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Parole vuote? La prima considerazione che viene in
mente, scorrendo il Libro bianco sul welfare, non può essere
diversa. Senza impegni reali in materia di risorse da spendere per i
servizi, pieno di genericità, carico di ideologia – si pensi al modo in
cui viene trattato il tema della famiglia –, la reazione immediata è
quella di chiudere il testo e passare ad altro. «Ma sarebbe un errore –
osserva Achille Passoni, segretario nazionale Cgil – perché dietro le
cose non dette o dietro la maniera fin troppo ideologica di dirle c’è
un progetto preciso, che abbiamo il dovere di contrastare». In cosa
questo progetto consista, quali pericoli nasconde, quali iniziative
realizzare per impedirne l’attuazione, è appunto il tema della
conversazione che segue.
Dunque il Libro bianco non è una scatola vuota.
Passoni Direi proprio di no, sottovalutarlo
sarebbe davvero un errore. Il testo è in perfetta sintonia con i princìpi
che ispirano la politica di questo governo, s’inquadra senza nessuna
sbavatura all’interno del suo programma. È vero, è pieno di ideologia,
e dice anche cose molto generiche. Ma, questo è il punto, ha dentro di sé
un’idea precisa della società che la destra vorrebbe costruire.
In concreto?
Passoni Una società in cui la libertà si
traduce nella più completa solitudine. Solo – solo di fronte al mercato
e all’impresa – è il lavoratore che esce fuori dalla 848, dalla
delega sul mercato del lavoro; sola – sola con i propri bisogni, e con i
propri drammi – è la famiglia disegnata nel Libro bianco di Maroni. La
famiglia è infatti il luogo in cui dovrebbero risolversi, essere
soddisfatti, tutti i bisogni, tutte le domande di aiuto che nella società
insorgono. Immaginata come l’attore principale del progetto che la
destra mette in campo, la famiglia, quella realmente esistente, nella sue
molteplici forme, con le sue variegate necessità, di quel progetto
finisce per essere vittima.
Soprattutto perché il ruolo del pubblico, così
com’era stato disegnato dalla 328, la legge quadro di riforma
dell’assistenza varata dal centrosinistra, viene completamente
cancellato.
Passoni Sì, è il primo concreto effetto delle
cose che nel Libro bianco si dicono. Il che, evidentemente, svuota di
significato, finisce per annullare la 328 nella sua interezza. Nel
progetto del governo lo Stato, nelle sue diverse articolazioni, si ritrae,
si tira indietro. Il pubblico che rileva i bisogni, programma i servizi,
ne valuta l’efficacia – in una rete in cui lavorano solidalmente
famiglie, organizzazioni sindacali, soggetti del terzo settore – non
esiste più. C’è solo la famiglia: le si dà qualche soldo, le si dice:
arrangiati. E arrangiarsi significa poi rivolgersi a un mercato esterno in
cui si muovono associazioni – è facile immaginare – che non aspettano
altro.
In ogni caso quella del Libro bianco è una
famiglia per la quale arrangiarsi potrebbe non essere un compito
proibitivo. Tante chiacchiere sulla famiglia si fanno pensando in realtà
a un modello ben preciso.
Passoni Certo, perché la famiglia del Libro
bianco non ha niente a che fare con la complessa realtà della famiglia
italiana di oggi. È una famiglia fatta di coppie legate dal vincolo
formale del matrimonio – a queste coppie si destinano gli aiuti per la
prima casa –; è una famiglia di razza rigorosamente bianca – nulla
infatti si prevede per le famiglie degli immigrati –; è una famiglia
del Nord che sicuramente dispone di qualche risorsa economica – perché
il meccanismo delle agevolazioni fiscali evocato per usufruire del
sostegno pubblico è inapplicabile per le famiglie povere, com’è noto
in maggioranza meridionali –.
Qualche commentatore è stato colpito dallo spazio
che il Libro bianco dà al tema della transizione demografica.
Passoni Una vera ipocrisia. Se le coppie non
fanno figli è innanzitutto perché la prospettiva che viene loro offerta
è quella della più assoluta precarietà. Questo da un lato. Dall’altro
si vorrebbe che i figli arrivassero pensando però a quel modello di
famiglia cui accennavo prima: terrorizzati dall’idea che la nostra possa
divenire una società pienamente multirazziale.
Cosa propone la Cgil?
Passoni Noi diciamo innanzitutto che a
quest’idea liberista che, ripeto, lascia individui e famiglie
completamente soli, è necessario contrapporre un’altra idea di libertà,
che metta al centro la persona. Quanto alle proposte, il direttivo
confederale del 13-14 gennaio ha elaborato una precisa piattaforma
programmatica...
...che il nostro giornale ha ampiamente illustrato.
Ma varrebbe la pena ripetere, seppure per titoli, le questioni centrali.
Passoni Sono la difesa dei princìpi della legge
328, la definizione, al più presto possibile, dei Livelli essenziali di
assistenza – i Lea –; la rivendicazione del fondo per la non
autosufficienza; politiche nuove per l’immigrazione; uno strumento che
permetta di sostenere i soggetti svantaggiati senza cadere
nell’assistenzialismo – stavamo sperimentando il reddito minimo
d’inserimento, il governo l’ha cancellato e ora ci parla di un
fantomatico reddito di ultima istanza –; e infine la definizione e
l’ampliamento delle risorse; risorse che l’esecutivo, con la
Finanziaria, ha ampiamente decurtato e si riprometteva di ridurre
ulteriormente, arrivando a tagliare il 52 per cento del Fondo sociale. Un
proposito che per ora le Regioni sembrano aver bloccato.
Credi che sarà possibile una battaglia comune con
Cisl e Uil?
Passoni Non vedo perché dovrebbe accadere il
contrario. Quella per la 328 è una battaglia che abbiamo fatto insieme.
Sui temi che prima ho elencato penso che un impegno unitario sia
concretamente praticabile.
(20 febbraio 2003)
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