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Riforma delle pensioni / Berlusconi accelera

"Chiudere entro settembre"

Una riforma delle pensioni 'strutturale' e, molto probabilmente, presentata già dentro la prossima legge Finanziaria, che sarà 'di rigore e di sviluppo'. Sulla previdenza Berlusconi non molla e si impegna in prima persona: "Garantisco che ci sarà una riforma strutturale", ha detto ieri sera in conferenza stampa, al termine del vertice della Casa della libertà. Berlusconi ha spiegato che non sarà "una riforma una tantum" ma "una riforma che mantiene i suoi effetti ogni anno, in ogni legge Finanziaria, e darà i suoi risultati'. 'Credo che presenteremo (la riforma previdenziale) dentro la Finanziaria ma potrebbe essere anche qualcosa di diverso, non è una necessità', ha dichiarato Berlusconi, garantendo che 'ci sarà una Finanziaria di rigore ma anche di sviluppo e posso anticipare che la illustreremo ai nostri parlamentari cominciando dai capigruppo ed avrà un'approvazione parlamentare accelerata'. Berlusconi ha poi aggiunto che sulla questione pensioni 'una proposta conclusiva spetta naturalmente al ministro (del Welfare Roberto) Maroni, a cui sta lavorando di concerto con altri ministri e sarà una proposta a cui noi non ci sottrarremo'. 

Adesso il presidente del Consiglio dovrà mettere d'accordo gli alleati della maggioranza, Lega e An, più restii ad avviare interventi strutturali sulle pensioni. Nella riunione di ieri sera Berlusconi ha chiesto che la Cdl arrivi a una proposta entro settembre. I round negoziali inizieranno col vertice a quattro (Tremonti, Maroni, Alemanno, Buttiglione) che si svolgerà lunedì prossimo. L'intenzione è di fare in fretta, come dimostrano le parole di Alemanno: "Credo che settimana prossima saremo in grado di chiudere questa vicenda con una posizione unitaria".

Sul fronte dei sindacati, si registra l'ammonimento di Guglielmo Epifani: "Se si vuole fare cassa e fare disastri si vada pure avanti così: troveranno l'opposizione ferma, credo di tutto il sindacato, sicuramente della Cgil". Così il segretario generale della Cgil, intervenuto ieri alla festa nazionale dell' Udeur, ha commentato le manovre del centrodestra sulla previdenza. "Non è giusto - ha detto ancora Epifani - affrontare le priorità del Paese partendo dalle pensioni. Il governo, le forze politiche e le parti sociali devono avere la visione precisa delle priorità". Secondo il segretario generale della Cgil le prime emergenze altre: la mancanza di sviluppo, la necessità di una nuova politica dei redditi e quelle legate alla scuola e alla formazione. 

Epifani ha anche polemizzato con Antonio Fazio: "Vorrei che coloro che danno consigli agli altri, a partire dal governatore della Banca d'Italia, pensassero anche a quello che fanno con la mano sinistra". Il leader della Cgil si riferiva ai privilegi che ancora gravano sul sistema pensionistico italiano. Secondo Epifani "ci sono aree di privilegio nel sistema previdenziale che non possono essere tollerate". Così come, ha ricordato il segretario della Cgil, non è possibile tollerare "che il governo, d'intesa con Confindustria e contro il parere di Cgil, Cisl e Uil, decida di mettere a carico dell'Inps, e cioè della solidarietà di tutti i lavoratori, le questioni previdenziali dei dirigenti di impresa, e cioé qualcosa che perde almeno 600 milioni di vecchie lire l'anno". Epifani ha specificato di essere d'accordo per estendere la solidarietà. "Ma mi piace - ha concluso - una solidarietà che è fatta verso coloro che hanno più bisogno, e non una solidarietà fatta da chi ha di meno verso chi ha più possibilità".

(29 agosto 2003)

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