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Patto di stabilità / L'Ecofin salva Francia e Germania

Scontro istituzionale in Europa

 

L'Europa si spacca sul Patto di stabilità. Ed è crisi istituzionale. La Commissione Ue, da un lato, in difesa delle regole e dei parametri stabiliti. Eurogruppo ed Ecofin (gli organismi che raccolgono i ministri delle Finanze dei singoli Stati), dall'altro, che hanno sospeso  la procedura per deficit eccessivo nei confronti di Francia e Germania. Gli Stati membri medio-piccoli e virtuosi, da un lato (Austria, Finlandia, Olanda e Spagna), che hanno rispettato il Patto e si sentono traditi; Francia e Germania dall'altro, con l'aggiunta dell'Italia e l'appoggio esterno della Gran Bretagna, ossia i due perni dell'Unione europea oggi in difficoltà economica evidente, ma che ottengono l'esenzione dalle penalità previste. Uno scontro che, come promette il premier spagnolo Aznar, avrà ripercussioni anche sui lavori di Roma per la ratifica della Costituzione europea.

Francia e Germania, pur avendo sforato per la terza volta il tetto del 3% nel rapporto tra deficit e Pil, non subiranno la procedura per deficit eccessivo. L'ha deciso a maggioranza qualificata l'Eurogruppo (i ministri delle Finanze dei 12 paesi della zona euro) durante una riunione fiume burrascosa, questa notte, in cui si è registrato il voto contrario di Austria, Finlandia, Olanda e Spagna. La decisione è stata poi ratificata questa mattina dall'Ecofin (organo allargato a tutti i ministri economici della Ue e alla Commissione), che si è accontentato di un generico impegno, da parte del ministro delle Finanze tedesco Hans Eichel, a sistemare i conti della Germania entro il 2005. "Il Consiglio - si legge in un testo delle conclusioni dell'Ecofin riguardo alla Germania - ha deciso di sospendere per il momento la procedura". La stessa formulazione viene riportata nelle conclusioni relative alla Francia. "Il Consiglio - si legge in entrambe le conclusioni - resta pronto a prendere una decisione ai sensi dell'articolo 104,9, sulla base della raccomandazione della Commissione nel caso in cui la Germania non riesca ad agire in linea con gli impegni stabiliti in queste conclusioni".

Si profila, anzi è già in atto, uno scontro durissimo con la Commissione. Il commissario della Ue agli Affari economici e monetari Pedro Solbes ha infatti parlato di 'regole non rispettate' e non ha escluso il ricorso alla Corte di giustizia per il mancato accoglimento delle proposte della Commissione ed il voto contrario di quattro stati membri: appunto Olanda, Austria, Finlandia e Spagna. ''Il Patto non e' sospeso - ha detto Solbes -. Il problema e' che abbiamo una decisione politica senza base legale''. 

E la Commissione ha diramato una dichiarazione durissima in cui ''si rammarica profondamente che il Consiglio non abbia seguito lo spirito e le regole del Trattato e del Patto di stabilita' e di crescita che sono state approvate all'unanimita' dal tutti gli Stati membri''.  ''Solo un sistema basato sulle regole puo' garantire che gli impegni siano messi in pratica e che tutti gli Stati membri siano trattati in modo uguale'', si legge nella dichiarazione. ''La Commissione continuera' ad applicare il Trattato e si riserva il diritto - prosegue il testo - di esaminare le implicazioni delle conclusioni del Consiglio e di decidere possibili successive azioni''. La Commissione rileva anche che il Consiglio ha respinto le raccomandazioni proposte per Francia e Germania ''senza dare una spiegazione adeguata cosi' come previsto dalla risoluzione del Consiglio Ue sul patto di stabilita' e di crescita''. Pertanto, la Commissione ''considera che la raccomandazione del Consiglio basata sull'art. 104.7 (il primo passo della procedura per deficit eccessivo, ndr) del Trattato rimane in vigore''.

Di fronte alla decisione dell'Ecofin, il premier spagnolo Josè Maria Aznar ha minacciato conseguenze sulle trattative per la futura Costituzione europea. Aznar ha dichiarato che ''se si puo' decidere, come si e' deciso, niente di meno che la sospensione dell'applicazione del Trattato in un consiglio di ministri, si puo' immaginare l'importanza che hanno le discussioni sul sistema di voto''. ''Oggi non e' un buona giornata per l'Europa, ne' per l'economia europea, perche' i trattati vanno rispettati'', ha detto Aznar, secondo il quale ''le norme devono essere le stesse per tutti'' e ''se altri paesi avessero avuto i problemi discussi oggi a Bruxelles si sarebbero applicati i trattati immediatamente, e senza alcun problema''.

(25 novembre 2003)

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