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Cgil, Cisl e Uil aprono il percorso unitario di
mobilitazione sulle pensioni. Che potrebbe portare anche a uno sciopero
generale, se il governo non modificherà entro breve la delega
all'esame del Senato. Dalla riunione delle segreterie confederali di
questo pomeriggio è uscito un accordo di massima che sarà sottoposto
ai segretari generali. Epifani, Pezzotta e Angeletti, che si
incontreranno nei prossimi giorni, daranno poi il via libera alla
mobilitazione.
I sindacati hanno deciso di dare una scadenza improrogabile al governo:
l'8 giugno. Se entro quella data non saranno accolte le loro richieste
di modifica, Cgil, Cisl e Uil proclameranno lo sciopero generale prima
del 15 giugno, data in cui scade la moratoria in vista dei referendum,
in modo che la mobilitazione si svolga nella seconda metà del mese. Da
qui all' 8 giugno, intanto, parte la mobilitazione in tutta Italia.
Il pacchetto di iniziative è stato elaborato nel corso di un vertice
tra i segretari di Cgil, Cisl e Uil con delega alle pensioni (Morena
Piccinini, Pierpaolo Baretta, Adriano Musi). Innanzitutto i sindacati
hanno deciso di chiedere un incontro urgente con il presidente della
Commissione Lavoro del Senato, così da verificare l'andamento dei
lavori sulla delega previdenziale. Resta in piedi, infatti, la
richiesta sindacale di una sospensione dell'iter parlamentare del
provvedimento fino a che il governo non avrà chiarito la sua
posizione. Intanto partirà in tutta Italia la mobilitazione di tutti i
lavoratori, con Attivi regionali che si concluderanno entro la prima
settimana di giugno.
"E' molto difficile - ha detto il segretario confederale della
Cisl Baretta - che possa passare il tempo che ci separa da qui alla
prima settimana di giugno senza che ci sia un chiarimento da parte del
governo. Se questo chiarimento non interverrà il ricorso allo sciopero
sarà inevitabile".
''E' una situazione oggettivamente piu' complicata rispetto a quella
della scorsa settimana -ha spiegato il numero due della Uil Adriano
Musi- nei giorni scorsi si era discusso solo della delega. Oggi,
invece, ascoltiamo un coro di voci che parlano di una riforma generale
della previdenza. Chiediamo quindi che la risposta del governo su cosa
intende fare arrivi entro la prima settimana di giugno e dovranno anche
essere capaci di convincerci che da quel momento in poi si parli solo
di delega e di nessun'altro aspetto della previdenza. Senza questa
rassicurazione l'unica risposta non potra' che essere la mobilitazione''.
Evidente il riferimento alle posizione emerse nel governo sui
disincentivi, le ultime in ordine di tempo quelle espresse oggi da Gianfranco
Fini, che i sindacati rigettano radicalmente.
"Se alla fine della prima settimana di giugno, quando faremo una
verifica della situazione, non si saranno create le condizioni per un
confronto col governo, allora decideremo iniziative di sciopero",
ha spiegato il segretario confederale della Cgil, Morena Piccinini.
(14 maggio 2003)
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