STATO SOCIALE

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Tagli alle pensioni / Le decisioni dei sindacati dopo lo sciopero generale

Sull'emendamento nessun negoziato, 
dal 15 novembre di nuovo in piazza

Cgil, Cisl e Uil per il momento non siedono a nessun tavolo sulle pensioni. Lo faranno solo se il governo ritirerà l'emendamento alla legge delega sulla previdenza, presentato ieri in Senato, e accetterà un negoziato sulla base della delega originaria. Le tre confederazioni hanno inoltre fissato le prossime tappe della mobilitazione contro la politica economica e sociale del governo, e non escludono di ricorrere a un nuovo sciopero generale.

Le iniziative a breve termine comprendono una manifestazione per il Mezzogiorno il 15 novembre a Reggio Calabria, una manifestazione nazionale sulla scuola a Roma il 29 novembre, una manifestazione sullo sviluppo sempre a Roma il 6 dicembre e, infine, un'iniziativa sull'immigrazione il 18 dicembre.

"Cgil, Cisl e Uil - si legge nella nota unitaria dei sindacati - valutano molto positivamente la riuscita dello sciopero generale di quattro ore del 24 ottobre. Oltre dieci milioni di lavoratrici, lavoratori, giovani e pensionati hanno aderito all’invito delle Confederazioni sindacali ed hanno scioperato e manifestato contro la legge Finanziaria del governo e la 'controriforma' delle pensioni".

Nonostante la riuscita dello sciopero, i sindacati rilevano che "il governo ha comunque deciso di presentare l’emendamento alla delega, si tratta di un fatto compiuto, che contraddice ogni invito al dialogo finendo di fatto per negarlo".

Cgil, Cisl e Uil ribadiscono la propria contrarietà all’intero impianto della riforma delle pensioni proposta dal governo e riaffermano la propria disponibilità a riaprire un confronto solo ripartendo dalla vecchia delega (priva dell’emendamento presentato ieri) che da mesi giace in Parlamento, cioè dal punto in cui  il dialogo si è interrotto circa un mese fa, per responsabilità esclusiva del governo.

Per questo motivo i sindacati ribadiscono, "a maggior ragione dopo la presentazione in Senato dell’emendamento da parte del governo, la volontà di effettuare un'iniziativa di mobilitazione e di lotta che duri per tutto il tempo necessario a far modificare le scelte del governo.

Le confederazioni sindacali hanno messo a punto un calendario di mobilitazioni che vedrà un primo appuntamento nella giornata di sabato 15 novembre a Reggio Calabria, con una grande iniziativa per lo  sviluppo e per il  mezzogiorno. Successivamente è prevista per sabato 29 novembre a Roma una manifestazione nazionale sulla scuola, a difesa e per il rilancio  della scuola pubblica, con modalità che verranno definite dalle organizzazioni di categoria, insieme a tante associazioni che si battono per una scuola di qualità.

Cgil, Cisl e Uil hanno inoltre deciso di tenere a Roma per sabato 6 dicembre una grande manifestazione nazionale sui temi dello sviluppo, dei diritti e in difesa dello stato sociale, a partire dalla previdenza.

Il calendario prevede poi una iniziativa nazionale sui temi dell’immigrazione e dei diritti dei cittadini immigrati per sabato 18 dicembre, in occasione della giornata europea dei migranti.

"Ulteriori iniziative di mobilitazione e di lotta - conclude la nota -, compreso l'eventuale ricorso ad un nuovo sciopero generale, verranno definite nei tempi e nelle modalità sulla base del quadro che si determinerà nell'andamento della vertenza con il  governo". 

(28 ottobre 2003)

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