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Lo sciopero 
del trasporto pubblico locale

Milano nel caos

 

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Lo sciopero del trasporto pubblico locale

Milano nel caos

 

A Milano lo sciopero dei mezzi pubblici doveva iniziare alle 8.45, come previsto dai sindacati, è invece è partito all'inizio del primo turno (le 4 del mattino per i mezzi di superficie, le 6 per la metro). La città è stata presa dal caos. Migliaia di persone non hanno potuto raggiungere i luoghi di lavoro o altre destinazioni, i taxi presi d'assalto. Un colpo di mano degli otto mila addetti dell'Atm milanese, deciso questa notte e messo in pratica all'alba, dopo un lungo negoziato tra i delegati sindacali e i lavoratori. E lo sciopero, che doveva terminare alle 15.00, prosegue ad oltranza. Sicuramente per l'intera giornata. Per quanto riguarda domani, gli autoferrotranvieri decideranno stasera cosa fare. Ma il prefetto di Milano, Bruno Ferrante, ha già deciso, dopo aver sentito il ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu, di precettare per domani i lavoratori dell'Atm ''per garantire il corretto andamento dell'ordine pubblico nella città".

L'iniziativa è stata spiegata dai delegati sindacali di tutte le sigle, che dalla scorsa notte sono riuniti in assemblea permanente in uno dei depositi dell'azienda in via Palmanova. 'Chiediamo scusa a tutta la cittadinanza per i disagi che abbiamo provocato - ha detto Antonio Longo delegato Cgil -, ma questo era l'unico modo per essere finalmente presi in considerazione, dal momento che con gli scioperini precedenti non avevamo ottenuto nulla'. La decisione di riunirsi in assemblea permanente questa notte - dice invece Gianluca Celentano, che si definisce un delegato Uil (ma la Uil Trasporti l'ha smentito) - "è stata una decisione spontanea (...) e stamani all'alba ci siamo tutti trovati d'accordo, tutta la Rsu, gli autonomi e anche molti che non sono iscritti a nessun sindacato, di non cominciare proprio il servizio".

Ma d'accordo non lo sono affatto le sigle sindacali locali, di categoria e nazionali, che hanno condannato all'unisono la mobilitazione "selvaggia" pur sottolineando il fatto che è dettata da un'esasperazione ormai acuta tra i lavoratori. Dopo un incontro convocato d'urgenza dal prefetto, la Cgil la Cisl e la Uil meneghine hanno invitato i lavoratori dell'Atm a riprendere il turno alle 15.00, ma l'appello non è servito. Il segretario della Fit Cisl Lombardia, Dario Balotta, ha chiesto a Regione e Atm di aprire un tavolo negoziale come condizione per far rientrare la protesta, ma per il momento i diretti interessati non hanno dato risposta.

Dura la condanna della Filt Cgil nazionale. “Quanto accaduto questa mattina a Milano è davvero intollerabile”, afferma il segretario generale Fabrizio Solari, che aggiunge: “posso capire quei lavoratori, anche iscritti alla mia stessa organizzazione sindacale, che la pensano in altro modo, ma a questi chiedo di provare a mettersi nei panni di quei lavoratori che questa mattina si sono trovati in gravi difficoltà per l’anticipo arbitrario dello sciopero nel trasporto pubblico locale nel capoluogo lombardo”. “Ciò premesso, - prosegue Solari – è del tutto evidente che nel sistema qualcosa non funziona, se è vero, com’è vero, che gli autoferrotranvieri aspettano da oramai due anni, l’adeguamento economico del contratto, che dovrebbe essere quasi automatico, senza ottenere dalle controparti nessuna risposta”.

E anche a livello confederale i sindacati hanno condannato l'iniziativa milanese. Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil, ha sottolineato che "l'esasperazione dei lavoratori è comprensibile. Siamo con loro, ma altro è dire che le regole sullo sciopero vengono violate. Questo è sbagliato, è inammissibile perché prendi in ostaggio altri lavoratori e riduci il consenso intorno alle tue battaglie'. Epifani ha ricordato che il sindacato è 'a fianco' di questi lavoratori, ma che comunque le regole vanno rispettate. 'La situazione è esplosiva - ha aggiunto - sono due anni che il contratto deve essere rinnovato. Utilizziamo lo sciopero di oggi per chiedere al Governo e al Parlamento di trovare le risorse integrative per chiudere il contratto'.

Pure il segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta, insiste sul "livello di esasperazione" che è stato raggiunto, che però non giustifica quanto accaduto nel capoluogo lombardo. "Se il contratto si rinnova nei tempi giusti - ha detto Pezzotta - il sindacato riesce meglio a governare le situazioni. Non condividiamo - ha concluso - certe forme di esasperazione. Non c'é nessuna giustificazione'.

Da registrare, infine, la posizione della Cgil Lombardia, che in un comunicato si dice “dalla parte dei lavoratori, ma considera del tutto sbagliata questa forma di lotta (lo sciopero ad oltranza, ndr) e se ne dissocia perché lede fondamentali diritti dei cittadini e rischia di minare il rapporto tra lavoratori dei trasporti in lotta per il loro contratto e l’insieme della popolazione”. “Nei settori dei servizi pubblici – continua la nota della Cgil lombarda – il rispetto delle regole è decisivo per una reale efficacia delle azioni di lotta, fondata anche sulla ricerca del consenso e della solidarietà da parte degli altri lavoratori e dei cittadini : quello che sta accadendo a Milano crea invece le condizioni oggettive di isolamento di questi lavoratori. E l’isolamento non è mai una condizione di forza, bensì di pericolosa debolezza. Oltre a tutto – conclude la nota –, tali modalità sbagliate di lotta forniscono pretesti e offuscano le gravissime responsabilità del governo e delle controparti per la mancata conclusione positiva della vertenza contrattuale”.

(1 dicembre 2003)

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