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Un nuovo Libro bianco. Dopo quello
sul mercato del lavoro, ora tocca al Welfare. Lo ha presentato questa
mattina il ministro Maroni alle parti sociali, aprendo una trattativa che
dovrà concludersi entro maggio, in tempo per inserirne i risultati nel
prossimo Dpef e quindi nella legge finanziaria. Negoziato in cui si
discuterà di tutto tranne che di pensioni, ha tenuto a precisare Maroni:
su quelle infatti fa testo la delega legislativa all'esame del Parlamento.
Gli incontri inizieranno dal 20 febbraio.
Le prime reazioni dei rappresentanti sindacali sono caute. Poco disposto
ad aperture di credito Achille Passoni, segretario confederale della Cgil,
secondo il quale il Libro bianco è "un ballon d'essai, messo
li' forse per cambiare discorso rispetto a quello che sta succedendo nel
paese". "E' un lungo elenco di cose tutte note, non vedo grandi
proposte. Comunque ci confronteremo come ci e' stato richiesto". Sul
merito del testo Passoni ha poi aggiunto: "C'è un'impostazione
culturale familistica che non condividiamo, molto tradizionale: penso, ad
esempio, ai mutui che sono previsti solo per le giovani coppie sposate.
Inoltre, le cose che mancano sono vistose: non c'e', ad esempio, il
reddito minimo d'inserimento". Perplessità sulla copertura economica
delle misure sono state avanzate da Beniamino Lapadula, responsabile delle
politiche economiche nella confederazione di Corso d'Italia. Secondo
Lapadula il Libro bianco e' ''incompatibile'' con la delega fiscale
all'esame del Parlamento, visto che per le politiche sociali per la
famiglia ''non c'e' nemmeno un euro a disposizione'' visto che il Governo
punta a concentrare le risorse sulla riduzione delle aliquote. ''Il
problema dell'equita' orizzontale - dice - non e' negli obiettivi di
questo Governo cosi' come ha dimostrato quanto deciso dalla Finanziaria
2003 che non ha previsto alcun beneficio fiscale per le famiglie
monoreddito e quelle numerose. Maroni si metta d'accordo con Tremonti -
conclude - una politica sociale degna di questo nome e' in assoluta
contraddizione con la linea fiscale del Governo che, imitando Bush, si
propone di ridurre le tasse ai ricchi''. Per la
Cisl, invece, è ancora presto per dare un giudizio. 'Non conosco il
documento, dare un giudizio sarebbe pretestuoso e presuntuoso. Il Libro
bianco non conclude ma apre un dibattito. Ne prendiamo atto e ci
confronteremo', così ha detto Ermenegildo Bonfanti, segretario
confederale della Cisl, al termine della presentazione.
Donatella Vercesi, segretario confederale della Uil, si è mostrata
ottimista: 'Voglio credere che le parole dette dal ministro Maroni, che
sono positive, corrispondano a una volonta' politica e non vengano
smentite'.
L'obiettivo del Libro bianco è quello di raddoppiare, in dieci
anni, le risorse destinate alla spesa sociale. Tenendo conto, ovviamente,
delle disponibilità economiche generali. Secondo il ministero, la spesa
sociale è attualmente ''carente''. La distribuzione della spesa totale e'
considerato il ''maggior problema'' da risolvere nelle future politiche
sociali; si prevede anche una piu' diffusa e incisiva presenza del non
profit. Il documento fornisce alcuni dati sulla situazione attuale della
spesa sociale. Per l'assistenza alla persona, il documento del governo
ipotizza (considerate anche le risorse locali e quelle del non profit) un
ammontare finale di risorse per i servizi di assistenza pari a 25 mila
miliardi delle vecchie lire, circa il 5 per cento della spesa complessiva
per la protezione sociale). L'Italia, a fronte di una spesa pubblica per
la protezione sociale leggermente inferiore alla media europea (25,3 per
cento del Pil contro il 27,6 nel 1999), registra una spesa per il comparto
dedicato alla famiglia e ai minori pari a circa un terzo della media dei
paesi dell'Unuone europea. A fronte di una media europea pari all'8,5 per
cento della spesa sociale, l'Italia dedica appena il 3,7 per cento.
Nell'ultimo decennio questa percentuale e' diminuita visto che nel 1990
era del 4,4. Secondo la relazione generale sulla situazione economica del
paese nel 2001, il conto economico consolidato dell'assistenza sul totale
delle istituzioni pubbliche e private ha raggiunto i 20.473 milioni di
euro (circa l'1,8 per cento dl Pil) con un incremento medio nell'ultimo
biennio di quasi il 6 per cento. Le prestazioni sociali in denaro (solo
per trasferimenti monetari) sono pari a 14.187 milioni di euro mentre le
prestazioni di servizi sociali totalizzano 6.286 milioni di euro, di cui
circa 3,7 miliardi di origine pubblica. Per quanto riguarda i bilanci dei
comuni si stima che la spesa sociale nel 2001 sia stata pari a 15.173
miliardi di euro, ossia l'11,8 per cento della spesa complessiva delle
amministrazioni comunali.
Un fisco che tenga conto delle spese per i figli, più asili nido pubblici
e privati anche mediante orari flessibili. Queste le altre novità del
testo. Obiettivo delle misure e' il sostegno alle politiche familiari, in
modo da invertire la tendenza sulla natalita' che tanti problemi causa al
mondo del lavoro. Il Libro bianco fa il punto sulle politiche sociali e
fissa gli impegni del governo. A cominciare dal carico fiscale per le
famiglie, che dovrà tenere conto delle spese necessarie per far crescere
i figli. Del resto e' cio' che avviene gia' in altri paesi europei: ad
esempio, la differenza di imposta diretta su un reddito nominale di 30
mila euro per una famiglia con due figli e una coppia senza figli era nel
2001 di oltre 3 mila euro in Francia, oltre 6 mila euro in Germania e di
500 euro nel nostro paese. Come intervenire? ''Che si tratti di quoziente,
di detrazioni o di deduzioni, che lo si faccia privilegiando il secondo
figlio o i figli successivi - afferma il Libro bianco - la casistica
europea cui rifarsi e' ricca di esempi interessanti. La riforma fiscale
deve dunque diventare uno strumento importante in favore delle politiche
familiari''. Il governo si impegna quindi ''nel quadro della diminuzione
complessiva della pressione fiscale media a incentivare il ristabilimento
dell'equita' orizzontale intesa come la rimodulazione dell'imposta anche
secondo la dimensione del nucleo familiare''. La finanziaria 2003 e' per
il Libro bianco un ''primo passo'' in questa direzione. Sempre in tema di
sostegno alle famiglie, il governo vuole ampliare l'offerta pubblica e
privata degli asili nido, rendendo piu' flessibile il loro orario. Si
prevede anche il coinvolgimento in questi servizi di nuovi soggetti come
l'associazionismo familiare. Il documento sottolinea che negli ultimi
dieci anni gli asili nidi pubblici non sono aumentati, mentre e' cresciuto
il numero di quelli privati, passando dal 7 al 20 per cento dell'offerta
totale. La percentuale della nostra utenza infantile e' tra le piu' basse
in Europa: 7 per cento contro 30-40 dei paesi del centro nord. Altri
sostegni ai nuclei familiari riguardano la politica degli alloggi (gia'
nella finanziaria 2003 sono previste facilitazioni credito per giovani
coppie).
(4 febbraio 2003)
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