centro-sud ad avvertire
maggiormente la necessità di intervenire su questo terreno .
Il Rapporto sullo stato delle
autonomie locali s’interessa, infine, anche delle spese per gli
anziani. A investire di più per gli ultrasessantacinquenni sono, tra i
paesi, Perloz (Aosta), con oltre 8.000 euro all’anno; tra i
capoluoghi, Lucca e Pordenone (600 euro pro capite); tra le città
metropolitane Firenze e Milano (oltre 230 euro). La classifica dei
comuni più “vecchi” è guidata da Ribordone (Torino) e Roio del
Sangro (Chieti), con quote superiori al 34 per cento di over 65. In
generale, l’invecchiamento si segnala in Piemonte, Liguria e Abruzzo.
Il capoluogo con il maggior numero di anziani è Siena (13 per cento),
seguito da Trieste, Bologna e Firenze.
(3 aprile 2003)
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